La scorsa settimana ci eravamo lasciati chiedendoci come il Vice Presidente Peter MacLeish sarebbe riuscito a spiegare a Tom Kirkman le decisioni prese nel brevissimo tempo della sua presidenza, come quella di uccidere il suo attentatore senza dare ai servizi segreti l’opportunità di indagare adeguatamente sul caso e la risposta – sorprendentemente – è che non la questione non avrà sostanzialmente importanza perché per la fine dell’episodio Peter e la sua manipolatrice consorte giaceranno morti sul suolo del cimitero monumentale di Arlington per mano della stessa Beth MacLeish e per evitare l’arresto, una conclusione per questi due personaggi decisamente drastica.

L’episodio ha inizio con il Presidente Kirkman ancora in ospedale che si sta riprendendo dall’operazione subita la scorsa settimana e con Hannah Wells al suo capezzale che, assieme al capo della sua sicurezza Mike Ritter, è pronta a rivelargli quanto scoperto fino ad ora sulla difficile posizione di MacLeish. Il Presidente, comprensibilmente, in parte si sente uno sciocco per aver permesso a Peter di manipolarlo e in parte non vede l’ora di poter entrare in azione e tornare al posto che gli spetta, pur essendo ancora fisicamente impossibilitato a farlo. Dalla conversazione tra i tre scopriamo anche che il furto dei fascicoli ai danni di Hannah è stato sostanzialmente inutile e che, grazie all’intervento di Mike Ritter, l’agente è riuscita a recuperare quanto aveva perso: i tre – considerato il peso della cospirazione ccon cui comprendono di avere a che fare – decidono saggiamente di limitare il numero di persone con cui condividere le loro informazioni, persone tra le quali finisce anche la moglie di Tom che, abituata a ricevere sempre le confidenze del marito, per la fine della puntata si renderà conto quanto rapidamente la vita che stanno vivendo sta influenzando anche il loro rapporto matrimoniale.

Il piano di Hannah, che unisce le forze con John Forstell, l’uomo che l’aveva interrogata dopo il suo arresto, consiste nel provare ad incastrare il Vice Presidente e viene eseguito cercando l’anello debole tra gli uomini della vecchia unità militare di Peter, disposto a fargli confessare i suoi crimini di guerra. I due trovano il loro target e convincono l’uomo a dare appuntamento a MacLeish e ad indossare un microfono per registrare la loro conversazione. Il Vice Presidente, nonostante il parere avverso della moglie, si presenterà all’incontro ed il piano si svolgerà esattamente come era stato concepito, fino a che sulla scena piomberà appunto Beth MacLeish resasi conto della trappola in cui il marito è andato a cacciarsi. Con Hannah sul punto di arrestarlo, Beth sparerà prima al marito e poi a se stessa pur di non tradire la causa che evidentemente entrambi avevano sposato e impedendo così a Kirkman di usare le loro conoscenze per sollevare quello che evidentemente è il coperchio di un vaso di Pandora più pericoloso di quanto loro stessi non sospettassero.

La morte permea questo episodio in molti aspetti e non toccherà solo la famiglia MacLeish, ma anche Jason Atwood, l’ormai ex capo di Hannah che, in una scena davvero straziante, dopo essere stato rilasciato, verrà portato sul luogo del ritrovamento del corpo del suo bambino, rapito ed ucciso dopo essere stato usato per ricattare il padre al fine di fargli confessare un crimine che non aveva commesso.

Il Presidente, alla fine della puntata, lascia l’ospedale e viene accolto dalla notizia della morte del Vice Presidente, una circostanza che, come suggeriscono la logica ed il promo per la prossima puntata, non sarà facile spiegare ad una popolazione già fortemente provata da una lunga serie di eventi che stanno minando la sicurezza del paese. Tom Kirkman, tuttavia, non dovrà solo cercare di evitare che dilaghi ulteriormente il panico, ma dovrà affrontare anche i grossi problemi all’interno della sua stessa fragile amministrazione, primo tra tutti, la dubbia posizione del suo stesso Capo dello Staff Aaron Shore.