E infine, ci siamo arrivati. È giunto infatti il tragico momento che tanti temevano e che alcuni avevano profetizzato: con Changeling, quarto episodio della prima stagione, The Shannara Chronicles sembra abbandonare la strada maestra del fantasy per intraprendere l’insidioso – ma non troppo, considerando il network d’appartenenza – sentiero del teen drama. Scelta problematica ma fin troppo evidente in questa puntata, ove le dinamiche tra i tre giovani protagonisti Amberle, Wil ed Eretria ricalcano il classico schema triangolare di per sé caro alla letteratura di ogni epoca – non dimentichiamo chiari esempi anche da parte di colui che fu il chiaro riferimento di Brooks nella stesura della saga di Shannara, l’intoccabile J.R.R. Tolkien – raccontato attraverso dialoghi che, diciamola tutta, rimandano però certo più alle atmosfere di un The O.C. piuttosto che all’epica cavalleresca.

Schermaglie amorose a parte, ritroviamo Amberle (Poppy Drayton) che, all’interno dell’Eterea, deve lottare contro un breve ma vivido incubo che rischia di ucciderla. Superata la prova che, come prevedibile, le ribadisce ancora una volta la necessità di isolare ogni pulsione romantica verso Wil (Austin Butler), la giovane riceve un prezioso seme e, con esso, la missione di salvare il suo popolo dalla minaccia del Dagda Mor (Jed Brophy). Il tutto la porta a prendere le distanze dall’erede di Shannara senza dargli il briciolo di una spiegazione, spingendo l’ingenuo ragazzo tra le braccia di Eretria (Ivana Baquero), penetrata nel palazzo allo scopo di recuperare le pietre elfiche. Errare è umano, perseverare è diabolico: e il nostro Wil persevera nel cadere nelle trappole seduttive della bella nomade che, almeno stavolta, finisce per espiare la sua colpa rischiando la forca, dopo essere stata colta nell’atto di attentare alla vita di Amberle.

Per fortuna interviene Allanon (Manu Bennett) come deus ex machina, svelando come l’attacco ai danni della principessa degli elfi sia opera non di Eretria bensì di un mutaforma, il changeling del titolo, ucciso prontamente dal druido. Eretria è quindi prosciolta dall’accusa di tentato omicidio ma, in quanto ladra e, cosa ben più rilevante, parte integrante della visione di Bandon (Marcus Vanco) che la vuole presente nella Cripta dove Amberle dovrà portare il seme affidatole dall’Eterea, sarà costretta a seguire la principessa e Wil in catene, nel loro viaggio alla ricerca del luogo misterioso. Il che, per noi spettatori, si concretizza nella formazione chiara di due gruppi di personaggi che porteranno avanti storyline distinte: da un lato i ragazzi, dall’altro gli adulti.

È legittimo, a questo punto, nutrire qualche timore sul proseguio della storia, data la piega giovanilistica data al triangolo Amberle-Wil-Eretria; finora, tra le garanzie di The Shannara Chronicles, vi erano le solide interpretazioni di John Rhys-Davies e Manu Bennett, che ben sopperivano a qualche leggerezza attoriale del cast più giovane – complice anche la gestione superficiale dei dialoghi più sentimentali. Riusciranno Amberle e i suoi compagni d’avventure a reggersi sulle proprie gambe, non solo fisicamente? Le insidie che si troveranno ad affrontare nei prossimi episodi saranno molte, ma tra di esse la più temibile è forse il rischio di soccombere sotto il peso di intrighi amorosi gestiti in modo disarmonico rispetto al tono generale della serie, o quantomeno poco accattivante a fronte di un comparto attoriale adulto più convincente e, per il momento, alle prese con personaggi ben più affascinanti del pur grazioso trio di ragazzi.