L’attrice Robin Wright ha diretto quattro delle tredici puntate che compongono la quarta stagione di House of Cards (42, 43, 48 e 49), come accaduto nel precedente cicolo di episodi.
In una recente intervista rilasciata a The Hollywood Reporter, l’interprete di Claire ha rivelato qualche dettaglio sulla sua esperienza e sugli episodi in onda sugli schermi italiani grazie a Sky Atlantic.

Ecco i dettagli. Attenzione contengono qualche spoiler sugli episodi!

  • Robin ha rivelato che ha deciso di tornare alla regia perché apprezza il fatto che si diventi un po’ come un architetto che sta costruendo un grattacielo insieme a tutte le persone coinvolte nel progetto.
  • Robin ha spiegato che la sequenza più difficile da girare è stata forse quella onirica, lo scontro fisico perché gli attori si sono realmente impegnati durante le riprese, mentre avevano le protezioni e del sangue finto.
  • L’attrice ha spiegato che le puntate che le sono state affidate erano rimaste senza regista o non erano ancora state assegnate, quindi le è stato chiesto se fosse interessata a dirigerle. Robin è stata felice che si trattassero di episodi molto entusiasmanti, ricordando come gli script siano in un certo legati, gettando le basi per quanto accadrà in quelli seguenti, permettendo quindi a chi porta gli eventi sullo schermo di espandere ed estrapolare alcune idee importanti
  • Quando nella terza stagione aveva deciso di mettersi alla prova con la regia all’inizio era stato difficile essere impegnata dietro e davanti la macchina da presa. Robin ha ricordato che si vuole essere sicuri di poter lavorare nel migliore dei modi e per lei si trattava di un’esperienza nuova e doveva trovare il modo di gestirla. L’attrice ha sottolineato che ha avuto gli insegnanti migliori: la sua troupe, un direttore di produzione di grande osperienza e incredibili operatori: “Abbiamo semplicemente un gruppo favoloso di persone che lavorano allo show. E’ come lavorare in famiglia, è come se stessi lavorando nel mio salotto. Ho frequentato una scuola di cinema nel corso di due anni“.
  • La grande esperienza sul set ha permesso all’interprete di Claire di non avere alcun problema a capire quando era necessario ripetere una scena e modificare qualche dettaglio delle sequenze girate.
  • Il cast ha condiviso le proprie opinioni positive sul suo lavoro come regista e per Robin è stato uno dei momenti più belli perché è consapevole di quello che si prova quando si arriva sul set convinti di interpretare una scena in un determinato modo e poi si intraprende una strada diversa, spesso sorprendente e in grado di dare risultati inaspettatamente buoni.
  • Kevin Spacey è stato molto paziente con lei quando ha iniziato a lavorare come regista e in più è talmente bravo che ha permesso a Robin di non dovergli dare troppe indicazioni o chiedere troppo. In poco tempo si ottiene la sequenza nel migliore dei modi e si ha comunque a disposizione molto materiale a disposizione durante la fase del montaggio grazie al suo talento. Durante le pause i due attori scherzano e si rilassano perché hanno un rapporto fantastico e sanno aiutarsi a vicenda sul set.
  • Robin Wright ha ammesso di non avere smesso di compiere degli errori ma è diminuita l’approccio severo con cui li affronta, pur essendo consapevole che spererà sempre di aver affrontato in modo diverso le cose o aver avuto più tempo a disposizione per lavorare all’episodio, magari rigirando alcune sequenze.
  • Poter contare sul montaggio, sulla colonna sonora e sugli effetti visivi aiuta a migliorare il materiale girato, tuttavia se potesse girare di nuovo delle sequenze modificherebbe la scena dell’assassinio.
  • L’obiettivo come regista di Robin dipende molto dall’episodio su cui sta lavorando, tuttavia principalmente cerca di mantenere lo stile di David Fincher e l’atmosfera che ha creato per lo show, utilizzando un certo schema, determinate telecamere ed evitando ad esempio le steady cam. Nella serie, inoltre, non vengono utilizzati molti primi piani. Mantenere le scelte stilistiche di Fincher hanno permesso di creare una prosa di un certo tipo e rispettarla è stato piuttosto complicato.
  • Girare alcune sequenze che richiedono la presenza di molte comparse, come quelle realizzate nella chiesa, possono essere realizzate grazie alla collaborazione di tutte le persone coinvolte che devono mantenere alta l’attenzione per molte ore e aiutare la regista.
    Quando invece si deve lavorare a scene come quelle della convention democratica è richiesto un grande lavoro anche in post produzione e più attenzione per i dettagli.
  • Sapere quello che deve affrontare il regista in ogni fase della realizzazione del progetto ha permesso a Robin di capire meglio il lavoro che deve essere compiuto sul set da tutte le persone coinvolte nel progetto, imparando quindi come fare gioco di squadra in modo differente da quando si è solo un’attrice.
  • Essere una produttrice esecutiva di House of Cards significa essere maggiormente coinvolta nel processo di scrittura, anche se in passato lo era già stata con Kevin, commentando eventuali punti deboli e perfezionando ogni script.
  • Con Kevin sono sempre in accordo e al tempo stesso di disaccordo, lavorando molto bene insieme perché hanno trovato un buon equilibrio che permette di imparare molto uno dall’altra e di aiutarsi a migliorare in modo costante.

Che ne pensate? Robin come regista vi ha convinto?

Fonte: The Hollywood Reporter