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The Wire: 10 anni fa il primo episodio

The Wire

The Wire

Sono passati 10 anni: il 2 giugno 2002 partiva sul canale via cavo HBO la prima stagione di The Wire, la serie di David Simon che è stata spesso definita la miglior serie TV di sempre.

Pietra miliare del palinsesto della rete (insieme a Oz, Sex and the City, I Soprano, Six Feet Under, Curb Your Enthusiasm), ha conosciuto un successo postumo: snobbata dagli addetti ai lavori (non ha mai vinto un Golden Globe o un Emmy — i giudici dell’Academy la giudicavano troppo difficile da seguire), seguita da un pubblico ristretto, è stata portata sul palmo di una mano dai critici di tutto il mondo e ha formato una numerosa scuola di attori in cui oggi è impossibile non imbattersi (Dominic West, Idris Elba, Michael K. Williams, Aidan Gillen e a seguire).

In Italia ci sono voluti 10 anni per vederla in chiaro: la terza stagione è in onda su Rai4 dal lunedì al venerdì alle 14:00 circa. Tra il 2005 e il 2011 è stata trasmessa da Sky, passando dal canale FOX a FX (chiuso nell’estate del 2011), con una breve parentesi su Cult.

Oggi, a distanza di un decennio, per omaggiarla, vi proponiamo le prime recensioni risalenti al debutto negli Stati Uniti: c’è chi la lodava sin da subito e chi, invece, era perplesso.

The Wire - McNulty e KimaKen Tucker per Entertainment Weekly
28 giugno 2002

The Wire è rilassato e vago; i suoi climax non coincidono chiaramente con la fine degli episodi. I dialoghi sono così belli da sembrare spesso improvvisati. C’è chi ha detto che è ripetitivo (nel mostrare il lento percorso attraverso cui i poliziotti sconfiggono i cattivi). Ma sono proprio queste qualità che lo rendono il miglior poliziesco in onda in TV”.

 

Tim Goodman per il San Francisco Chronicle
31 maggio 2002

”È facile capire che The Wire sarà complesso e impegnato, come un buon libro — in effetti, è un libro. [...] David Simon ha scritto un’ottima serie che è molto più di un semplice poliziesco”.

 

The Wire - Bunk e McNulty

Neil Genzlinger per il New York Times
31 maggio 2002

“Sembra che la serie voglia confondere lo spettatore, determinata a distinguersi dai polizieschi degli altri canali. Per qualche spettatore potrebbe essere fin troppo diversa, altri accoglieranno con gratitudine il cambiamento. [...] I dialoghi dovrebbero essere realistici e forse lo sono davvero, ma spesso sono pieni di sé. [...] Il vero dubbio riguarda la pazienza dello spettatore: è una serie che richiede impegno, è difficile immaginare di poter guardare il terzo episodio e poi riprendere dall’ottavo.”

 

Steven Oxman per Variety
30 maggio 2002

The Wire non è sorprendente quanto le altre serie della HBO. Non è noioso, anzi è interessante, ma è una serie che ha i suoi momenti più vivi non nello scontro tra buoni e cattivi, bensì nelle battaglia dei burocrati. Pur essendo meno originale dei Soprano, di Six Feet Under e di Sex and The City, rimane una serie raffinata e significativa”.

 

The Wire - McNulty e Freamon

Il nostro omaggio prosegue con una puntata speciale della rassegna stampa settimanale, che oggi raccoglie i migliori articoli su The Wire e sul suo creatore David Simon, ora intento a lavorare alla terza stagione di Treme, la sua nuova serie HBO.

  • Bruno

    La miglior serie che ho mai visto, la seguo su Rai4 e tutte le sere torno di corsa a casa per poter vedere la registrazione.