Pretty Little Liars sembra essere ritornato più in forma che mai.

Si percepiva sin dallo scorso episodio che le cose sarebbero potute andare meglio. Tutto parte da una sceneggiatura che sembra finalmente avere una sua coerenza e linearità – è come essere ritornati al pilot andato in onda più di cinque anni fa. Ma non corriamo troppo con i complimenti e aspettiamo di vedere cosa succederà nelle prossime puntate. Intanto molti segreti vengono rivelati in “Charlotte’s Web”, segreti che invogliano lo spettatore a guardare, guardare e riguardare.

Tutto parte da una sceneggiatura che sembra finalmente avere una sua coerenza e linearità – è come essere ritornati al pilot andato in onda più di cinque anni fa

In questo episodio c’è imbarazzo, maturità, c’è il ritorno alle origini e c’è anche il solito trash che non guasta mai così come la recitazione non proprio riuscita di alcuni personaggi secondari; bene o male le quattro liars riescono nell’intento di essere credibili. Ancora poco chiara è Alison e il suo personaggio, una confusione dimostratasi anche nella recitazione troppo impostata di Sasha Pieterse. Sembra riuscirci alla grande (nei suoi limiti) anche Shay Mitchell (Emily), la più debole del gruppo in termini di recitazione. Quest’ultima, come ci era stato rivelato dall’autrice della serie, sembra realmente nascondere il segreto più importante. A quanto pare Emily si sta sottoponendo a un trattamento contro una qualche malattia, che non sembra però essere troppo grave visti i giudizi ottimisti e di fede dati dall’infermiera che le fa il prelievo. Quest’ultima le consiglia anche di non stancarsi e di rimanere in un punto fisso durante il trattamento, quindi di non spostarsi tra San Diego e Rosewood. Si tratta di un espediente di sceneggiatura non troppo astuto per far rimanere Emily a Rosewood.

Per quanto riguarda Hanna, questa sostiene invece di essere cresciuta, così cresciuta che la vediamo cancellare il video dell’albergo che riprende Aria durante la sua fuga per nasconderlo alla polizia, così cresciuta da non raccontare alle altre ragazze di aver visto Aria uscire dalla camera d’albergo. Ma nonostante questo Hanna è sempre la stessa, e fortunatamente aggiungeremmo. Una Hanna sempre innamorata, stavolta però di un altro uomo e non di Caleb: un australiano di nome Jordan. Questi sembra essere intraprendente, dolce e determinato e anche molto innamorato, sicuramente più di lei. I due già pensano al matrimonio.

Quello che si preannunciava essere un momento imbarazzante si è dimostrato invece essere un momento come tanti altri. Stiamo parlando della scena tanto attesa che vede l’incontro tra Caleb e Jordan. La “scena-imbarazzo” non funziona perché già dallo scorso episodio Caleb sembra essere preso da un’altra ragazza. La fortunata non è altro che Spencer Hastings – strano ma vero. Il loro incontro a Madrid sembra aver portato i suoi frutti, esotici.

Spencer è la solita detective investigativa della situazione, in questo episodio appare troppo paranoica per via del trattato di criminologia scritto da lei qualche anno prima e che sembra poi aver fatto visita a Ezra. Quello che spaventa è che anche Spencer sembra essere in qualche modo invaghita di Caleb. Quanto questo possa servire solo per dirottare da quello che succederà alla fine della serie non lo possiamo sapere, ma il rapporto tra Caleb e Hanna non può essere finito e Spencer nonostante tutto si merita di essere felice in quella casa ora in costruzione da Toby. Bisogna dire però che Caleb e Spencer stanno funzionando più che bene sullo schermo, ci faranno cambiare idea?

La cosa più importante dell’episodio riguarda sicuramente la storyline di Aria e la sua fuga notturna avvenuta guarda caso nella notte dell’omicidio di Charlotte. Come anticipato prima l’unica ad accorgersi della sua sparizione è stata Hanna la quale, prima dell’ormai iconica sigla, le fa presente di essersene accorta. C’è un bel momento di tensione nel quale vediamo Aria mentire spudoratamente, anche se non si dubita neanche per un secondo del suo coinvolgimento nell’omicidio dell’ex A. Aria sembra essere l’unica a non essersi ambientata a Rosewood, infatti in men che non si dica dopo una conversazione non molto chiara con Ezra la vediamo ritornare a Boston dal suo lavoro e dal suo Liam. Una volta arrivata lì il suo capo non è contento del lavoro di convincimento di Aria nei confronti di Ezra (ora Aria lavora per la casa editrice di Ezra). Ma diciamo che questa breve parentesi è solo servita per introdurci Liam e per far capire ad Aria che ora non può più lasciare Rosewood (un espediente di sceneggiatura più riuscito di quello di Emily).

Aria appare sconvolta per la maggior parte dell’episodio, appare scontrosa, fredda ma anche preoccupata per lo stato di Ezra. Infatti i due si sono incontrati la sera della morte di Charlotte, durante una scena fuori dai confini della realtà i due vedono arrivare Charlotte con il mega SUV bianco di Alison che entra in un palazzo. Ezra a quel punto fa dei discorsi strani, parla di Nicole e della sua scomparsa e del mistero ancora non risolto intorno al suo caso. Ci sono frammenti interessanti di informazione e di cronaca dei giorni d’oggi che riescono per un breve istante a prendersi sul serio riuscendoci anche molto bene, soprattutto quando delle testate di giornali associano il caso di Nicole a casi irrisolti di femminicidio. Ezra non convince sin dallo scorso episodio, questo è molto palese. Avrà qualcosa a che fare con l’omicidio? Le ragazze potrebbero pensarlo, in primis Spencer.

Se qualcuno di voi sa il nome dell’autista che riporta Aria in albergo è pregato di farcelo sapere.

Finiamo questa recensione/recap parlando di Alison che si dimostra essere sempre la solita egoista e presuntuosa di turno, la prima a essere pronta a parlare alle spalle. Alison punta subito il dito contro una di loro. Prima chiede aiuto e compagnia, poi prega in onore di qualcuno che ha fatto male per cinque anni a quattro quarti della tavolata, e infine arriva a minacciare di fare la spia a Lorenzo. In tutto questo il momento da riguardare in loop prima del prossimo episodio appartiene sicuramente ad Alison e alla sua preghiera, modificata in onore di Charlotte e dettata con disonore nei confronti delle sue amiche.