“La mente di Windom Earle è come un diamante, fredda, dura, e brillante”. Così Dale Cooper presenta a Harry Truman, e a noi, la figura dell’assassino che ci accompagnerà fino alla fine di Twin Peaks. Tutto sommato si tratta di una buona presentazione, abbastanza estemporanea nel creare un conflitto emotivo di tale portata nel passato di Cooper (qualche cenno però bisogna riconoscere che c’era stato), ma funzionale. Il legame molto personale tra Windom e Dale è l’intuizione giusta di cui ha bisogno questa storyline per agganciarsi bene alla trama principale, anzi per diventare essa stessa la trama principale, dato che per il resto non ci sarà molto cui fare riferimento.

Quindi con Double Play inizia la partita a scacchi, in tutti i sensi, tra Cooper e Earle. L’antefatto è quello che viene narrato brevemente dallo stesso agente dell’FBI. In quella che forse fu l’unica, per quanto grave, leggerezza della sua carriera, Cooper si innamorò di Caroline, moglie di Windom, che all’epoca era il suo partner di lavoro. Caroline venne uccisa, forse dal suo stesso marito che poi uscì di senno, e Cooper tenne la cicatrice per sé come avvertimento a non farsi mai più coinvolgere così personalmente. In questo senso si può giustificare meglio la sua reticenza ad avvicinarsi a Audrey Horne.

Windom Earle infine appare nell’ultima scena dell’episodio, interpretato da Kenneth Welsh. E anche in questo caso l’apparizione viene giocata bene dalla serie. Il punto di vista è quello di Leo Johnson, fino a quel momento personaggio più pericoloso rimasto in gioco dopo la fine di Renault. Il momento costruisce l’apparizione di Windom anche per contrapposizione, facendo apparire l’altro come impaurito e smarrito, e puntellando il tutto con l’apparizione del solito gufo, come se Windom appartenesse alla stessa progenie del male cui siamo abituati (e in effetti un legame ci sarà, dato l’obiettivo dell’uomo). Questo, unito alla tensione costruita nell’arco di molte puntate, favorisce  l’hype per il personaggio, e va detto che la prima apparizione sullo schermo non delude.

Il buon James viene intanto completamente irretito da Evelyn, da cui è manipolato per i suoi scopi. Il pericoloso Thomas Eckhardt, che tanto timore incuterebbe in Josie, fa la sua apparizione. In tutto questo ci sarebbe anche una sottotrama riguardante lo strano fascino emanato da Lana Milford, vedova del fratello del sindaco, e una riguardante il piccolo Nicky, affidato momentaneamente alle cure di Dick, ma francamente qui si tratta di chiedere un po’ troppo alla nostra attenzione già provata dalle altre storyline secondarie. L’episodio è stato scritto da Scott Frost, fratello di Mark, tra l’altro autore della biografia di Dale Cooper, uno dei vari libri connessi all’universo di Twin Peaks.