Si alza leggermente di livello il nuovo episodio di Pretty Little Liars, che dopo aver toccato il fondo la scorsa settimana peggio non avrebbe potuto fare. Continuano comunque le cose irrisolte e inspiegabili che ormai caratterizzano la serie. Il punto fondamentale che va tenuto in considerazione è che manca la tensione, a nessuno interessa di capire chi le sta pedinando per l’ennesima volta. Quindi tolto l’alone del mistero che ancora non funziona quello che sembra aver caratterizzato meglio “Burn This” sono i legami tra i protagonisti e qualche scena interessante in termini di emotività.

Alison scompare nuovamente dopo essersi sposata magicamente, grazie all’intervento di Aria, con il dottor Rollins. Spencer è sempre più in preda al panico per la questione di Yvonne, e i contrasti con Toby che poi si ripercuotono direttamente anche su Caleb non aiutano di certo l’andamento generale. Ritorna anche l’inutile e negativo personaggio del padre di Spencer e Melissa sparisce di nuovo da Rosewood. Ritornando a Caleb, il giovane ragazzo sempre molto coraggioso e onesto, si prende la responsabilità del leak contro i sfidanti degli Hastings in politica, ma quello che Toby non sa è che l’ha fatto per il bene di Spencer. Dopo l’orribile e mal riuscito flashback tra Hanna e Caleb, finalmente qualcosa di significante nei cinque anni è successo, e questo riguarda Toby e Spencer, i quali provano a raccontarci un po’ più intensamente il motivo della fine della loro relazione. Forse una gravidanza e un aborto? Tralasciando la fotografia pessima dei flashback di Pretty Little Liars, almeno si è sentito leggermente odore di intenzioni che in termini di recitazione non è una caratteristica da sottovalutare. Soprattutto si comprende il motivo, ironicamente parlando, del cambio di nome del canale via cavo da ABC Family a Freeform. Un network in continua evoluzione a quanto pare.

Aria invece dopo essere stata portata in centrale con l’accusa di qualcosa che ancora non è chiaro neanche al tenente Tanner, rimane vittima di un piccolo incidente durante l’addio al nubilato di Hanna; praticamente viene abbrustolita da un loft impazzito e manomesso dall’ipotetico nuovo stalker. Successivamente le scene che la coinvolgono sono improntate a far capire al pubblico che nonostante tutto Ezra è e sarà sempre l’amore della sua vita. Non che la presenza di Liam nella vita della ragazza ci abbia mai fatto sospettare qualcosa di diverso. Anzi ultimamente Liam si stava anche rendendo superficiale e noioso. Infine Aria è ufficialmente la co-autrice del libro misterioso e di complessa produzione di Ezra. Dopo Onesto chissà cosa dovranno aspettarsi i lettori americani. Per quanto riguarda Hanna c’è un’unica cosa da dire ossia che è sempre più convinta di non volersi sposare con Jordan, in questo Ashley Benson ha le idee molto chiare e sembra far trasparire il tutto molto chiaramente attraverso la svogliatezza più palese nel voler stare al mondo.

Emily quest’anno è la nuova Nancy Drew. Precedentemente era Spencer colei che si dilettava nelle indagini. A quanto pare l’idea degli ovuli in giro per la città fa scatenare in Emily una sorta di repressione e rabbia. Vagare per le strade della cittadina e sentire rumori strani è sicuramente una sua priorità, al momento. E l’indagine sul misterioso SUV assassino continua a gonfie vele all’interno di una squallida officina gestita da una figura femminile non troppo rassicurante.

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Forse il punto forte dell’episodio riguarda proprio il confronto, che profuma poi in una scazzottata, tra Toby e Caleb. Almeno sembra esserci qualche sentimento un po’ più articolato come l’orgoglio, la sconfitta, la delusione di aver tradito un amico, il confronto continuo e il giudizio degli altri. In conclusione l’unico punto che dovremmo ricordarci per il prossimo episodio in termini di continuità narrativa è la scoperta della misteriosa presenza che la sera della morte di Charlotte chiamò dal ristorante “I Due Corvi”, stiamo ovviamente parlando di Mona, che continua imperterrita a non capire e a non farci capire se è più Mr. Jekyll o Mr. Hyde.