Dopo il primo, promettente e a tratti destabilizzante episodio siamo di nuovo qui a parlare di X-Files ed è ancora difficile realizzare questa cosa. Stando a quello che abbiamo visto in “Evoluzione della Specie” è valsa la pena aspettare tutti questi anni.

Siamo di fronte infatti al tipico, emozionante e adrenalinico episodio nello stile di X-Files. Un “monster of the week” degno di nota che ricorda a tratti l’universo di Fringe e in altri momenti quello di X-Men. Non si tratta di un episodio mitologico ma si tratta decisamente di un capitolo essenziale che entra nel profondo background psicologico dei due agenti. Infatti la questione principale è William, il figlio di Mulder e Scully. In passato i due agenti dovettero darlo in adozione per proteggerlo da chi avrebbe voluto fargli del male. Si sente odore di nostalgia, di tristezza e di rimorsi. Scully si interroga e cerca di capire se ha fatto la scelta giusta. Questo episodio beneficia della struttura da mini-serie che è stata scelta per questa stagione. Negli anni ’90 i produttori non avrebbero mai osato così tanto all’interno di un episodio investigativo che solitamente avrebbe avuto un ruolo da filler.

Non si tratta di un episodio mitologico ma si tratta decisamente di un capitolo essenziale che entra nel profondo background psicologico dei due agenti

C’è l’esigenza di raccontare delle cose e finalmente si vede. Il caso inizia alla grande con il dettaglio degli occhi del dottor Sanjay iniettati di sangue. Questo scopriremo immediatamente essere un dipendente di una clinica gestita dal dottor Augustus Goldman. Durante il prologo pre-sigla vediamo Sanjay in preda alla sofferenza, un suono lancinante gli trapana il cervello e lo porta ad impazzire fino a che si sente costretto a suicidarsi pur di far smettere il dolore. Immediatamente vediamo Mulder e Scully indagare: non si conosce a pieno il motivo, ma si provano delle emozioni, forti emozioni. C’è il solito lui, disobbediente alle regole e deciso come al solito a volerci capire qualcosa di più, cercando di non fermarsi all’apparenza. E c’è come al solito lei, un pozzo di scienza che con la sua furbizia riesce sempre ad avere la risposta pronta; è la solita Scully della vecchia scuola: come dice giustamente lei nell’episodio è dell’era pre-google. La scena di Mulder che ruba il telefono a Sanjay mentre il tizio della difesa è distratto (ciao a Tyrol di Battlestar Galactica) ci riconduce in un secondo al solito X-Files.

Il caso prosegue senza intoppi; anche Mulder in alcune situazioni chiave è vittima di quello stesso rumore assordante, che dopo qualche passo in avanti nell’indagine conduce i due agenti al figlio di una madre molto premurosa ma con qualche segreto alle spalle. Infatti il ragazzo in questione, Kyle, non è suo figlio bensì il figlio del dottor Augustus Goldman, il quale nello stesso ospedale dove lavora Scully conduce degli esperimenti su alcuni ragazzi con delle strane malformazioni, qualcuno anche con qualche potere paranormale. Il caso di una donna, la quale sente di avere all’interno del suo grembo un bambino anormale è un po’ la stessa situazione che si ripercuote all’interno di Scully, che in alcune scene dell’episodio la vediamo sognare di suo figlio, che associa e accomuna agli stessi ragazzi che hanno subito la stessa sorte. Vittime di esperimenti? DNA alieno? Le risposte ci sono e non ci sono, ma questo come al solito è nello spirito di X-Files, quello che non viene detto ma viene inteso è quello che alla fine si scopre essere la verità. In più ritornano le vecchie riunioni in ufficio con Skinner, che come al solito mostra freddezza nei confronti dei due agenti di fronte alle alte cariche ma che nel primo secondo utile, senza nessun orecchio indiscreto intorno, ritorna il solito buon amico di sempre. L’episodio colpisce anche perché come ai vecchi tempi uno dei due agenti diventa vittima come uno dei personaggi del caso. Si ritorna al vecchio stampo, quello che oggi è dimenticato: ci siamo infatti abituati in questi ultimi anni a vedere gli agenti dei polizieschi e delle serie procedurali fare grandi spiegoni ma rimanere sempre dietro la linea della confidenza. Mulder e Scully non lo hanno mai fatto. Li abbiamo visti rischiare la propria vita più volte, gli autori li hanno portati al confine di alcune situazioni fuori dal normale. Dal rapimento degli alieni, agli esperimenti fatti a Mulder nella quarta stagione fino ad arrivare a vedere Scully andare a letto con un personaggio di passaggio (l’episodio della quarta stagione “Il Tatuaggio”), solo per citarne alcuni.

La storia che ci viene riproposta in “Evoluzione della Specie” è una storia che parla di famiglia. Infatti Kyle, senza poter controllare il suo “potere”, aveva come unico scopo quello di trovare sua sorella, vittima della sua stessa “patologia”. A questo punto non resta che aspettare di vedere un nuovo episodio, che purtroppo ci porta già a metà di questo viaggio. Ma siamo felici di poter aver nel ricordo della serie un altro grande episodio che racconta sopra le righe questioni celate, tenute all’oscuro per paura che vengano prese per assurde da chi non ha il coraggio di osare e di pensare che vale la pena crederci, ancora.

***

La nuova stagione di X-Files vede il ritorno di Gillian Anderson e David Duchovny al fianco di Mitch Pileggi e William B. Davis. Tra le guest star Annet Mahendru, Joel McHale, Lauren Ambrose, Robbie Amell e Kumail Nanjiani.

Il creatore della serie Chris Carter ha scritto e diretto tre episodi del revival, mentre Glen Morgan, Darin Morgan e James Wong hanno scritto e diretto gli altri tre.