Quando Grey’s Anatomy rallenta e si prende il tempo di fare episodi come Who Is He (And What Is He to You)?, dimostra senza ombra di dubbio come i suoi autori siano ancora in grado concepire apprezzabili momenti di televisione senza dover per forza creare drammi poco credibili come quello che stiamo vivendo al momento al Grey Sloan Memorial a causa della faida Webber/Minnik.

L’episodio di ieri sera ha dimostrato come questo show abbia ancora molto da raccontare: Jackson Avery (Jesse Williams) è infatti entrato nella serie nel quinto episodio della sesta stagione, intitolato Invasion, e nonostante siano trascorsi ben sette anni, abbiamo realizzato solo oggi quanto poco sapessimo davvero sul suo conto. Al di là del fatto che quello che ci era stato presentato originariamente come un personaggio piuttosto superficiale, trasformatosi poi in un eccellente medico ed uomo persino migliore, ha sempre combattuto con il peso del suo ingombrante cognome, della sua vita privata e di suo padre non sapevamo assolutamente nulla, il che è strano, considerato quale valore abbia questo ruolo per lui nella vita. Ieri sera ci è stato svelato questo mistero grazie ad Eric Roberts, guest star della puntata nella parte di Robert Avery, il padre di Jackson.

Facciamo un momento marcia indietro e parliamo del ruolo di Catherine in questo incontro. La madre di Jackson non è un personaggio facile da amare: invadente, autoritaria, spesso tende ad intromettersi nella vita del figlio causandogli problemi non indifferenti, in questo episodio, tuttavia, il suo intervento sarà per una volta discreto ed utile, non solo Catherine farà infatti in modo che April (Sarah Drew) accompagni l’ex marito in Montana per occuparsi di un complesso caso clinico, ma architetterà il tutto perché il figlio abbia il supporto di qualcuno che ama nel momento in cui deciderà di incontrare il padre per la prima volta nella sua vita da adulto e chissà, sperando anche forse che Jackson ed April – come poi accadrà – finiscano per tornare anche insieme.

All’insaputa di April, Jackson non ha infatti deciso solo di recarsi in uno degli ospedali gestiti dalla sua famiglia per operare una ragazza affetta da un tumore alla gola che rischia di portarle via per sempre la voce, ma sapendo che suo padre dirige lì un piccolo ristorante, vuole incontrarlo per potergli sputare in faccia tutto il suo disprezzo per aver abbandonato lui e sua madre e per averlo completamente ignorato. In una perfetta metafora tra il caso clinico che sta seguendo e quanto sta personalmente vivendo, quando Jackson incontrerà per la prima volta suo padre, non riuscirà tuttavia a trovare la voce e a dirgli chi davvero egli sia, tornando così in ospedale e finendo inevitabilmente per scaricare la propria frustrazione su April. Che la storia romantica tra i due piaccia o meno, una cosa che di questi due personaggi non si può negare è che tengano comunque l’uno all’altra, Jackson ed April, ancora prima di essere una coppia, sono sempre stati amici ed in questa circostanza April si dimostra importantissima per il chirurgo, perché pur essendo all’oscuro di quanto Jackson stia vivendo, capisce che qualcosa lo turba profondamente e decide di stargli vicino e supportarlo, consigliandogli – quando verrà a conoscenza della verità su suo padre – di dirgli tutto quello che sente di dovergli dire per il suo stesso bene e per non andarsene via dal Montana con troppi rimpianti.

L’incontro tra Jackson e Robert, tuttavia, sarà molto diverso da come il figlio probabilmente si aspettava: l’uomo lo accoglie infatti con un certo calore, come fosse normale per lui trovarsi sulla soglia di casa un figlio che non vede da quando era piccolo e come se la sua decisione di andarsene possa essere ignorata, e perdonata, informandosi sulla sia vita personale o chiedendogli se sia felice. Ma Robert ha perso questo diritto ormai da lungo tempo, il passato non è qualcosa che può essere scordato o nascosto sotto un tappetto come polvere spazzata da un vecchio pavimento: Jackson è dovuto diventare un uomo senza avere un padre accanto ed ha deciso di essere il padre che Robert non ha saputo o voluto mai essere proprio a causa della sua esperienza, restando accanto a sua figlia e ad April anche quando il loro rapporto sembrava distrutto per sempre. A differenza di suo padre è diventato un persona che si prende le sue responsabilità e mantiene le proprie promesse e, come è comprensibile, sente la necessità di comunicare tutto questo ad un uomo che apparentemente sembra invece pensare che tutto possa essere perdonato.

La calma, alla fine dell’episodio, con cui Jackson dirà a Robert di non essere mai stato un padre e di non potersi chiamare nonno per sua figlia ha quindi qualcosa di catartico per il personaggio ed è la perfetta quadratura del cerchio, perché finalmente ha avuto l’occasione di guardare negli occhi l’uomo il cui abbandono gli ha permesso di diventare la persona che è oggi e sopratutto di apprezzare per una volta sinceramente non solo la donna che ha accanto, ma anche la propria madre per essere stata sempre al suo fianco, a volte forse nella maniera sbagliata, ma esserci comunque sempre stata.

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