Blindspot 2×10 Nor I, Nigel, AKA Leg in Iron
Blindspot  sembra riprendere con il piede giusto dopo lo hiatus invernale, anche se la seconda stagione di quella che, lo scorso anno, era stata la serie rivelazione della stagione, dovrà fare ancora molta strada per redimersi da alcune scelte che quest’anno non solo non hanno convinto pubblico e critica, ma hanno anche fatto crollare considerevolmente gli ascolti. L’episodio Nor I, Nigel, AKA Leg in Iron riprende esattamente dove ci aveva lasciato il cliffhanger del finale di metà stagione, rispondendo alla domanda su chi, tra Patterson e Borden, sia vittima del colpo partito in seguito alla colluttazione tra i due e, purtroppo, la vittima è proprio Patterson. Ma non temete, l’agente – grazie anche al pronto intervento di Borden – nonostante resti ferita, non muore, ma solo perché l’uomo ha deciso di consegnarla viva a Shepherd, convinto che la donna possa rivelare delle informazioni essenziali per la loro causa. Da quel momento e per la durata di quasi tutto l’episodio, Patterson  verrà torturata dai due che cercheranno in tutti i modi di estrapolarle dei segreti che l’agente, dimostrandosi molto più dura di quanto non sembri, si rifiuta di rivelare per non mettere in pericolo i membri della sua squadra. Alla fine Shepherd, rendendosi conto di non riuscire ad ottenere ciò che voleva, deciderà di uccidere Patterson, ma Borden la fermerà dicendole di volerle dare almeno una morte non pietosa. L’aspetto più sorprendente e a tratti meno credibile dell’episodio è proprio il sostanziale cambiamento del personaggio dello psicologo, abituati per una stagione e mezzo a vederlo come un uomo sensibile e sostanzialmente non aggressivo, la sua trasformazione stile dottor Jekyll e Mister Hyde lascia un po’ perplessi, soprattutto in una scena in cui, in uno scontro corpo a corpo con Weller, Borden ha la meglio su di lui, riuscendo così a fuggire senza essere riuscito a finire Patterson. Nel giro di un episodio, sostanzialmente, Borden diventa uno dei più importanti e pericolosi alleati di Shepherd, soprattutto ora che Jane gli ha portato via Roman cancellandogli la memoria. Per quanto concerne i due fratelli, dopo che Roman, ancora ferito, assale Jane per sfuggirle, convinto che lei sia una minaccia e confuso dalla sua perdita di memoria, Jane torna all’FBI per cercare di rintracciarlo, ma sarà lo stesso Roman a chiamarla e darle un appuntamento, un telefonata intercettata da Shepherd che farà di tutto per riprendersi suo figlio. Grazie all’intervento di Jane e Weller anche Roman, dopo Patterson, viene messo al sicuro e quando il direttore dell’FBI dichiara di volerlo consegnare alla CIA, Kurt, a sua volta, lo minaccia di lasciare l’FBI se lo farà, salvando Roman dal destino che era stato di Jane alla fine della scorsa stagione. Altre note sparse: Reade, ancora convalescente, bacia Zapata, ma la donna – senza mezzi termini – gli dice che sono solo amici e Nas, accusata di essere responsabile dell’attentato (avvenuto nel finale di metà stagione) costato la vita a molti agenti dell’FBI, viene costretta ad allontanarsi e a lasciare la squadra, nonostante i tentativi di Weller di impedirlo e la promessa di farla tornare.

Bull 1×10 E.J.
Il caso della settimana di Bull si occupa di una stramba Presidente di una compagnia impegnata a sviluppare il progetto di una macchina guidata da un’intelligenza artificiale che finisce per uccidere uno dei suoi impiegati. In un mondo in cui la tecnologia fa ormai sempre più parte delle nostre vite il caso in sé era interessante, ma giunti al decimo episodio della serie – tranne per un’eccezione – lo show continua ad essere molto avaro di particolari sulla storia d’origine del protagonista, il quale continua a presentarsi come questa perfetta e quasi leggendaria creatura che non sbaglia mai un colpo, riesce a psicanalizzare una persona con un’occhiata e scegli sempre casi in cui il cliente si rivela innocente. Ginny è la mente dietro all’intelligenza artificiale di nome E.J., che ha il volto del ragazzo di cui era innamorata da adolescente e che ha perso in un’incidente d’auto, sebbene le sue intenzioni siano onorevoli, quelle cioè di abbassare drasticamente il numero delle vittime di incidenti stradali, l’eccentrica ragazza si rivela più una sognatrice che una brava amministratrice: nella sua compagnia – che lei definisce come una famiglia – in realtà i suoi impiegati ne combinano di tutti i colori, alcuni sono cronici ritardatari e ignorano le procedure di sicurezza per motivi futili come vedere una partita in televisione, altri hackerano i sistemi di sicurezza della compagnia e qualcuno uccide per interesse. Se questa è davvero una famiglia, deve essere la più disfunzionale che si sia mai vista. Ovviamente Ginny non è davvero colpevole dell’omicidio e, grazie a Bull, si rende anche conto che prima di risolvere i problemi del mondo deve occuparsi di quelli che non ha mai avuto la forza di affrontare lei stessa, anche se questo significa abbandonare un progetto a cui ha lavorato per una vita.

Chicago P.D. 4×09 Don’t Bury This Case e 4×10 Don’t Read the News
Episodio doppio questa settimana per Chicago P.D. Il primo è la seconda parte di un mini crossover con Chicago Fire, in cui il bel Kelly Severide viene arrestato per omicidio stradale. L’uomo, sul punto di fare una donazione di midollo spinale per una giovane donna molto malata di cancro, riceve la notizia che l’operazione è saltata a causa delle difficili condizioni di salute della paziente. Deluso, Severide si reca in un bar e beve parecchio e poche ore dopo Hank Voight e Erin Lindsay, che in passato aveva avuto una storia con lui, lo ritrovano in casa con una ferita sulla fronte e un vuoto di memoria e lo portano in centrale annunciandogli che la sua macchina è stata ritrovata distrutta sul luogo di un incidente e che la persona alla guida è responsabile del ferimento della donna al volante e della morte della sua bambina che sedeva sul sedile di dietro. Erin, contro la perplessità di alcuni dei suoi colleghi, soprattutto quella di Jay, forse mosso anche dalla gelosia, sembra l’unica disposta a dare a Kelly il beneficio del dubbio, soprattutto quando il pompiere stesso, che pur non ricorda nulla, non esclude di poter essere la causa dell’incidente. Dopo un’accurata indagine e dopo aver strapazzato qualche testimone e chiuso la madre di uno dei sospettati nel cofano di un’auto per riuscire a stanare il figlio, in puro stile Voight, si scoprirà che i veri responsabili sono una banda di ladri d’auto che avevano rubato la macchina di Severide dopo averlo colpito in fronte con il calcio di una pistola. L’uomo torna in libertà e ad attenderlo fuori dal carcere c’è Erin, che Kelly ringrazia per non aver mai smesso di avere fiducia nella sua innocenza.
Nel secondo episodio la squadra si ritrova, da un semplice caso di omicidio ad indagare su un prolifico serial killer di cui nessuno aveva notato prima l’esistenza. Nella squadra abbiamo una new entry: l’agente Nick Wechsler che va a sostituire Adam Ruzek, il quale ha chiesto di venire assegnato ad un’operazione segretissima sotto copertura, lasciando credere a Kim Burgess che il suo ex fidanzato si sia allontanato per non dover lavorare con lei dopo che si è unita all’unità capitanata da Hank Voight. Nonostante il caso interessante, l’episodio manca sostanzialmente di suspense e mette anche, in un certo senso, in evidenza un grosso problema, come sia cioè possibile che nessuno abbia mai collegato così tante morti. Se non fosse stato infatti per le informazioni della zia di una delle vittime, l’unità di Voight non avrebbe nemmeno cominciato ad investigare sui casi, arrivando alla conclusione che un serial killer si aggirava indisturbato per la città da anni. Quando poi il fidanzato di una delle vittime viene arrestato con l’accusa di essere l’assassino ed il suo DNA non corrisponde al 100% con quello lasciato dall’omicida seriale sul corpo delle sue vittima, a chiunque sia minimamente appassionato di serie crime appare subito evidente che il colpevole debba essere quindi il padre che, fortunatamente, verrà dopo breve tempo arrestato e fermato per sempre. Per una volta che avremmo voluto vedere Hank Voight in modalità vendicatore, il comandante deciderà invece di non alzare neanche un dito sull’uomo per non compromettere l’arresto ed il caso. Note sparse: Nonostante un piccolo passo falso iniziale, il nuovo arrivato non sembra affatto male e Burgess sta dimostrando tutte la sua capacità e di aver meritato l’occasione datagli da Voight. Nella vita di Erin Lindsay torna a farsi vivo suo padre uscito ormai da tempo di prigione e, apparentemente, completamente riformato e reinserito nella società da persona onesta.

Conviction 1×10 Not Okay
Finalmente in Conviction gli autori si sono decisi a far affrontare a Hayes (Hayley Atwell) le conseguenze emotive del proprio lavoro e della relazione con Wallace (Eddie Cahill). Prima della pausa natalizia avevamo lasciato l’esplosiva figlia dell’ex Presidente degli Stati Uniti alle prese con un caso da pena capitale in seguito al quale, e nonostante i tentativi di Hayes di salvarlo, Earl Slavitt veniva comunque giustiziato. La rabbia della protagonista a questo punto è palpabile e quando affronta il caso di una donna, Sophie Hausen, condannata per aver ucciso il suo stupratore, il capo della CIU mostra tutta la sua sfiducia nei confronti del sistema giudiziario tanto da convincersi che, innocente o colpevole, Sophie abbia fatto la scelta giusta quando ha deciso di uccidere l’uomo che l’aveva drogata e poi stuprata, soprattutto quando l’uomo in questione era una stella nascente del basket universitario a cui sembrava che tutto fosse concesso e dovuto. Quello che è interessante nell’episodio è la denuncia, in generale, della politica di molte università americane spesso additate di essere troppo poco attente al problema degli stupri nei college, nonché il punto di vista diverso dei membri del team: dove le donne, infatti, tendono ad essere solidali con Sophie, gli uomini asseriscono che un accusa di stupro non può essere una condanna, un’affermazione che, se pur vera, sicuramente contribuisce a far comprendere il motivo per cui lo stupro sia un crimine non denunciato in due casi su tre, proprio a causa della paura delle vittime di non essere credute. Tornando all’episodio, Hayes  ed il suo team riescono a smontare una ad una le prova con cui la donna è stata condannata, compresa quella apparentemente schiacciante del DNA e alla fine dimostrerà l’innocenza di Sophie. Altri elementi importanti dell’episodio: Tess rivela la verità all’uomo che, anni prima, era finito ingiustamente in prigione proprio a causa della sua testimonianza sbagliata ed Hayes e Wallace decidono finalmente di provare a vivere a pieno la loro complicata e conflittuale relazione.

Criminal Minds 12×09 Profiling 202
E’ il compleanno di David Rossi e tutti gli appassionati della serie sanno cosa questo significhi: il serial killer Tommy Yates dovrebbe rivelare al profiler il nome ed il luogo dove ha sepolto un’altra delle sue tante vittime, ma Yates è anche uno dei pericolosi criminali fuggito alla fine della scorsa stagione e, come regalo di compleanno e tanto per non far sentire al suo amico Rossi la propria mancanza, non solo decide di deliziarlo con una telefonata in cui gli canta “tanti auguri“, ma soprattutto gli lancia il guanto di sfida: trovare la sua prossima vittima, perché Tommy ha ricominciato ad uccidere. Il suo modus operandi tuttavia è cambiato e sembra che l’assassino sia diventato più sbrigativo, come se avesse meno tempo da dedicare alle sue vittime. Ed effettivamente, scopriremo presto, il tempo è esattamente ciò che l’uomo non ha, affetto da una forma terminale di cancro ai polmoni che lo sta lentamente strappando alla vita, per quanto Yates quindi si diverta a giocare con Rossi al gioco del gatto con il topo, quello che l’uomo di punta del team di BAU si trova di fronte non è esattamente lo stesso serial killer arrestato tanto tempo prima. Dalla sua Rossi ha anche un ulteriore aiuto, il BAU era infatti alle prese con un seminario per profiler in erba quando viene chiamato sul luogo del ritrovamento della prima vittima, di conseguenza, come esercizio ed occasione di studio sul campo, coinvolgerà anche questi speciali studenti nell’indagine e, ovviamente, alla fine riuscirà ad avere la meglio su Yates. Rossi infatti lo ucciderà proprio all’interno della sua proprietà mentre era sul punto di assassinare e seppellire la sua ultima vittima. In una nota meno seria vorremmo però parlare del vero delitto dell’episodio, quello in cui Rossi – che vanta origini italiane – racconta che il suo processo per riflettere sia quello di cucinare un piatto di carbonara che, letteralmente, decide di assassinare mantecandola in padella e cuocendo così l’uovo… Rossi, Rossi… nessun italiano lo farebbe!

Law & Order: SVU 18×07 Next Chapter
Che Olivia Benson stia davvero pensando alla pensione? Sì, perché no, forse per cinque gloriosi minuti lo ha fatto davvero, ma poi il pensiero le è passato.
L’episodio tratta il caso di Quinn, una giovane donna perseguitata da diversi stalker uno dei quali la aggredisce e violenta al ritorno da una serata al bar con i colleghi. Le indagini della squadra portano Olivia ad investigare da un vecchio compagno di college che la perseguitava da tempo, ad un collega di ufficio, fino ad un ex poliziotto in pensione che l’aveva aiutata proprio con il caso dello stalker e che, alla fine, si rivelerà il colpevole dello stupro. L’uomo, ossessionato dalla ragazza, la considerava un’ingrata per aver rifiutato alcune sue telefonate o un invito a cena dopo che lui l’aveva “salvata” dal suo persecutore, una decisione che il poliziotto decide di farle pagare rapendo Quinn e portandola in una vecchia casa di proprietà del fratello per ucciderla. Fortunatamente sulle sue tracce si mettono Olivia e Carisi il quale, in una scena piuttosto convulsa ed emozionante, viene preso di sorpresa dal sospettato e rischia di essere ucciso se non fosse per l’intervento di Olivia che salva la vita a lui e Quinn. nell’arco dell’episodio Carisi sembra avere qualche dubbio sul lavoro che compiono come poliziotti, preoccupato che tutto quello che vedono possa trasformarli in peggio, soprattutto dopo che si rende conto dello stato emotivo dell’ex agente divenuto da protettore ad aggressore. Ma – proprio come sottolineerà Olivia – non è il loro lavoro a trasformarli, persone come Cole nascono già con una tara che qualche evento finirebbe comunque, prima o poi, per innescare portandoli a commettere un crimine. Il fatto di essere invece il genere di persona che combatte dalla parte della giustizia, fa comprendere ad Olivia che non ha nessuna intenzione di abbandonare ancora il suo lavoro, perché può fare ancora molto di buono per tante persone, soprattutto dopo una giornata in cui ha salvato la vita ad un collega e ad una ragazza innocente.

Lethal Weapon 1×10 Homebodies
Lethal Weapon continua a non deludere e torna con un nuovo episodio che cementifica ancora di più, se possibile, il B-romance tra Roger Murtaugh e Martin Riggs, il tutto nonostante un fastidioso incomodo. Il tema della moderna comunicazione e dei social media sono altrettanto centrali nell’episodio che si conclude con una scena piuttosto toccante di Riggs, seduto per terra in mezzo a molte persone che ballano nel centro di una Silent Disco. Per chi non lo sapesse, la Silent Disco è una discoteca silenziosa, un particolare evento musicale in cui gli astanti si riuniscono e ballano insieme sentendo la stessa musica, ma attraverso delle cuffie, il che – come accennavamo – pone l’accento sulla questione della moderna comunicazione, quando interagiamo con gli altri attraverso i social o danziamo in mezzo ad altre persone isolati da una cuffia o chiediamo ad una ragazza di andare insieme ad un ballo tramite un messaggio invece che a voce (come fa il figlio di Murtaugh), stiamo davvero comunicando? Il quesito è interessante, soprattutto se contrapposto con il curioso personaggio di Owlsly, protagonista del caso della settimana, una giovane chimica in grado di produrre una droga perfettamente legale che vive da anni come una reclusa, senza mai uscire di casa, una donna sola, in molti sensi simile a Riggs ma che, a differenza di lui, non aveva più speranza nel futuro, né nelle persone, tanto da decidere, alla fine e dopo aver confessato un omicidio, di togliersi la vita. A proposito del fastidioso incomodo a cui accennavamo all’inizio, il Capitano Avery, mette sul cammino di Murtaugh e Riggs un nuovo collega, l’ispettore Cho, un uomo che sembra il partner ideale per Murtaugh, soprattutto paragonato all’instabile Riggs, ma che, nonostante il suo tentativo di conquistare il cuore di Roger, contribuirà a rendere ancora più solido il rapporto tra i due colleghi/amici. Molto bella, dell’episodio, la scena in cui il Capitano Avery spiega a Murtaugh  come la sua scelta di accoppiarlo a Riggs non sia stata affatto casuale: il modo in cui Murtaugh vive la sua vita e la sua stessa famiglia sono quell’esempio di equilibrio di cui Riggs ha bisogno per riprendersi dalla traumatica perdita della moglie ed il capitano spiega magistralmente la cosa quando paragonando Roger ad una deriva, una parte di una barca che pur non essendo visibile, perché sommersa, è essenziale per tenere stabile e per condurre l’imbarcazione.