Non è un’impresa facile scrivere quest’ultima recensione dell’episodio finale della prima stagione di The Handmaid’s Tale che, dopo qualche puntata zoppicante, si congeda con un autentico capolavoro in grado di regalare le medesime (se non più forti) emozioni del debutto. Questa serie, non ci stancheremo mai di dirlo, è un esempio di televisione portato ai massimi livelli sotto molti punti di vista, narrativo, di recitazione, di regia e di fotografia, tutto è così maniacalmente curato da sfiorare quasi il parossismo, ma ciò nonostante, guardando lo show, non si ha l’impressione di assistere a qualcosa di costruito o falso, quanto piuttosto ad un opera unica, che merita ogni premio possibile e forse di più. Certo, la stagione non è stata sempre impeccabile ed abbiamo già parlato di quegli episodi che sapevano fin troppo di filler e ci hanno lasciato con qualche dubbio, ma nel complesso c’è veramente poco di questo show che non ci sia piaciuto, come d’altronde è successo con il libro.

In Night, gli eventi si susseguono con un ritmo incalzante, che quasi non lascia il tempo di respirare e certamente ottiene il risultato di incollare gli occhi dello spettatore allo schermo, per non perdere nemmeno una battuta o un battito di ciglia di questa puntata finale. Tutto conta ed è importante in The Handmaid’s Tale, gli sguardi, le parole non dette ed il linguaggio del corpo, fino ad arrivare ovviamente ai dialoghi, che in questo episodio risultano poi particolarmente esplosivi. La prima stagione, inoltre, si chiude con un cliffhanger, che pur essendo un espediente molto usato in televisione, qui ha più l’aspetto di un omaggio al romanzo di Margaret Atwood. Come abbiamo spesso sottolineato, l’autrice ha saputo fare del non detto un’arte ed il fatto che la mente del lettore sia libera di immaginare tutti i possibili soprusi subiti dalla protagonista e dalle altre ancelle, rende l’esperienza di lettura persino più intensa, nella serie invece ci viene mostrato davvero molto, a volte persino troppo  – come il violento schiaffo di Serena Joy a Offred che manda letteralmente la sua testa a rimbalzare contro lo stipite di una porta o la particolareggiata amputazione del braccio del Comandante Putnam, – eppure il finale è l’eccezione che conferma la regola ed il destino di June resta nell’oblio, almeno fino alla prossima stagione. Quello che sappiamo è solo ciò che la protagonista decide di condividere con noi, dopo la notizia che Offred è rimasta incinta, il personaggio sembra infatti subire una trasformazione e, come ci racconterà lei stessa, sarà invasa da un senso di serenità, un sentimento che non sappiamo bene da cosa derivi, se dall’essere in attesa di una nuova creatura, da un senso di accettazione o persino da un desiderio di sfida nei confronti dei suoi aguzzini. Qualunque siano le origini dei sentimenti che prova la sensazione è che Offred ne abbia viste davvero troppe ed abbia raggiunto il suo punto di rottura, il limite oltre il quale non è più disposta ad andare. La Offred che sfida Serena Joy, estasiata dalla notizia della sua gravidanza, è per esempio una donna che non sembra avere più nemmeno la forza di avere paura e che comincerà a rispondere a tutto quello che le accade con una sorta di sorriso, quasi una smorfia sarcastica, che la accompagnerà fino alla fine dell’episodio, come quando dice a Serena Joy:
Credi che abbia pregato per questo? Credi davvero che abbia pregato per far nascere un bambino in questa casa?

La mattina dopo la rivelazione che aspetta un figlio arriva il momento di affrontare gli altri: nonostante il personaggio di Nick non sia uscito molto bene dall’episodio a lui dedicato, nel momento in cui June gli rivela di aspettare il suo bambino, tra i due assistiamo ad un momento di autentica tenerezza, con le loro mani che si allacciano sopra il ventre di Offred. Anche Rita non riesce a trattenere la sua gioia e la coccola in ogni modo possibile senza riuscire ad impedirsi di abbracciarla e lasciarle un piccolo bacio sulla guancia. Poi – naturalmente – c’è il Comandante: in una sorta di giustizia divina (“sia lode“) Serena Joy, venuta a conoscenza del tradimento, non lascerà al marito la soddisfazione di pensare che il figlio che Offred porta in grembo sia suo e nonostante alla fine Fred si renda conto di essere stato manipolato, nonostante la sua illusione di non essere uno stupido, come aveva dichiarato nella scorsa puntata, dovrà arrendersi all’evidenza di aver perso su tutta la linea. Sia con Offred che con la moglie.

La cosa forse più bella di questa serie e la più autentica, almeno dal punto di vista narrativo, è il modo in cui tutti questi terribili eventi sono descritti, ma soprattutto come ci viene raccontata la natura dei diversi personaggi. Si dice che nelle peggiori circostanze si abbia l’opportunità di conoscere il vero carattere degli uomini, ma la verità è che le persone non sono mai completamente buone o cattive: Serena Joy, per esempio, è vittima della sua stessa medicina, è la persona che ha aiutato a scrivere le leggi di Gilead ed è la stessa che deve sottostare silenziosa al volere di un marito meno brillante di lei, è sia la donna che desidera con ogni fibra del suo essere un bambino e che soffre per il tradimento del marito, sia la strega che porta Offred a vedere la figlia, per poi lasciarla rinchiusa all’interno della macchina, disperata ed urlante, senza darle l’opportunità di stingerla a sé e che poi la minaccia dicendole che farà del male al suo bambino se lei metterà in pericolo la vita della creatura che porta in grembo. Così Offred è sia la donna fragile che si sente fuori luogo con un abito succinto ed un trucco sexy, che la ribelle June che sfida l’autorità, così come la zia Lydia è sia crudele che materna, tutto – in sostanza – è in un costante e fragile equilibrio tra giusto e sbagliato, tra luce ed ombra.

“Non avrebbero mai dovuto darci delle uniformi, se non avessero voluto farci diventare un esercito.”

Ogni momento di questo finale di stagione è l’apice di un percorso costruito con sapienza e soprattutto pazienza, una delle scene finali – per esempio – quella in cui tutte le ancelle tornano a casa dopo essersi rifiutate si lapidare la loro amica Janine (risvegliatasi dal coma giusto in tempo per rischiare di essere uccisa in questo modo barbaro per aver minacciato la vita del suo bambino), accompagnate dalle note di Feeling Good, finisce per rivelarsi molto più esaltante ed efficace di quella dell’episodio Nolite Te Bastardes Carborundorum, in cui Offred “vendeva” il rapporto tra le ancelle come un legame solido, con il suo finale “Nolite Te Bastardes Carborundorum, bastardi“. Il gruppo che vedevamo allora, tuttavia, era ancora macchiato dal sospetto reciproco, quello che invece rifiuta di uccidere per mano di Gilead è un vero esercito unito e compatto contro cui nemmeno la temibile zia Lydia ha potuto molto, se non minacciare ripercussioni. Un altro momento molto potente di questo episodio è quello dell’arrivo di Moira in Canada ed il suo successivo incontro con Luke. Ancora una volta Samira Wiley dà un’incredibile prova di sé come attrice: pur non dicendo molto, il suo stordimento, la sua reazione nel ricevere tutti i documenti che le vengono consegnati e che rappresentano sostanzialmente la libertà e la ritrovata possibilità di scegliere per se stessa, ha un impatto davvero incredibile. Come commovente e autentico è il suo abbraccio con Luke, quando l’uomo si presenta nel rifugio presso il quale si trova, dicendole di essere stato avvisato del suo arrivo, perché il suo nome è nella sua lista come membro della sua famiglia. Il ritorno alla normalità per Moira dopo così tante sofferenze è quasi un’emozione troppo forte da provare ed è impossibile non farsi trasportare da ciò che il personaggio sente e l’attrice ha così ottimamente trasmesso.

Per concludere The Handmaid’s Tale non sarà certo una serie leggera, da guardare rilassati sul divano mentre si è distratti da altre incombenze, né è perfetta in ogni suo aspetto, ciò nonostante, se volete provare emozioni forti e contrastanti e se volete farvi trasportare dalla magia di una fotografia ed una regia davvero impeccabili, vi consigliamo vivamente di non perderla, perché raramente uno show televisivo raggiunge questi livelli e quando succede bisogna godersi lo spettacolo.