Proprio in questi giorni è uscito al cinema il “La bella e la bestia” film musicale in versione live action della celeberrima favola Disney per grandi e bambini. E richiamandosi alla trama del film, che narra la nascita di un forte sentimento tra la giovane Belle e il bel principe trasformato in bestia, nel corso del programma del week end di Raiuno “Mattina in famiglia”, condotto da Tiberio Timperi ed Ingrid Muccitelli, si è parlato, in compagnia di Stefania Orlando, della giornalista Rosanna Cancellieri e dello stilista Stefano Dominella, di storie d’amore di personaggi noti in cui lei è la bella e lui è brutto, proprio come la bestia. E’ possibile che ciò accada nella realtà o solo sul grande schermo? La Cancellieri fa subito notare che, in anni come questi, in cui l’apparenza è tutto, si tratta di un’ipotesi fantascientifica, mentre il cinico Dominella sostiene il consueto luogo comune per cui se una donna avvenente si accompagna ad un rospo, l’unica cosa che trova interessante è il conto in banca di lui, che deve essere necessariamente cospicuo. La Orlando, che in comune con la Cancellieri ha due tesissimi zigomi a pomello, cerca di buttarla sul romanticismo negando l’evidenza, ma lo stilista, incalzato dall’insistenza della conduttrice che lo invitava a fare esempi noti a riprova della sua tesi sbotta così: “Beh, un esempio che conosciamo tutti di uomo veramente brutto con donna bella: è Briatore con la Gregoraci“. Attimo di imbarazzo in studio con la conduttrice che cerca di smorzare l’inattesa affermazione, Timperi che si alza e va a sedersi in un angolo, in silenzio, la Orlando che difende l’aspetto estetico del noto imprenditore e la Cancellieri che aggiunge: ”E’ vero, Briatore è proprio un brutto uomo”. Ma Dominella, non ancora pago della sua gaffe (non fosse altro perché nessuno si aspettava che facesse nomi e cognomi), rincara la dose: ”Insomma, pensiamo tutti la stessa cosa, voglio vedere se fosse stato un morto di fame con chi si sarebbe accompagnato”. E’ vero, l’abbiamo sempre pensato tutti, un applauso all’incontenibile Dominella versione ”bocca della verità”, ma il nostro divertimento purtroppo dura poco perché Timperi riprende la sua posizione, interrompe la vivace discussione e senza il minimo commento, con un colpo da maestro, annuncia immediatamente l’ospite musicale successivo.

E da un programma mattutino passiamo ad una trasmissione cult della seconda serata di Italia Uno, che tra l’altro, visto l’argomento trattato, forse rischiava di andare in onda a notte fonda. Stiamo parlando della seconda stagione di “Emigratis” la serie di intrattenimento ad opera di quei due malandrini di Pio e Amedeo. Dopo il successo della scorsa stagione, quest’anno i due comici foggiani sono ritornati alla grande e già dalla prima puntata promettono fuoco e fiamme. Rozzi come sempre, beceri fino all’impossibile e volgari oltre misura, mostrano la parte più trucida e ben nascosta che c’è in ciascuno di noi e lo fanno senza il benché minimo ritegno.
Questa volta i due simpatici cialtroni sono volati a Budapest per incontrare Rocco Siffredi. Vi potete immaginare già quanto possa essere ulteriormente aumentato il loro livello di bestialità mentre razzolano nel pittoresco mondo del cinema porno. Nei primi fotogrammi li vediamo con pellicciotto e doposci con pelo aggirarsi nella fredda capitale ungherese alla ricerca del loro idolo, mentre urlano a ragazze che passano per strada: “Facciamo il pupazzo di neve? Io ho già la carota!” Il loro primo contatto italiano in loco è il calciatore Davide Lanzafame, salito tempo fa alla ribalta delle cronache non tanto per la sua abilità in campo, quanto per una brutta storia di calcioscommesse e per questo squalificato per un po’ dal nostro campionato. I due pugliesi riescono a farsi pagare cena e hotel dal calciatore, nonostante non gli abbiano certo risparmiato riferimenti e battutacce di ogni genere sulla vicenda giudiziaria che l’ha visto protagonista. Ma lui non conosce Rocco e non sa dire dove lo possano trovare, così li manda da un amico del pornodivo, titolare di un pub, che finalmente li mette in contatto con l’attore. E da qui in poi è tutto un susseguirsi di gag incredibili con i nostri due comici sul set di un film hard, in cui chiedono a Siffredi di mostrare loro l’attrezzo del mestiere, giocano come beoti nella stanza dei sex toys, fanno video chiamate a parenti ed amici per mostrare dove si trovano e infine fanno conoscenza con l’ultima scoperta di Siffredi, l’attrice Filomena Mastromarino, meglio nota con il nome di Malena. Sì, proprio lei, la Malena che stiamo vedendo in questa edizione de “L’isola dei famosi”.
Subito dopo l’incontro con la loro conterranea, ai due disgraziati viene l’idea geniale di girare un corto metraggio coinvolgendo la giovane e il protagonista per eccellenza della commedia erotica all’italiana Alvaro Vitali (di cui avevamo già parlato tempo addietro, quando era intervenuto in una trasmissione di Barbara D’Urso in qualità di massimo esperto di seni femminili). L’inquietante titolo del cortometraggio è ”Pierino col-pesce ancora” e fa rivivere, in chiave hot, tutte le note barzellette di Pierino, il personaggio portato sullo schermo da Vitali. Fanno quindi arrivare da Roma Alvaro Vitali, gli propongono il ruolo di protagonista del film e, da quanto si capisce, pare che l’attore prenda la cosa sul serio e ci creda davvero. E però imbarazzante vederlo, ormai anziano, spaesato ed impacciato alle prese con un’intraprendente ragazza nei panni della suorina o della supplente di turno. Vitali non vuole spingersi oltre quando la ragazza si fa troppo audace e sembra davvero uno zimbello nelle mani del gatto e la volpe. Pio e Amedeo proseguono la loro rocambolesca avventura partendo, in compagnia dell’attore, alla volta di Montecarlo dove riescono ad intrufolarsi alla serata di premiazione del Festival della commedia italiana, presieduto da Ezio Greggio. Naturalmente è tutta una boutade perché nessuno vedrà né considererà mai il loro indecente DVD, ma Alvaro Vitali, vestito con una giacca di paillettes dorata di due taglie più grandi, arrancando faticosamente lungo le scale, segue ancora i suoi accompagnatori impegnati ad importunare tutti i presenti. Lui sembra ancora frastornato e speranzoso. Alla fine i foggiani lo abbandonano fuori dal teatro, da solo, senza portafoglio né telefono, e scappano ridendo come sempre. Epilogo triste, perché è vero che il loro modo di fare tv è talmente trash da trasformarsi quasi in poesia, ma il trattamento che hanno riservato al povero Vitali ci ha messo addosso tanta malinconia.

Stesso sentimento che abbiamo provato anche guardando la prima puntata nella nuova stagione di “Made in sud”, lo show di Raidue, condotto quest’anno, e malamente, da Gigi D’Alessio. Tra gli sketch andati in onda, ci ha colpiti la parodia proposta dal comico Ciro Giustiniani nei panni di Don Antonio Polese, il famoso protagonista, purtroppo scomparso da poco, del programma tv “Il boss delle cerimonie”. I suoi congiunti, ospiti in studio, forse si sono divertiti, ma a noi l’imitazione, che ci presenta Don Antonio che torna dall’aldilà per lamentarsi del Paradiso – luogo noioso per lui – e darci i suoi comandamenti, è sembrata di dubbio gusto. Tra battute da avanspettacolo ”il purgatorio è una stanzetta dove ti purghi e poi ricominci a mangiare”, all’incontro con San Pietro “tu sei Pietro e su questa pietra costruirò il mio castello“, a quello con Mosè, a cui dice “si stanno ubriacando le acque”, più che un tributo a Don Antonio, questa versione guitto sgrammaticato d’oro e bianco vestito è sembrata una presa in giro mal riuscita. De gustibus non disputandum est, ma chissà se l’irrequieto re dei matrimoni, da lassù, ha apprezzato.

E in tema di vita ultraterrena non possiamo non menzionare gli improbabili ospiti di Barbara D’Urso, lo scorso lunedì, a “Pomeriggio 5”: un tizio che vede i defunti, un’attrice di mezza età che parla con gli angeli e la moglie di Gianfranco Funari a cui il marito scomparso pare abbia inviato un gatto direttamente dall’aldilà. Per terminare degnamente, un breve accenno alla vicenda Lisa Fusco, anche lei in studio, che ha raccontato di comunicare con il papà morto tramite la stampante di casa. Per ora non ha detto altro, ma qui c’è materiale almeno per una decina di puntate.