“Benvenuto in famiglia, Thomas.” Sembra che le cose volgano al meglio per Jonathan Pine (Tom Hiddleston) nel nuovo episodio di The Night Manager. Benché i piani non siano andati esattamente come l’attenta pianificazione di Angela Burr (Olivia Colman) aveva auspicato, l’uomo si ritrova comunque accolto nel lussuoso mondo di Richard Roper (Hugh Laurie), filantropo nonché uomo più malvagio del mondo, come la fu Sophie Alekan l’aveva bollato quattro anni prima, alla vigilia della propria morte.

E che Roper sia davvero un signor villain ce lo ribadisce l’inizio di questa terza puntata, in cui l’uomo reagisce con freddezza al suicidio di una sedicenne, figlia di un amico, lamentando il rinvio, a causa dell’incidente, di un’importante riunione con i propri clienti. Se non è cattivo lui, allora non è cattivo nessuno. E di tale cattiveria sembra essere al corrente anche la statuaria Jed (Elizabeth Debicki), di cui scopriamo il segreto già lasciato intuire nei precedenti episodi: un figlio tenuto nascosto persino al facoltoso fidanzato, il cui mantenimento motiva almeno in parte la relazione della ragazza con lo spregiudicato uomo d’affari.

Mentre Roper è impegnato a portare a termine le trattative per l’ennesima vendita di armi, Jonathan alias Thomas alias Andrew inizia a farsi corrompere dal pericoloso germe del sentimento, sia esso un tenero affetto nei confronti del piccolo Daniel (Noah Jupe), figlio di Richard, o la crescente fascinazione nei confronti della splendida, malinconica Jed. Il tutto, apparentemente, senza destare ancora il minimo sospetto nei confronti di Roper e del suo entourage, eccezion fatta per il braccio destro Corcoran (Tom Hollander), che tuttavia rischia di essere rimpiazzato a breve dal nuovo arrivato Pine.

La situazione è, diciamola tutta, piuttosto bizzarra: il fatto che un supercriminale come Roper non veda incongruenze nella storia di Jonathan, passato da placido direttore notturno d’albergo a Zermatt a pericoloso assassino in fuga, suscita più di una perplessità, come anche la decisione di sostituirlo al fidato Corcoran in un ruolo di spicco nella cerchia del nostro smaliziato antagonista. Ancor meno verosinile appare, a tal proposito, lo scambio tra Pine e Caroline (Natasha Little), moglie frustrata di Sandy (Alistair Petrie), in cui la donna spiattella all’aitante ex night manager crimini e misfatti di Roper e compagnia bella, per poi ammettere candidamente di non averne fatto parola neppure con la sua cara amica Jed.

Sono tante piccole crepe che ledono la credibilità complessiva di The Night Manager, questo è indubbio: stupisce, però, come la serie BBC riesca a farsi perdonare questi passi falsi in virtù di un’eleganza visiva sobria ma ammaliante, così come di una chimica attoriale di livello altissimo. Le scene tra Hiddleston e Laurie sono una festa per gli occhi e per il cuore di qualsiasi amante della tv di qualità, e lo stesso dicasi per il resto del cast, a comporre un mosaico di performance che costituiscono l’ossatura più solida di questo racconto, in alcuni punti, ancora traballante. Non è impeccabile, questo The Night Manager, ma conquista e avvince con il suo spionaggio ben congegnato, fuso in modo inedito con atmosfere velate di malinconia tutta lecarreiana.