The Walking Dead 7×14, “The Other Side”: la recensione

The Walking Dead ideata da Robert Kirkman, Frank Darabont AMC
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Ciò che succede ad Hilltop in “The Other Side” è quanto di meno interessante ci saremmo potuti aspettare in questo episodio di The Walking Dead. Simon e qualche membro dei Salvatori fa una visita anticipata a Gregory con l’unico scopo di portarsi a casa il dottore della comunità. Come ricorderete in uno degli episodi precedenti, Negan aveva ucciso in maniera brutale il Dr. Carson a causa dell’inganno di Dwight. A rimpiazzarlo ci andrà tanto di meno che suo fratello, il quale senza troppo sgomento apprende della sua morte. Oltre a questo evento, tirato fin troppo per lunghe, Maggie e Daryl salvano la situazione grazie al bagaglio che si portano sulle spalle due personaggi chiave come loro. Oltre a salvare il ritmo risollevano anche la storia, ormai vittima di un circolo vizioso. I due mentre si nascondono da un soldato di Negan affrontano una conversazione piuttosto difficile ma al tempo stesso necessaria. La scena ha una sua profondità e non perché viene a crearsi la suspense a causa del tizio che entra dentro la cantina ma perché si percepisce tutto il disagio di Daryl, un personaggio che parla poco ma che sappiamo provare molto. L’autrice dell’episodio, Angela King, sceglie questo espediente per far comunicare i due personaggi, e la scelta, seppur apparentemente forzata, ha un suo perché, specialmente perché Maggie ha la possibilità di poter chiedere a Daryl il motivo della sua freddezza. Quest’ultimo dimostra tutto il suo dispiacere dal momento che sente di avere una certa responsabilità sulla morte di Glenn. In risposta a questo suo disagio esce fuori ancora una volta tutto il buono di Maggie, ad oggi uno dei personaggi migliori di sempre. Lei a quel punto ricorda con orgoglio le parole di Glenn, il quale più volte aveva dichiarato tutta la sua ammirazione e il suo rispetto nei confronti di Daryl. La scena ha quel giusto tocco di commozione che serve ad arricchire un episodio sciapo come questo. Nonostante tutto però “The Other Side” non è affatto un episodio insufficiente anzi, è semplicemente un capitolo come un altro si occupa con i suoi tempi (ormai non più tanto giusti) di alcune vicende. Ormai questo è il modus operandi di The Walking Dead e nonostante qualche giudizio più aspro la serie inevitabilmente sta mantenendo una omogeneità nel modo in cui racconta le cose.

Contemporaneamente con l’arrivo dei Salvatori vediamo Rosita e Sasha in fuga da Hilltop con lo scopo di far fuori Negan con un fucile di precisione da un palazzo adiacente al Santuario. Dopo che Jesus spiega a Sasha di non essere d’accordo con la sua decisione, le due sono costrette ad andarsene senza proferire parola a Maggie. Ma ad occuparsi di lei ci sarà Enid, ormai un’amica fidata che progressivamente sta prendendo la sua posizione tra i personaggi principali della serie. Ciò che succede lungo il percorso di Rosita e Sasha non racconta nulla di nuovo; inizialmente la prima si dimostra fredda nei confronti dell’altra e successivamente, come una sceneggiatura standard insegna, c’è il momento delle rivelazioni. Ovviamente l’oggetto principale del loro dialogo è Abraham, un confronto piuttosto atteso tra le due che ha tolto un po’ di quel cerone sul viso sempre imbronciato di Rosita. Quest’ultima si apre come non aveva mai fatto prima d’ora e sorprendentemente esce un lato del suo carattere che il pubblico non aveva ancora avuto modo di conoscere. Rosita ha dei rimpianti e sente di aver sbagliato a non essere felice quando lo era anche Abraham, un discorso piuttosto coerente e che torna con quanto visto fino ad ora. Ma una scena del genere avrebbe dovuto far parte di un insieme di momenti così, purtroppo però in un episodio da 45 minuti come questo, sono solo un paio i momenti che ricorderemo e che reggono l’intera struttura. Proprio per questo motivo “The Other Side” avrebbe dovuto e potuto raccontarci molto di più e la sensazione è che dopo la scioccante season premiere gli autori abbiano scelto di prendersi tutta la calma del mondo per arrivare all’epilogo di questa storyline.

Nel finale scopriamo ciò che è realmente Eugene, un debole che ha sfruttato la situazione e che per assurdo dimostra meno interesse a ribellarsi rispetto ad un personaggio come Dwight. Sullo stesso piano di codardia troviamo anche Gregory che senza pudore arriva a minacciare Jesus, personaggio che in questo episodio confida a Maggie un po’ del suo passato. A seguito dell’atto di tradimento di Eugene, vediamo l’atto di coraggio di Sasha che, inspiegabilmente a quanto raccontato fino ad ora, sceglie di intraprendere la strada per la vendetta in solitaria. Questa scelta, che per noi è quasi immotivata, serve sicuramente a rafforzare un personaggio che nelle ultime stagioni ha perso un po’ di quel carisma intravisto all’inizio; ma questa decisione “sfrontata” è l’ennesima che non porterà a nulla di buono. La cosa più assurda è che dopo tutto quello che hanno passato, i sopravvissuti di Alexandria continuano imperterriti a commettere gli stessi errori. A conti fatti è uno strano episodio per essere chiamato “trampolino di lancio” per l’ultimo atto, che a rigor di logica inizierà la prossima settimana con il penultimo episodio. Fortunatamente la sagoma di Daryl Dwight che arriva al Santuario negli ultimi secondi dell’episodio ci fa ben sperare per ciò che verrà.

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