Sale l’attesa per la quinta stagione di Arrested Development. Negli ultimi mesi abbiamo chiesto a chi potevamo aggiornamenti sulla serie di Netflix, prima a Will Arnett e poi a Ron Howard, ed entrambi ci hanno detto che è in arrivo e che Mitch Hurwitz è al lavoro sulla sceneggiatura.

Ora è lo stesso Hurwitz a parlarne su Deadline, svelando i primi dettagli sulla trama, che a quanto pare sarà incentrata su un misterioso omicidio e avrà molte gag ispirate alla campagna presidenziale di Donald Trump. La cosa non stupisce: nella quarta stagione i Bluth cercavano di costruire un muro tra USA e Messico per tenere alla larga gli immigrati, e Lindsay finiva per puntare a una candidatura nel partito Repubblicano, una storia non molto diversa da quella che vediamo sui giornali in questi mesi.

L’idea di Hurwitz è quella di far uscire la serie prima delle elezioni presidenziali di novembre, quindi in autunno. Al momento lo showrunner ha definito la trama generale della nuova stagione assieme al suo team di sceneggiatori, e al momento è impegnato nel gestire le complesse trattative con i vari attori del cast, tutti molto impegnati. L’uscita della serie dipenderà quindi proprio dalla loro disponibilità. Una volta chiusi i contratti, Hurwitz scriverà le sceneggiature.

L’attualità di Arrested Development non si limita alla realtà della cronaca di tutti i giorni, ma anche alle tendenze della televisione moderna (che tanto è stata influenzata proprio dalla serie di Hurwitz). La quinta stagione sarà incentrata su un mistero legato a un serial killer, un’idea che lo showrunner aveva avuto alla fine della quarta stagione con la morte di Lucille Austero e l’arresto di Buster. Nel frattempo, il genere è diventato un trend molto attuale – da Serial a The Jinx, al recentissimo Making a Murderer. La nuova stagione, ha spiegato Hurwitz, sarà proprio sulla scia di quest’ultima docu-serie di Netflix (!).

Verrà invece messa da parte, proprio a causa dei ritardi dovuti agli impegni del cast, una storyline dedicata a George Sr. nella quale il capofamiglia Bluth avrebbe cambiato sesso, modificando ovviamente la dinamica del rapporto col figlio Michael (Jason Bateman). Ovviamente, il successo di Jeffrey Tambor nei panni di Maura in Transparent (da poco rinnovato per una terza stagione), che gli è valso anche un Emmy, ha reso questa storyline un po’ troppo ridondante. George “donna” sarebbe dovuta essere muta, come il Robert Durst di The Jinx. C’era poi l’idea che i Bluth cercassero di far pagare il Muro con il messico dagli stessi messicani: un’idea già rilanciata da Trump e quindi messa da parte.

Insomma, l’intenzione è quella di mettere la serie in produzione quanto prima. Vi terreo aggiornati!