Dopo gli eventi sconvolgenti e intensi del precedente episodio, House of Cards aveva bisogno di tirare un po’ il fiato (e anche noi). Dello stesso avviso è il Presidente Underwood, che soffre fisicamente lo stress della campagna elettorale, che ovviamente si accompagna ai suoi impegni istituzionali, anche a causa delle sue comunque precarie condizioni fisiche. Ennesima occasione per Claire per raccogliere il guanto di sfida di Conway, che intanto marcia a tappe forzate verso una vittoria che apparirebbe al momento scontata. Mentre qualcosa a livello centrale si arresta, tutte le storyline secondarie ricevono una seconda occasione, migliorano se stesse, trovano una nuova ragione d’essere.

E bisogna dirlo, erano conferme che servivano, dopo che negli scorsi anni spesso le storyline secondarie si sono rivelate dei meri riempitivi. Una delle grandi vittorie di questa stagione che ormai si avvia alla conclusione è stata la capacità di rileggere in prospettiva alcuni errori dello scorso anno, assimilarli e aggiustare il tiro. Tom Yates ad esempio. Reinserirlo poteva sembrare una mossa azzardata, idem per l’improvviso avvicinamento con Claire della scorsa puntata. In questa occasione Yates diventa un nuovo perno della relazione tra Francis e sua moglie, come indicato in modo fin troppo letterale dall’inquadratura conclusiva della puntata. Un nuovo Meechum se vogliamo. Come dice Frank, se un cane morde lo si può abbattere o mettere la museruola. E di queste ultime ce ne sono di vario tipo.

Tom dell’Herald intanto non arresta la propria ricerca. Anche qui vengono rigettati nella mischia Freddy (più una pulce nell’orecchio che un vero aiuto il suo) e Remy, che invece darà una significativa conferma ai sospetti del giornalista, a cui comunque manca ancora il quadro completo. Anche in questo caso, si tratta di rivangare per l’ennesima volta situazioni e schemi già affrontati, anche se mai come in questo caso la stampa potrebbe avere qualcosa a cui appigliarsi. Conclude il quadro Doug, che incontra la vedova dell’uomo che, per colpa sua, è stato scavalcato nella lista d’attesa. Difficile capire dove ci porterà questa situazione, o se ci porterà a qualcosa in definitiva.

Il resto viene speso sulla volontà di stanare e dare un colpo forte ai terroristi dell’ICO, uno dei pochi terreni in cui una vittoria potrebbe strappare consensi a Conway. Molto importante, abbiamo la conferma della docilità di Catherine Durant, che dopo i non molto velati avvertimenti ricevuti nella Sala Ovale, ha deciso di tenere la bocca chiusa. Una piccola rincorsa in vista degli ultimi due episodi.