Avete presente quegli incipit che colgono dritto nel segno, riuscendo sin dalle prime inquadrature a calare il pubblico in un universo coerente e governato da un realismo interno inattaccabile? Ecco: tenetelo bene a mente mentre guardate il pilot di Shadowhunters, secondo tentativo di consacrare anche sullo schermo l’acclarato successo della saga firmata da Cassandra Clare dopo il flop del film di Harald Zwart nel 2013.

Se errare è umano e perseverare è diabolico, peggiorare l’errore è addirittura sconfortante, ma questo primo episodio – diretto da McG – conferma e acuisce i difetti del film, imputabili in parte a un materiale originario che presentava, di per sé, più di un elemento discutibile. Come se non bastasse una presentazione didascalica con intenti vanamente accattivanti, l’apparato visivo non dimostra guizzi registici o pathos, neppure nelle scene di combattimento.

A ciò si aggiunge una scenografia pasticciata e confusa, che spesso perde di vista il fattore continuità tra esterno e interno, un montaggio tutt’altro che adrenalinico e un ritmo piuttosto discontinuo. La stanchezza innaturale dei dialoghi avrebbe potuto trovare la propria salvezza in interpretazioni più solide di quelle offerte dallo spaesato comparto di protagonisti, tra cui non spicca certo per spontaneità la fulva Katherine McNamara nel ruolo della malcapitata Clary Fray, in una performance appesantita da manierismi e smorfie che non giovano alla già precaria sospensione dell’incredulità.

Non ci sono scusanti sufficienti, dunque, per una messinscena così dozzinale (non ci viene risparmiato nemmeno quello che forse è il più orribile matte painting della recente storia della TV) e un livello attoriale finora dimostratosi scarso. Certo, c’è ampio spazio d’evoluzione per una storia che contiene più di uno spunto interessante a livello di rapporti interpersonali tra personaggi di per sé non del tutto privi di appeal, malgrado l’appiattimento derivato dalle apparenti limitate capacità recitative del cast; e anche sul piano degli effetti visivi, certo più sulle creature che non sugli incantesimi, l’impianto generale risulta piuttosto soddisfacente.

Non resta che confidare che, a questa fiacca partenza, faccia seguito una rapida ripresa, che sappia smentire lo scetticismo che questo pilot non manca di suscitare.

 

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