La cosa più generosa che si possa dire di Riviera, dramma trasmesso in questi giorni da Sky Atlantic con protagonista Julia Stiles nel ruolo della vedova di un ricchissimo magnate russo che perde la vita nella misteriosa esplosione di uno yacht, è che è una serie “estiva“, di quelle senza troppe pretese, che non prova nemmeno ad essere ciò che non è, e cioè un tentativo raffinato di una sorta di moderna Dynasty, una soap-opera ambientata nel patinato mondo dell’opulenta Monaco, tra denaro, aerei privati, collezioni d’arte, ville mozzafiato, segreti rivelati, un’indagine per omicidio e, ovviamente, diverse ed ammiccanti scene di sesso.

“Il denaro non desidera nulla se non essere se stesso, ed è se stesso nella terra del mercato dell’arte, dove compie la missione datagli da Dio: accumulasi”.

Il problema di Riviera, tuttavia, è che nonostante una premessa che avrebbe potuto fare della serie un interessante thriller, soffre per i dialoghi scontati e vuoti ed un’atmosfera patinata e noiosa, che non fa nulla per creare quel senso di suspense che la storia richiederebbe. Per quanto, come accennavamo, la Stiles renda bene nel personaggio della vedova sinceramente afflitta, ma non per questo indifesa, il modo in cui la storia è condotta rende difficile provare un qualsiasi senso di pietà o anche solo interesse per i protagonisti: il figlio maggiore Adam (Iwan Rheon) sembra solo un ragazzino drogato che si riempie la bocca di parole vuote e che si trova improvvisamente a gestire una situazione al di sopra delle proprie capacità, del carattere di Christos (Dimitri Leonidas), il secondogenito, sappiamo poco o nulla, tanto da rimanere sostanzialmente indifferenti e la fragile e travagliata Adriana (Roxane Duran) sembra solo un’anima perduta, incapace di difendersi dalla vita. Il personaggio probabilmente meglio riuscito è quello di Irina una donna forte e caparbia che ha evidentemente aiutato l’ex marito a diventare l’uomo che era prima che morisse. Già dopo pochi minuti dall’inizio dell’episodio pilota e dopo una sola scena condivisa tra Georgina (Julia Stiles) ed il marito Constantine (Anthony LaPaglia), che sembrano essere piuttosto affiatati, assistiamo alla morte di quest’ultimo, ospite di un party a bordo di un lussuoso yacht. Il tempo per comprendere quale tipo di legame esistesse tra i due è piuttosto ristretto e nonostante la Stiles faccia un ottimo lavoro nel rendere il dolore trattenuto del personaggio, questo poco tempo a disposizione non aiuta il pubblico a relazionarsi con la perdita della protagonista. Quasi da subito, con il corpo della vittima metaforicamente ancora caldo, cominciano infatti a sorgere i primi sospetti sulla morte di Constantine, con Georgina che scopre di sapere molto poco sulla vita del marito, sul suo impero economico e sui suoi loschi affari. La donna, una ex brillante esperta d’arte, non si lascia investire inerme dagli eventi e finisce per cominciare a scavare nei tanti segreti del marito per scoprirne le ragioni della morte, il tutto mentre cerca di affrontarne la perdita al fianco dei tre figli di lui, avuti da un precedente matrimonio – il maggiore che lavora nel mondo della finanza, il secondogenito che sembra aver avuto diversi conflitti con il padre ed, infine, la figlia, una ragazza con evidenti problemi emotivi. A chiudere la cerchia della famiglia Clios troviamo infine l’ex moglie Irina (Lena Olin) la quale, almeno nei primi due episodi, invece di rappresentare il cliché della ex moglie tradita e rancorosa, sembra fare squadra con Georgina, non fosse altro per proteggere l’ingente patrimonio di famiglia e quindi l’eredità dei figli.

Che Riviera d’altronde fatichi ad attrarre – nonostante i paesaggi mozzafiato e l’ambientazione certamente spettacolare – può essere spiegato in parte anche dalle parole del suo stesso co-creatore, Neil Jordan, il quale, in un’intervista con The Guardian ha preso una prudente distanza dalla serie:
Non posso dire di sentirla mia. Se avessi avuto il controllo della serie sarebbe stata molto diversa, con mio grande stupore e sconcerto ci sono stati molti cambiamenti, hanno aggiunto diverse scene di sesso nella storia e molti dialoghi descrittivi, una cosa a cui ho fatto grandi obiezioni“.
Obiezioni che, infine, hanno portato ad un divorzio consensuale tra la produzione e Jordan, che si è distaccato dal progetto dopo che i primi due episodi della serie sono stati pesantemente modificati. La critica non è stata meno tenera con Riviera che è stata descritta persino come una “brutta telenovela con dei super yacht“.

Le restanti otto puntate di Riviera verranno trasmesse in Italia a due a due, ogni lunedì su Sky Atlantic.