Girls è stata fin dall’inizio una serie polarizzante: accolta con amore dai giornalisti americani prima della messa in onda, ha scatenato feroci critiche una volta arrivata in TV.

Girls
Molteplici le accuse che hanno fomentato un odio particolarmente sentito nei confronti della sua creatrice e protagonista Lena Dunham: razzismo! nepotismo! egocentrismo!

La seconda stagione ha cercato di smarcarsi da alcune delle obiezioni sollevate, ma gli hater di Girls sembrano non essere mai pienamente soddisfatti e hanno trovato un nuovo bersaglio negli ultimi giorni dopo che la HBO ha diffuso i dati di ascolto dell’ultimo episodio della seconda stagione, trasmesso domenica. Circa 600.000 spettatori hanno seguito la prima trasmissione dell’episodio: un dato inferiore al primo episodio della seconda stagione (circa 800.000 spettatori) e al finale della prima (circa 1 milione).

Di fronte a quella che sembra una discussione eterna, Jaime Weinman ha quindi cercato di capire quali sono i motivi per cui determinate persone sono arrivate a odiare in maniera viscerale Girls.

Potrebbe essere colpa dei personaggi, dello status attribuito alla serie da alcuni media, del fatto che Lena Dunham non sia un uomo.

Il fattore determinante potrebbe piuttosto essere la pubblicità: il pubblico si è accorto che la serie viene pubblicizzata come se fosse un grande successo, quando in realtà non lo è (e questo grazie al massiccio marketing da parte della HBO). Da qui il sospetto che qualcosa non quadri e il conseguente rifiuto.

O forse è davvero solo colpa di Hannah Horvath. Quale che sia il motivo, haters gonna hate.