La faccia è sempre la stessa: rugata, corrucciata, densa. Il personaggio di John Locke che interpretava in Lost Terry O’Quinn non se l’è ancora levato di dosso. In Patriot fa un ottimo lavoro ma due puntate sono poche, quando lo incontriamo alla Berlinale per la presentazione della serie, anche se è ben vestito, sprizza isola da tutti i pori.

Accanto a lui Micheal Dorman, che della serie invece è proprio il protagonista. I loro due personaggi sono padre e figlio, entrambi impiegati alla CIA con compiti diversi. La storia mescola umorismo a spionaggio, tensione a distensione comica.

Unire questi due estremi è compito della scrittura ma alla fine, sta molto agli attori riuscire ad essere tesi, drammatici e leggeri nello stesso momento.

Come lo si fa?

TERRY O’QUINN: “Non è difficile, o almeno è più semplice di quel che non si creda. Nella vita vera accadono cose terribili ma se non ti coinvolgono possono essere divertentissime”.

MICHEAL DORMAN: “Mi veniva da ridere già a leggere la sceneggiatura, perché c’è tantissima verità. Ti ricordi quella volta che non siamo riusciti a girare per 10 minuti perché ci veniva da ridere?”

TOQ: “Sì sì era una battuta molto divertente che non riuscivamo a dire”

Questo ci porta alla maniera in cui questa serie riesce a far ridere con la recitazione oltre che con le parole, dev’essere stata una pacchia per voi giusto?

TOQ: “Questo in realtà dipende dal casting se è fatto bene allora puoi lavorare in questa maniera, perché è il cast che trova quei momenti, dove muoversi per fare comicità. Steve [Conrad, autore della serie ndr] poi ha un modo suo di spiegarci le scene, è capace di dirci di non muovere le mani o addirittura di non battere gli occhi in certi casi, è stupendo. Ha una visione chiarissima. Il risultato è che anche le azioni hanno una personalità forte. Inoltre è molto aperto alle tue idee anche se sa bene cosa vuole vedere”.

MD: “E poi c’è il lavoro che viene fatto prima, la pianificazione. Fa tutta la differenza. Così poi anche noi abbiamo più tempo per lavorare sul set, è un’esperienza più pulita. Se non perdi tempo capisci quanto ne hai davvero a disposizione”

Tutto nella serie gira intorno ad un’operazione sotto copertura portata avanti da un agente che è anche un cantante folk. Come agente è serio, come cantante pure, solo che la serietà di un cantante folk sta nella sua onestà e lui spiattella tutto delle missioni nelle sue canzoni.

Si vede bene che entrambi suonate e cantate davvero, avete confidenza con la musica?

MD: “Ho suonato per un periodo della mia vita, non pensavo nemmeno di recitare, suonavo la batteria in una band e pensavo sarei stato batterista metal e poi punk”

TOQ: “Il mio personaggio non aveva una parte musicale, non serviva, però quando Steve mi disse al telefono che Micheal avrebbe suonato gli ho detto che anche io suono da sempre, da quando sono ragazzo e l’ha trovato interessante. La cosa divertente è che la canzone che suoniamo insieme è un brano che suonavo a mia madre, lei aveva l’alzheimer e quel pezzo era l’unica cosa che ricordasse, quindi gliela suonavo sempre”

Patriot parla attraverso operazioni finte e inventate di problemi veri di politica estera ed è retrodatata al 2012, periodo della crisi nucleare in Iran.

Trovate che il fatto di avere a che fare con argomenti di attualità dia un fascino alla serie o crei un problema vista la sua comicità?

TOQ “La sincronia con i nostri tempi è una materia molto difficile, e nonostante l’ambientazione sia durante eventi del 2012, è incredibile quanto quel che accade sia ancora importante”

MD: “Comunque non vogliamo prendere una posizione politica, solo raccontare una storia ben circostanziata”

TOQ: “Alla fine lo show mette una luce su qualcosa che di regola non interessa a nessuno”

Sono passati anni ma io non posso chiederti di Lost. Quello show arrivò in un momento fondamentale di diffusione della nuova serialità. C’erano state serie innovative e importanti anche prima ma fu il primo successo mondiale. Aveva un pilot che non so quanto sia costato

TOQ: “Tanto!”

Quando hai letto la sceneggiatura e hai iniziato le riprese era chiaro che era un altro sport rispetto al solito?

TOQ: “Lost è stato fantastico, ho avuto scene stupende, è stata una grande storia d’amore per me, durata tanti anni, ma come con le storie ti mancano solo fino a quando non ne trovi un’altra altrettanto soddisfacente. Dopo Lost ho confrontato tutto con Lost e, con tutto il rispetto per il resto delle cose che ho fatto, Patriot è la prima serie che mi ha reso felice. Spero la faremo per un bel po’, soprattutto per l’esperienza. Alla fine essendo un attore ricordo più l’esperienza del set che poi la trama o il risultato finale”

Micheal tu hai lavorato al nuovo film di I Pirati Dei Caraibi, immagino fosse un set ben diverso…

MD: “Mai visto un set simile, incredibile”

TOQ: “Mi sembra che brucino i soldi proprio”

MD: “Sì esatto, proprio con la vanga li tirano dentro come il carbone che alimenta la locomotiva”.

TOQ: “Vedi, è per questo che mi piace la tv, perché è rapida e rozza, devi essere molto preparato per farla bene. L’unico problema è che facilmente ci si impigrisce e ci si limita a ripetere le stesse cose. Il segreto è dormire molto, non ubriacarsi ed esercitarsi quanto è possibile”.

MD: “Ci sono show molto controllati e altri in cui puoi fare quello che ti pare, in cui c’è una libertà immensa”

TOQ: “Sì tipo: Questo fa schifo, posso invece fare così?”

MD: “Però se hai poca libertà e ti impegni per muovertici dentro c’è un gran possibile risultato”

Vi ricordiamo che la serie andrà online su Amazon Prime Video dal 24 febbraio.