Emily NussbaumThe Verge ha intervistato Emily Nussbaum, che scrive di televisione sul New Yorker, per parlare del futuro della TV e delle serie TV, tra grandi eventi e social TV.

Nussbaum ha parlato a lungo dei grandi cambiamenti a cui stiamo assistendo in campo televisivo: la TV è sempre stata un mezzo di fruizione di massa, in grado di aggregare le persone ben prima che si iniziasse a parlare di social TV. Ma Internet ha cambiato tutto: verso la fine degli anni ’90 la gente ha iniziato a discutere attivamente delle serie che guardava (cosa che faceva già, in realtà), dando vita a una nuova tipologia di pubblico, più attento e più esigente. Nussbaum individua il punto di rottura nell’arrivo di Buffy, che negli Stati Uniti (ma anche in Italia) ha dato il via alla nascita di numerose community, tematiche e non.

Ma i tempi sono cambiati e pian piano la visione settimanale o l’idea di guardare un programma in diretta ha perso senso nella maggior parte dei casi, arrivando a un paradosso: è più bello guardare un’intera stagione di Breaking Bad tutta insieme, piuttosto che seguirla settimanalmente; eppure perché la serie vada avanti e venga scoperta da nuovi spettatori in futuro è necessario che qualcuno la guardi ogni settimana, rendendola un prodotto su cui la rete vuole investire. Lo stesso vale per molte altre serie, che sopravvivono grazie alla benevolenza di alcuni canali.

Buffy - stagione 2

In effetti non è più necessario cercare di raggiungere la massa, il maggior numero di spettatori possibile; alcune serie non sono per tutti (e va bene così) e nessuno sa a priori come confezionare un successo. Di sicuro, l’unico contesto in cui la visione televisiva tradizionale (in diretta, magari con la pubblicità) ha senso è quello del grande evento: il finale di Breaking Bad, per esempio, o un grande evento sportivo.

Insomma, la TV sta cambiando, ma una cosa è certa: è ormai consolidata l’idea che sia una forma di intrattenimento allo stesso livello delle altre e non potrebbe esserci periodo migliore per parlare di TV, scrivere di TV, guardare TV, social o meno che sia.

Fonte: The Verge