Tre indizi, tre episodi, tre soluzioni. Benché la rivelazione dell’assassino di Laura Palmer tardi ad arrivare (ma sarà davvero un male?) Twin Peaks affronta con fulmineità le profezie sibilline del gigante che ha fatto visita a Dale Cooper. Nel primo caso l’uomo nel sacco che sorride è stato presto identificato in Jacques Renault già in May the Giant be with You. Nel secondo caso abbiamo visto in Coma un’analisi del riferimento ai gufi, messaggeri della notte, rapaci silenziosi. In The Man Behind Glass Dale Cooper prende di petto la terza profezia del gigante, “Without chemicals, he points”, condividendo i propri dubbi con Truman e Albert.

A proposito di Albert, dobbiamo prenderci una pausa per sottolineare il confronto, tanto assurdo quanto piacevole, tra lui e Truman. All’ennesima provocazione dell’agente, lo sceriffo reagisce ancora una volta con violenza, pronto a picchiarlo come aveva già fatto in passato. Viene fuori, quasi dal nulla, che Albert, per quanto cinico, è una persona che ripudia la violenza e l’aggressione, l’ennesima ad indossare una maschera di distacco rispetto a ciò che la circonda. “I love you, sheriff Truman”, impagabile.

Ritorna quindi lo spirito Mike, o meglio torna la sua incarnazione umana Philip Gerard, il venditore di scarpe che si è strappato un braccio per non dover più vedere un tatuaggio, l’uomo che assume farmaci per tenere sotto controllo qualcosa. Il legame stretto tra Mike e Bob viene recuperato e assorbito nella storia, e Cooper sente di essere sempre più vicino alla verità. L’indizio potrebbe rivelarsi determinante.

Suggerimenti che arrivano anche da altre fonti, come ad esempio Leland Palmer, nel frattempo sempre più in pace con se stesso, che riconosce nell’identikit di Bob una figura che viveva vicino casa sua ai tempi dell’infanzia e amava bruciare fiammiferi pronunciando strane frasi che ci riportano a comportamenti simili tenuti da Laura negli ultimi giorni. Quindi il collegamento tra Robertson e le lettere trovate incastrate sotto le unghie delle vittime, la firma del killer attraverso il tempo.

Il terzo dei fratelli Renault ritorna intanto al One Eyed Jack e cospira con Blackie, mentre Audrey è di fatto tenuta prigioniera. Nadine si risveglia dal coma convinta di essere tornata ai tempi del liceo (ecco, qui iniziamo a notare qualcosa che non va nello sviluppo delle trame secondarie) e Donna si avvicina sempre più ad Harold, l’agorafobico amico di Laura che tiene nascosto il vero diario della ragazza. La ragazza è spinta, oltre che dal desiderio di conoscere la verità, anche dal senso di abbandono provato di fronte all’attrazione fra Maddy e James, in cui rivede quanto accaduto con Laura. A quel punto il confronto in chiusura di episodio tra Maddy e Leland, poco prima che questo sia arrestato per l’omicidio di Jacques, con il tema di Laura in sottofondo è solo lo spettro di traumi futuri.