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Come finisce Weeds

Weeds - Mary-Louise Parker

Ieri sera sono andati in onda negli Stati Uniti gli ultimi due episodi di Weeds: vi proponiamo una breve retrospettiva sulla serie, seguita da un resoconto del finale. Se volete sapere subito come finisce, iniziare a leggere dagli ultimi paragrafi.

Weeds è una serie che si è persa per strada negli anni, a causa dei continui cambi di ambientazione che ha subìto: un artificio narrativo che Jenji Kohan (la creatrice della serie) dichiara di aver utilizzato per mantenere il prodotto fresco e interessante. L’idea sembrava buona sulla carta, soprattutto vista la velocità con cui la premessa iniziale (Mary-Louise Parker è Nancy Botwin, madre di famiglia rimasta vedova, che inizia a spacciare erba tra i vicini) si era esaurita, ma è successo proprio quello che si voleva evitare: il primo cambio dal paesaggio urbano di Agrestic al Messico, poi in fuga, poi verso New York, poi basta, che noia.

Weeds - Mary-Louise ParkerSe le prime due stagioni avevano un uomorismo sfacciato ma ricercato, quelle successive (nonostante qualche occasionale colpo di genio) sono degenerate verso un’entropia narrativa che non ha portato da nessuna parte, tra personaggi rimasti nel cast solo per doveri contrattuali, assurdità accumulate con una facilità disarmante e la sensazione di assistere alla continua apologia di un personaggio, quello di Nancy Botwin, senza alcun merito. Mary-Louise Parker, tuttavia, è rimasta costantemente splendida, anche in scene indimenticabili (sic), come quella in cui doveva dare da bere il suo latte a Justin Kirk (il cognato “svitato e divertente” di Nancy, verso cui a un certo punto nasce un’improvvisa attrazione). La sua interpretazione è ciò su cui la serie si è retta per così tanto tempo.

Dopo la fine della terza stagione si è persa anche la bellissima sigla originale (“Little Boxes” di Malvina Reynolds), recuperata poi in parte nell’ottava e ultima stagione, un tentato ritorno alle origini. Ma pur seguendo la serie a una certa distanza negli ultimi anni, non si può dire che la verve iniziale sia mai stata recuperata.

L’ultima stagione vede Nancy di nuovo alle prese con la marijuana, quello che era l’oggetto principale della serie all’inizio: questa volta, però, la vende legalmente, per una compagnia farmaceutica.

Nell’ultima puntata, dopo essere tornata ad Agrestic (ora chiamata Regrestic), essersi messa in affari con Guillermo e aver fatto sesso con Andy, ritroviamo Nancy qualche anno dopo, proprietaria di una serie di negozi (legali) di marijuana, che Starbucks vuole comprare (un divertente scenario futuristico, in effetti). In occasione del Bar Mitzvah di Steve, il figlio che Nancy ha avuto da Esteban, rivediamo tutti i personaggi, vecchi e nuovi: Silas ha avuto una figlia da Megan, con cui presto si sposerà; Shane entrerà in un centro di riabilitazione; Doug riesce a riappacificarsi con il figlio; scopriamo anche che Isabel ha cambiato sesso. Poi torna Andy, che parla a lungo con Nancy: la ama, ma non può stare insieme a lei. Alla fine Nancy decide di vendere la sua impresa a Starbucks: è finalmente libera e non ha nessuno a cui dover rendere conto di quello che fa. Sotto la neve, la grande famiglia Botwin si riunisce un’ultima volta per fumare, tutti insieme, ridendo, senza un motivo preciso. E Weeds si chiude così, sulle note di Rilo Kiley, con un finale abbastanza inconsistente.

Weeds finale

Otto anni sono tanti, troppi: il primo episodio andava in onda nel 2005, dopo il finale dell’ultima stagione di Queer as Folk US, nello stesso anno in cui partiva Grey’s Anatomy. Praticamente un’altra era televisiva. Weeds ha dato il via alla definizione di un periodo importante per la rete su cui è andata in onda (Showtime, che nel 2005, era davvero un altro canale), ma la sua importanza si esaurisce qui.

In Italia la serie è stata trasmessa prima da Rai2 (le prime due stagioni) e poi da Rai4 (fino alla quarta stagione).