The Mist è affascinante, a modo suo. Sbagliato, molto sbagliato, ma affascinante. Perché prende tutto ciò che sappiamo su un certo tipo di intrattenimento e tutto ciò che ci aspettiamo di vedere oggi in tv, e lo ribalta con una costanza quasi ammirevole. Nulla ha senso, nulla ha un peso specifico né nella storia né nelle caratterizzazioni dei personaggi. Si svolge (non svolgendosi, dato che tutto è bloccato in una stasi) una storia che non ha barriere, limiti, filtri, che getta tutto sul tavolo senza preoccuparsi della coerenza interna. Over the River and through the Woods, settimo episodio della stagione, segna nuove vette (insuperabili? Chissà) in questa straniante operazione televisiva.

Non è tanto quel che succede, che in fondo non è altro che una ripetizione scostante di situazioni già viste e di personaggi che esplodono rabbiosamente, quanto come succede. Prendiamo questa situazione: Padre Romanov tenta il tutto per tutto per riprendere contatto con i propri fedeli, ormai irretiti dalla follia di Nathalie. Si avvicina alla donna e le propone di uscire fuori dalla chiesa con lui per affrontare a viso aperto la nebbia. Si tratta di un momento che dovrebbe portare alla luce la natura più intima dei personaggi, e magari svelare qualcosa sul senso profondo della minaccia opprimente sulla città.

Nathalie accetta, si spoglia completamente, e i due escono fuori. Fanno pochi passi quando ecco che dalle nebbie misteriose emergono i quattro cavalieri dell’apocalisse. Le preghiere di Padre Romanov non servono a nulla mentre viene colpito da una freccia e trascinato via tra le urla. Nathalie è libera di tornare in chiesa. Cosa si può dire di un momento così? Poco, se non questo: non è così divertente come potrebbe sembrare. Mettendo da parte l’orrore e altre velleità da dramma impegnato (abbiamo anche una sottotrama sulla disintossicazione in questo episodio), il problema di The Mist è che è talmente grigio e svogliato da non riuscire nemmeno a divertire per contrasto.

Troppo seriosamente vengono poste questioni di vita o morte, tra salvataggi in extremis, personaggi di cui non sappiamo nulla ma che hanno immensi problemi e altre situazioni al limite.