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This Is Us 1×18, “Moonshadow” [season finale]: la recensione

Potremmo considerare questo season finale di This Is Us quasi un inganno o comunque un modo disonesto per tenere incollati i telespettatori; questo perché in molti hanno creduto che quel viaggio in macchina da ubriaco fosse la fine per Jack; ma ancora una volta la storia della famiglia Pearson è riuscita a capovolgere le carte in tavola. È chiaro che la serie non gioca con il suo pubblico attraverso gli eventi drammatici e strazianti e quindi per via di quei cliffhanger che inevitabilmente finiscono per strappare una lacrima. Gli autori trovano il modo di emozionare e al tempo stesso di scaldare l’anima usando delle strade alternative, più calibrate e meno dirette. La sceneggiatura di dimostra ancora una volta di essere scaltra e contemporaneamente ha un modo tutto suo di far accadere le cose: c’è sì l’effetto sorpresa ma il più delle volte quello che cattura l’attenzione è proprio l’opposto di quello che ci si sarebbe potuti aspettare. In fin dei conti il pubblico è già a conoscenza del destino di Jack e questo basta a condizionare ogni azione, frase, movimento, sguardo e decisione presa nel passato. Qualsiasi scena con Jack è una scena amara, questo perché ogni qual volta che lui si trova di fronte ad un momento difficile della sua vita l’empatia nei suoi confronti è tanta. È chiaro, Dan Fogelman ha già un quadro generale in mente piuttosto ampio, e questo per certi versi sorprende ma al tempo stesso spaventa, unicamente perché ci si chiede quanto ancora potrà andare avanti a incuriosire il suo pubblico in questo modo usando passato e presente così abilmene. Detto questo, c’è una cosa che più di tutte rimane in sospeso dopo questo finale e in parte riguarda il destino di Jack – alla fine dello scorso episodio Kate rivela a Toby di sentirsi responsabile della morte di suo padre, una dichiarazione che ha portato tutti fuori strada. A nostro avviso questo è a tutti gli effetti un espediente di sceneggiatura ben calcolato, gli autori hanno manipolato il pensiero di noi telespettatori e in poche parole hanno scelto il modo in cui ognuno avrebbe dovuto vivere questo episodio.

Il 1972 è stato l’anno in cui Rebecca e Jack si sono conosciuti e ovviamente una storia d’amore particolare come la loro non poteva che avere alle spalle una genesi fuori dal comune. Lui ritorna dal Vietnam senza apparenti danni e con l’unico obiettivo di trovare dei soldi per potersene andare da casa sua e portare via con sé sua madre. Senza ombra di dubbio la figura del padre di Jack è leggermente stereotipata ma al tempo stesso è un’innegabile realtà che non passerà mai di moda, in qualsiasi epoca ci troviamo. Quello che si può fare è trovare un modo diverso di raccontare le cose e Dan Fogelman sceglie di concentrarsi solo su Jack, sui suoi obiettivi e su ciò che la vita lo stava costringendo a fare. Come sempre gli eventi che coinvolgono i due innamorati sono sorprendenti, in bene o in male che sia, questo perché si sente il tratto della penna di qualcuno che ha dei desideri mentre scrive di loro e che inevitabilmente ci mette del suo per dare quel giusto impatto che immancabilmente finiamo per avere.

Rebecca accetta di andare ad un appuntamento al buio dopo aver compreso che forse i suoi sogni in ambito canoro non stanno andando come previsto. Tutte le sue amiche intorno a lei pensano già al matrimonio o ancor di più hanno già fatto famiglia. Lei ha occhi solo per la musica e alla fine dei conti è proprio grazie a questa sua passione che ha potuto conoscere Jack (il titolo dell’episodio è lo stesso della canzone che Rebecca stava cantando durante il loro primo incontro). È durato solo un secondo quell’attimo in cui abbiamo creduto che l’appuntamento di Jack fosse Rebecca e viceversa, sarebbe stato troppo scontato e intuibile. Il loro incontro è tutt’altro che calcolato, è un segno del destino a tutti gli effetti che permette ad una parte di non commettere un grande errore e dall’altra di trovare il giusto percorso dopo averlo gentilmente ignorato qualche istante prima. E ancora una volta il passato trova modo di intrecciarsi al futuro intelligentemente: l’unione che si scontra con la separazione, l’inizio di un viaggio che inevitabilmente finisce per avere un paragone con l’interruzione dello stesso. Sono un insieme di cose che ritornano, in poche parole le stesse motivazioni di un tempo riproposte qualche anno dopo in forma matura. C’è un po’ più di rabbia e questo è inevitabile, soprattutto se alla base c’è stato tanto amore. Il dialogo tra Jack e Rebecca all’alba della forte litigata è una vero e proprio inno al rispetto e Fogelman, Isaac Aptaker ed Elizabeth Berger (gli scrittori dell’episodio) hanno saputo ancora una volta emozionare attraverso il più grande pregio di This Is Us, la semplicità. Le parole di Jack dimostrano di essere universali e proprio per questo quella dichiarazione d’amore ha avuto la forza di sorreggere la narrazione di altre storie: vediamo i The Big Three di fronte a momenti importanti della loro vita, frutto di ciò che i loro genitori sono stati durante il corso della loro vita. Nel bene o nel male il tempo dilatato di This Is Us ha lo scopo di raffigurare il ciclo della vita di questa famiglia, un cerchio che inesorabilmente non smette mai di aprirsi e chiudersi, che lo si voglia o no.

Per confrontarvi con altri appassionati della serie, vi segnaliamo la pagina Facebook This Is Us Italia.