Pochi giorni fa George R.R. Martin è tornato a parlare dei piani della HBO per l’universo del Trono di spade all’indomani della conclusione della serie, ormai prossima. La novità è che gli spin-off di Game of Thrones in lavorazione non sarebbero più quattro, come precedentemente affermato, ma cinque. Poco altro si sa al momento, se non i nomi dei produttori dei vari progetti. Sono forse maggiori le certezze su quello che NON saranno, ed è sempre Martin la fonte dell’informazione (ma sarà attendibile?). In ogni caso, come molti altri oltreoceano, anche noi abbiamo provato a ricordare gli snodi centrali della mitologia di Westeros e dintorni, tirando fuori alcuni scenari possibili.

  • L’Era degli Eroi

Migliaia di anni prima degli eventi narrati in Game of Thrones, gli Estranei invadono il nord. È ancora l’epoca dell’alleanza tra i Primi uomini e i Figli della foresta, ma sono anche gli anni del leggendario guerriero Azor Ahai, che con la sua spada di fuoco riuscirà a mettere fine alla lunga notte. Nella serie il nome del guerriero riecheggia nelle parole di Melisandre, che vedeva in Stannis il giusto discendente per quell’impresa. Così non è stato, ma il testimone potrebbe essere raccolto da Jon Snow. Il materiale per costruire uno spin-off non manca.

  • L’invasione degli Andali

Il dominio dei cosiddetti Primi Uomini tramonta dopo l’invasione degli Andali, che conquistano poco a poco Westeros. A resistere rimane solo il regno del nord, dove gli Stark, sostenuti dal clima impervio per gli invasori, si rifiutano di sottomettersi. Questa idea di isolamento, anche rispetto alla religione e ai costumi del resto del continente, permane anche in Game of Thrones. Nel caso di uno spin-off gli Stark sarebbero ancora protagonisti della saga.

  • La caduta di Valyria

L’antica dimora dei Targaryen, prima che i signori dei draghi si stabilissero sul continente occidentale, andò incontro al disastro. Nella serie sopravvivono le spoglie morenti di questo mondo che fu, le stesse attraversate pericolosamente da Tyrion e Jorah nella quinta stagione. Come dice il nome, le lame in acciaio di Valyria provengono da qui, anche se nessuna di queste venne più forgiata dopo la caduta. Un eventuale spin-off racconterebbe gli ultimi anni di regno dei Targaryen prima del disastro, il tutto all’ombra di una profezia che anticipa ciò che sarebbe accaduto. Prendendosi qualche libertà, il tutto potrebbe essere integrato con la storia della guerra dei Targaryen contro l’Impero Ghiscari, che governava l’attuale baia degli Schiavisti.

  • La storia di Nymeria

Arya ha scelto questo nome per il suo metalupo, e una delle figlie di Oberyn si chiama così. Tutto in onore di questo grande personaggio della mitologia di Le cronache del ghiaccio e del fuoco. Centinaia di anni prima degli eventi attuali, la regina guerriera dei Rhoynar conduce il suo popolo ormai sull’orlo del baratro oltre il mare Stretto, da Essos a Westeros. Nella serie Oberyn la descrive come colei che, appena giunta sul continente, ordinò di bruciare 10mila navi per impedire a chiunque di tornare indietro. Ma la sua storia non si esaurisce qui, dato che l’arrivo del suo popolo ha un’importanza cruciale per il futuro di Dorne, tra legami con la Casa Martell e con la Casa Dayne, di cui fa parte la leggendaria “Spada dell’alba”.

  • La conquista dei Targaryen

Difficile pensare che gli autori si faranno sfuggire la possibilità di raccontare effettivamente come la stirpe dei draghi riuscì, muovendo dalla Roccia del Drago, a impadronirsi di Westeros. Aegon il Conquistatore, vissuto appena poche centinaia di anni prima degli eventi di Game of Thrones, assume tratti quasi mitici al pari del suo drago Balerion. In effetti, soprattutto grazie ai draghi, la conquista non fu poi così difficile, ma al pari della serie principale, uno spin-off potrebbe prendersi varie libertà. Anche grazie alla sua maggiore vicinanza temporale, i fatti sono stati esplorati più nel dettaglio dalla mitologia di Martin. Molte le casate coinvolte attivamente, molti gli spunti da sfruttare.