Per una stagione così intensa e ricca di colpi di scena come la sesta di Scandal, gli episodi finali sono sembrati quasi troppo tranquilli se si escludono le scioccanti rivelazioni di Transfer of Power. Non possiamo sapere se gli autori fossero sicuri del rinnovo per un’ultima stagione, ma la sensazione è che questo finale sia stato costruito ad arte proprio per introdurre l’ascesa al potere (e l’ingresso nel lato oscuro) di Olivia Pope, il che è sia eccitante che preoccupante insieme. Eccitante perché, considerate le sue immense capacità, Olivia sarebbe un cattivo di proporzioni epiche, preoccupante perché vedere gli autori tornare sui propri passi e “salvare la sua anima” nella prossima stagione sarebbe in un certo senso deludente. Come dice un detto americano particolarmente calzante in questa circostanza: “go big or go home” (cioè punta in alto o non giocare affatto) e, per quanto ci riguarda, ma soprattutto considerate le azioni di Olivia in questa stagione, noi ci auguriamo che Scandal si chiuda con un’Olivia che dà il peggio di sé e che diventa la rappresentante di ciò a cui si opponeva tanto strenuamente nella prima stagione, quando l’abbiamo incontrata per la prima volta e quando, rispetto al personaggio corrotto e manipolare che è diventato adesso, sembrava un’educanda alla sua prima esperienza in società. Scandal è una serie eccessiva ed impenitente e deve avere il coraggio di portare con onore l’abito che ha deciso di indossare.

Il punto centrale di questo finale, di cui la prima ora è piuttosto noiosa, è che – nonostante le apparenze – Maya (mamma Pope), non si rivelerà la mente dietro alla cospirazione, ma solo l’esecutrice e la vera cattiva di stagione è in realtà Luna Vargas, una rivelazione che, per quanto scioccante, si lascia alle spalle un’enorme scia di domande che purtroppo resteranno senza risposta. Secondo gli autori Luna avrebbe infatti assunto Paeus e Samantha per uccidere il marito perché Cyrus l’avrebbe convinta che in questo modo avrebbe avuto accesso allo Studio Ovale e Cyrus, ovviamente, avrebbe manipolato Luna perché sapeva che Olivia avrebbe scoperto la verità, avrebbe eliminato la signora Vargas e avrebbe chiesto a lui di diventare Vice Presidente. E, allo stesso modo, nell’uccidere il marito e far ricadere la colpa su Cyrus, Luna sapeva che Mellie sarebbe diventata Presidente e avrebbe scelto lei come suo vice. Detta così sembra davvero che le doti di preveggenza di questi personaggi siano sorprendenti. Questo complesso piano, per come ci è stato presentato, fa però acqua da tutte le parti: se davvero Paeus e Samantha lavoravano per Luna, perché Samantha nomina una non ben definita organizzazione ed un capo che avrebbe potuto ucciderla se avesse parlato e perché Luna ha fatto in modo che Paeus organizzasse quegli attacchi terroristici se ormai aveva ottenuto quello che voleva ed era diventata vice presidente? Nonostante la rivelazione che la signora Vargas sia la mente dietro a questa cospirazione suoni quindi un po’ forzata, la scelta si rivela contemporaneamente intelligente, perché evita agli autori il problema di dover introdurre un nuovo cattivo a soli due episodi dalla fine della stagione, azzerando con un colpo di spugna il problema ed evitando di affrontare apertamente le incongruenze a cui questa scelta porta.

Come nella migliore tradizione di Scandal, l’episodio finale è un tripudio di intrecci di cui le donne sono le protagoniste e gli uomini mere comparse grazie a mamma Pope con i suoi sproloqui ed il suo distorto senso di giustizia, a Mellie ed al coraggio con cui si rifiuta di annullare la cerimonia dell’investitura pur sapendo di rischiare la vita, perché questo è ciò che ha sempre sognato e perché quello in cui una donna diventa Presidente è un giorno che merita di essere celebrato ed ovviamente grazie ad Olivia e all’effetto inebriante e devastante che il potere ha su di lei. Transfer of Power non lascia dubbi: Olivia ha pianificato ogni mossa per portare Mellie alla Casa Bianca perché lei voleva il potere e perché, come ammette, se lo merita ed è “giusto” che lo abbia. L’Olivia che ci lascia alla fine dell’episodio è una donna risoluta, che ha il controllo della situazione, con in mano non solo la Casa Bianca, ma anche il redivivo B613, strappato alle mani di suo padre prima e di Fitz poi e questo, come dicevamo all’inizio, è il colpo di scena migliore di tutta la stagione, a patto che gli autori abbiano il coraggio di continuare a far percorre al personaggio questa strada.

Nel frattempo presso la Olivia Pope & Associates, Quinn, Abby, Huck e Charlie sembrano avvicinarsi come non lo erano da tempo e non vediamo l’ora di conoscere la reazione di tutti loro quando verranno a sapere che il B613 è risorto e che Olivia ne è la responsabile. Dobbiamo forse aspettarci un’ultima stagione in cui Olivia si scontrerà contro i suoi stessi gladiatori? Onestamente sarebbe un bel vedere. Nonostante i suoi eccessi e le sue incongruenze questa sesta stagione è stata decisamente più movimentata ed interessante della precedente e, considerata la promessa della Rhimes che il prossimo anno gli autori pianificano di dare tutto quello che anno e non lasciare nulla in sospeso, crediamo che ci aspetterà un congedo dalla serie davvero mozzafiato in cui, lo speriamo, Olivia Pope brillerà in tutta la sua acquisita perfidia.