Il sesto episodio di The Handmaid’s Tale è dedicato in gran parte al personaggio di Serena Joy, interpretato da Yvonne Strahovski, di cui finalmente ci viene concesso di “spiare” la vita pre-Gilead. Avevamo già accennato al fatto che, nonostante il suo atteggiamento nei confronti di Offred, la signora Waterford  fosse vittima, essa stessa, del maschilismo di questa società e oggi veniamo a scoprire che Serena Joy è piuttosto vittima dei suoi stessi desideri e che assieme al marito, ha attivamente contribuito al cambiamento delle cose per come sono adesso, finendo per ritrovarsi imprigionata in una sorta di incubo da lei stessa creato. La donna che abbiamo l’opportunità di conoscere in questo episodio è molto diversa dalla rigida moglie del Comandante, che tollera a stento la sua ancella e la vessa ad ogni occasione possibile: non solo infatti scopriamo che è stata autrice di un libro di grande successo, dal titolo Femminismo domestico, ma comprendiamo anche quale ruolo preponderante ella abbia avuto nella rivoluzione che ha portato al potere il nuovo governo, fino a comprendere che gran parte degli ideali promulgati da Gilead, sono frutto della sua mente.

L’occasione per fare questo tuffo nel passato nella vita di Serena Joy e di suo marito ci giunge con una visita ufficiale da parte dell’ambasciatrice messicana, che arriva a Gilead per promulgare uno scambio commerciale tra le due nazioni. La signora Castillo sembra davvero interessata a comprendere nel profondo la vita di Offred, delle altre ancelle e delle mogli e per farlo non esiterà a porre scomodi quesiti ad entrambe.

Allora aveva immaginato una società come questa? Una società in cui nessuna donna può più leggere il suo libro o qualsiasi altro libro?

In un mondo in cui le donne sono private di ogni libertà, sentire una rappresentante del loro stesso sesso fare una domanda tanto diretta a Serena Joy è quasi spiazzante, soprattutto perché la risposta non sarà facile e l’esitazione nella sua voce sarà indicativa del suo vero d’animo, come non sarà semplice per Offred replicare ad una domanda apparentemente tanto semplice quanto:”Sei felice?
E’ evidente che Offred non è felice, né ha scelto di sua spontanea volontà di essere nella posizione in cui si trova, ma il punto focale della questione è come possa pensare, la signora Castillo – se veramente ha anche il minimo sospetto che le cose a Gilead non siano così ideali come sembrano – che all’ancella sia concesso rispondere se non con una menzogna.

In una posizione molto simile finisce per trovarsi anche Serena Joy, una donna che nel passato aveva con il marito una relazione paritaria ed appassionata, che poteva permettersi di prendere iniziative oggi impensabili con lui, con il quale condivideva un ideale che finirà per rivelarsi controproducente. E’ evidente che quando nel passato la signora Waterford promulgava un’idea di femminismo domestico o promuoveva la sua idea che la famiglia e la procreazione tornassero a diventare ideali portanti della società, pensava che avrebbe avuto un ruolo più importante in questo ideale che stava contribuendo a costruire assieme al marito, ma poi gli uomini hanno preso il sopravvento ed il pensiero dominante è cominciato a diventare che le donne non dovessero occuparsi di questioni importanti, perché distrarle da ciò per cui la natura le aveva create – fare figli – era ciò che, in ultimo, aveva portato il paese quasi sull’orlo dell’estinzione. E in tutto questo il Comandante si è trasformato lentamente da marito devoto in uomo che non è stato nemmeno in grado di difendere i diritti della donna che diceva di amare, ed alla quale doveva molto. Ciò nonostante Serena Joy continua silenziosamente a combattere per tornare, anche se per un breve momento, ad essere la donna intelligente e libera che il marito tanto apprezzava e ci riesce quando l’organizzazione di un’importante festa si rivela la chiave di volta per concludere positivamente gli accordi con l’ambasciatrice Castillo. Ma che tipo di merce dovranno scambiare questi due paesi? Inizialmente Offred crederà ingenuamente al Comandante quando parlerà di arance, ma a farle vedere la verità sarà un’altra ancella, la quale le rivelerà che il vero motivo per cui la rappresentante del governo messicano si trova a Gilead sono loro: le ancelle sono la sola, unica e preziosa merce che possa interessare il resto del mondo.

“Offred: il mio paese
è già morto”

La notizia, ovviamente, sconvolgerà completamente Offred ed il senso di colpa comincerà ad assalirla prepotentemente e le farà comprendere che avrebbe dovuto dire all’ambasciatrice la verità quando le era stato chiesto. Dopotutto la signora Castillo è una donna e se ad una donna parli di abusi fisici e psicologici e di stupro e spieghi che quello che crede essere un Eden è in realtà l’Inferno in terra, lei capirà. Ma nonostante, alla prima occasione, Offred racconti davvero all’ambasciatrice come vivano le ancelle, e per la prima volta dalle sue labbra labbra uscirà la verità in tutta la sua crudezza, nulla cambierà, perché – uomo o donna – la Castillo deve affrontare il drammatico calo delle nascite nel suo paese e l’estinzione è una minaccia così vicina da essere più spaventosa della realtà. Esattamente come Serena Joy, che porta nel cuore il rimpianto di ciò che era nel passato, anche l’ambasciatrice messicana avrà il rimpianto di non poter fare nulla per Offred e per le altre ancelle, perché ci saranno forze più grandi in movimento , che la obbligheranno a prendere certe drastiche e terribili decisioni.

Nell’episodio vediamo anche progredire il rapporto tra Nick e Offred, i due sicuramente si piacciono e si cercano a vicenda, ma rischiano davvero anche molto e anche gli incontri tra Offred e il Comandante prenderanno una piega diversa quando lui le chiederà di baciarlo “come se lo desiderassi davvero“, un altro desiderio che la ribelle protagonista della serie sarà costretta ad esaudire, ma che non le impedirà di lavarsi i denti fino a farli sanguinare subito dopo il gesto.

Nell’episodio viene anche finalmente svelata l’origine dei nomi delle ancelle, che cambia ogni volta che si trasferiscono in una nuova famiglia, anche se purtroppo sarà una rivelazione piuttosto deludente rispetto al libro. Nella versione italiana del romanzo tutte le ancelle si chiamano Difred, Diglen, Dieric cioè “di Fred”, “di Glen, “di Eric” e così via (in inglese appunto “of Fred”, “of Glen, “of Eric”), perché appartengono all’uomo che le accoglie nella loro casa e perché non hanno più una propria identità.