L’episodio di questa settimana è stato evidentemente concepito per mostrare diversi tipi di leadership, tranne probabilmente quella giusta.
La guerra al Grey Sloan Memorial Hospital è ormai scoppiata ed è sostanzialmente un tutti contro tutti in cui a rimetterci sembrano, per ora, essere soprattutto i pazienti, il che è preoccupante se consideriamo che questo è uno show ambientato in un ospedale, ma meno sorprendete se si considera che questa serie è una soap che, come un assetato nel deserto, ha bisogno di cercare una situazione drammatica dietro ad ogni angolo, il fatto poi che il titolo della puntata reciti chiaramente che le cose possono solo andare peggio, non è esattamente un buon segno per quanto ci attende in futuro.

Alla fine dell’episodio della scorsa settimana la dottoressa Bailey annuncia ad April Kepner che avrebbe preso il posto di Meredith, sospesa dopo essersi rifiutata di collaborare con Minnick, una decisione discutibile per vari motivi, perché non tiene conto né della reazione dei colleghi di Meredith né del futuro stesso di Arpil, che  – una volta accettato l’incarico – viene ovviamente vista dai suoi colleghi come una franca tiratrice, che alla prima occasione ha scelto di privilegiare la propria carriera piuttosto che continuare a sostenere una causa in cui cinque minuti prima diceva di credere. Essendo tuttavia April… beh… April, non abbiamo ragione di non crederle quando dice di aver accettato l’incarico per il bene dell’ospedale, ciò non toglie che pensare che tutto sarebbe filato liscio dimostra quanto impreparata essa in realtà sia a ricoprire il ruolo di responsabile della chirurgia generale, soprattutto quando arriva all’estremo di perdere la calma di fronte ad una paziente (Aida Turturro) alquanto eccentrica e che continua a chiamarla dottoressa “non Grey” ma che comunque, e comprensibilmente, ha tutto il diritto di mostrare la propria preoccupazione per non essere operata dal medico che l’ha seguita fino a quel momento, diagnosticandole un tumore che avrebbe potuto costarle la vita.

Parliamo poi dell’infallibile Eliza Minnick, perché da spettatori ci sfugge il motivo per cui una dottoressa con così poca esperienza pratica e che si occupa sostanzialmente solo di medicina sportiva sia così quotata per insegnare ad altri come praticare questo difficile mestiere. L’episodio di oggi è oggettivamente la prova che il suo metodo, sulla carta sembra perfetto, ma nella pratica è un fallimentare. L’atteggiamento della dottoressa è sono talmente discutibile ed ha creato una tensione tale in tutto l’ospedale che nessuno degli specializzandi sembra trarre beneficio da questa rivoluzione promulgata da Catherine e dalla Bailey. E parlando di quest’ultima che nel passato, pur nella sua severità, è sempre stata un’insegnante giusta e rispettata, che scusa ha esattamente per il suo comportamento? Quando la Minnick sceglierà Ben e la Edwards per eseguire da soli il loro primo intervento, la Bailey – scoprendo che Richard Webber avrebbe assistito suo marito – si presenta in sala operatoria non invitata per osservare l’intervento, dimostrando una mancanza di tatto e fiducia verso il suo stesso maestro davvero incomprensibili. Per quanto infatti Richard non sia d’accordo con i suoi metodi, non avrebbe mai messo a repentaglio un paziente o un suo tirocinante con un atteggiamento non professionale, eppure il solo fatto che la Bailey abbia sentito il bisogno di coprire le spalle del marito, ha mostrato tutta la sua insicurezza, finendo tra l’altro per rovinare irrimediabilmente un’esperienza che per Ben avrebbe dovuto essere indimenticabile. Parliamo poi della Minnick e della faciloneria con cui decide di far eseguire alla Edwards un intervento delicato su un bambino senza nemmeno consultare Arizona. Quando le cose precipitano in sala operatoria, come era prevedibile che accadesse, e il piccolo paziente muore, la dottoressa Minnick non solo si dimostra totalmente incapace di intervenire durante l’operazione, ma rivela tutta la sua pochezza come insegnante rivelandosi inabile ad aiutare la Stephanie Edwards a processare quanto avvenuto. Se la rivelazione fatta ad Arizona che la Minnick non ha mai perso un bambino sotto i ferri aveva lo scopo, in qualche modo, da spettatori di farci dispiacere per la sua situazione, ha in realtà ottenuto l’effetto contrario, perché in realtà questa informazione ci lascia solo con il punto interrogativo sul perché una persona palesemente senza esperienza abbia la pretesa di insegnare ad altri a fare un mestiere che lei stessa non sa fare. Un medico non è solo un computer che entra in una sala operatoria e porta a compimento un intervento senza che vi siano mai problemi, quanto piuttosto un essere umano fallibile che può commettere errori, a volte anche irreparabili, e ciò nonostante continuare a fare questo mestiere con consapevolezza e modestia.

Anche il ruolo di Catherine, in questa circostanza, è da biasimare. Come sottolinea molto sinceramente Richard, è riprovevole che per ottenere quello che vuole Catherine sia riuscita mettere la Bailey ed il marito l’una contro l’altro, senza preoccuparsi davvero del bene dell’ospedale. Ci sono delle dinamiche di cui bisogna tenere conto quando si decide di apportare dei cambiamenti in un ambiente di lavoro e, lo ribadiamo, tutto questo dramma sarebbe stato evitabile se la dirigenza avesse dimostrato del rispetto nei confronti del lavoro di una vita di Webber e gli avesse affiancato la Minnick piuttosto che imporgliela, soprattutto dopo che – come accade in questo episodio – Richard dimostra di avere ancora molto da insegnare, riuscendo ad aiutare Stephanie più di quanto la Minnick o Arizona stessa abbiano fatto.