Bisogna riconoscere che The Affair ha un talento raro nel distribuire le colpe tra i suoi protagonisti e nel non avere alcun timore nel renderli antipatici. Quando cerca di incamminarsi sul versante opposto riesce a farlo solo per negazione, facendo apparire peggiore qualcuno dei personaggi intorno ai nostri protagonisti. Sarà così che, in un episodio chiarificatore e necessario soprattutto nella sua seconda parte, torneremo a empatizzare per il povero e sfortunatissimo Noah. Di fronte a un primo segmento in cui tutte le donne presenti vorrebbero saltargli addosso, infine l’unico abbraccio che riceverà sarà quello poco gradevole di una guardia ossessiva e fuori di testa. Il quadro della stagione, ormai avviata, va delineandosi sempre più.

Dunque, passo indietro. In realtà credevamo fino alla scorsa settimana che The Affair avrebbe potuto abdicare alla sua rodata formula dei punti di vista, con una stagione più focalizzata sul presente. Veniamo smentiti nel momento in cui vediamo apparire sullo schermo il poco familiare nome di Juliette. La professoressa francese e il suo background sono al centro di una mezz’ora di storia che ci racconta in breve uno spaccato di vita di una donna tutt’altro che sicura di sé come vorrebbe apparire. La cena con gli studenti – uno più insopportabile dell’altro, tanto per rimanere in tema antipatia – diventa occasione per entrare davvero nella casa e nella vita di questa donna.

Scopriamo i suoi legami passati, il suo senso di colpa forse per il tentativo di cercare dei contatti più stretti, una debolezza di fondo che la accomuna ai protagonisti della serie. Noah in tutto questo è l’elemento passivo, giustamente dato il punto di vista, la persona estranea che smuove qualcosa nella vita della donna. In ogni caso dobbiamo aspettarci che il personaggio di Juliette sia rilevante per il proseguimento della vicenda, dato non solo il suo ruolo di protagonista, ma anche il modo in cui si rivela decisiva per salvare la vita a Noah.

Ed è qui che il finale del primo episodio si ricollega con il secondo segmento della storia, ancora una volta dedicato a Noah. La confusione durante il suo ricovero e l’apprensione quasi asfissiante di Helen sono un biglietto da visita che ci riporta anni indietro, alla prigionia di Noah che si scopre ad avere a che fare con una guardia di nome John. C’è un po’ di Misery in questo rapporto malato e disturbante, e bisogna dire che Brendan Fraser, non il più poliedrico degli attori, fa un buon lavoro per costruire quest’inquietante personaggio. Personaggio che in qualche modo, non sappiamo se reale o no, ha delle ripercussioni nel presente di Noah.

In ogni caso The Affair trova il modo di agganciarsi a un passato ideale, che deve sempre trarre origine dagli eventi che conosciamo per avere un senso. L’episodio è rilassato nei momenti giusti, quando deve introdurre nuovi personaggi, mentre ha un ritmo più alto quando deve chiarire certi punti oscuri.