I nostri lettori Eugenio Giuffrida e Federico Cirasa, grandi fan dello scrittore George R. R. Martin (autore di Game of Thrones), ci hanno inviato un dettagliato resoconto di un evento in Slovenia al quale hanno partecipato il 22 giugno (partendo addirittura dalla Sicilia): la presentazione di A Feast for Crows (appena tradotto in edizione locale) e un incontro con i fan. Inoltre, hanno intervistato lo scrittore, che ha parlato del nuovo libro – A Dance with Dragons – e della serie televisiva della HBO, la cui prima stagione (appena conclusasi negli USA) andrà in onda in Italia a novembre.

Potete leggere l’intero resoconto qui sotto, subito dopo le foto che ci hanno inviato:

Il 22 giugno George R.R. Martin si è recato in Slovenia per partecipare a due importanti eventi: una conferenza stampa presso il Best Western Hotel Slon della capitale Lubiana per la presentazione di “A Feast for Crows”, solo di recente tradotto in sloveno, e un incontro con i fan presso la libreria “Mladinska knjiga” di Capodistria. Sono stati trattati diversi argomenti, tra cui l’imminente uscita di “A Dance with Dragons”, l’ormai conclusa prima stagione di “Game of Thrones” e più in generale la nascita e conseguente evoluzione della saga de “Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco”.

Nonostante il personale dell’albergo non fosse inizialmente a conoscenza della conferenza (la Slovenia, con una popolazione di circa 2 milioni di abitanti, è uno dei Paesi più piccoli in cui la saga è stata tradotta, NdR), questa ha avuto luogo regolarmente. Erano presenti circa 30 persone, la maggior parte delle quali giornalisti, il traduttore e l’editore sloveno nonché un piccolo stand in cui era possibile ricevere gadget e copie gratuite dei suoi libri, questi ultimi chiaramente in lingua slovena. In libreria l’affluenza è stata maggiore: un centinaio di fan si sono riuniti in attesa di potersi confrontare con il loro scrittore preferito. In entrambi gli incontri non sono mancate le occasioni per numerose domande, fotografie e autografi.

Uno degli argomenti trattati con maggiore interesse ha riguardato la prima stagione da poco conclusa di “Game of Thrones”. Si è parlato innanzitutto del casting e del ruolo di Martin all’interno dello show il quale ha tenuto a precisare che, sebbene ufficialmente sia il Co-Produttore Esecutivo, lui si considera quasi esclusivamente un consulente. Non presiede infatti a tutte le audizioni ma visiona solo quelle approvate dalle varie agenzie di casting situate in vari Paesi del mondo (Londra, Belfast, Los Angeles e Australia, per citare alcune delle sedi dei casting). Il percorso che gli aspiranti attori devono affrontare per ottenere la parte è lungo e arduo: Martin ci spiega che ad esempio se a 5.000 candidati viene chiesto di ripetere una semplice frase come “Yes, my lord” solo 50 vengono ammessi alla fase successiva, durante la quale il numero si riduce a una dozzina, e solo allora si registrano i provini che verranno poi sottoposti al suo giudizio. Raramente questa procedura viene condizionata dall’emittente televisiva HBO, la quale lascia ampio margine di scelta a Martin e ai produttori Daniel B. Weiss e David Benioff. Ovviamente non tutti gli attori sono chiamati a seguire questo iter, come nel caso di Sean Bean, il quale è stato subito ritenuto perfetto per il ruolo di Ned Stark. Lo scrittore ha poi ironizzato sul fatto che, oltre alla già difficile ricerca degli attori adatti, possono capitare diversi inconvenienti, come una telefonata di Peter Jackson che richiede un attore particolare per il suo prossimo lavoro cinematografico “Lo Hobbit”.

Si è parlato anche del limitato budget della serie (scherzando ha anche chiesto se in sala ci fosse qualche milionario intenzionato ad investire nello show). Gli attori ovviamente non sono pagati tutti allo stesso modo e dopo aver superato il casting bisogna poi mettersi d’accordo per i vari compensi. George ha ribadito che la saga non è stata scritta con l’idea che un giorno potesse essere trasposta su schermo perché “[…] quando immaginavo la Barriera alta centinaia di metri, draghi enormi e eserciti composti da migliaia di soldati non mi preoccupavo dei problemi logistici derivanti da una resa cinematografica. La realtà è un limite con cui uno scrittore non deve relazionarsi, nei miei libri. L’unico confine è l’immaginazione e quando immagino qualcosa di enorme non devo preoccuparmi di quantificare, come mi viene spesso richiesto dai produttori”.

A breve dovrà inoltre dedicarsi interamente alla stesura dell’episodio riguardante la Battaglia delle Acque Nere, in cui dovrà riuscire a coniugare una battaglia dalle dimensioni epocali con un budget limitato. Conclude l’argomento rivelando di non aver ancora visto l’ultimo episodio e di non poter quindi commentare le voci che vedono Jerome Butler nei panni di Stannis Baratheon.

Tante sono state le domande riguardanti i libri e la saga e di seguito le riassumeremo.

D: Come spieghi il fatto che il continente di Westeros sia privo dell’evoluzione propria di una civiltà e che sia bloccata nel Medioevo da millenni?
R: Questa domanda ha due risposte. La prima è che alcune civiltà davvero esistite, come ad esempio gli Egizi o i Cinesi, sono rimaste per secoli senza un effettivo progresso. Intere dinastie si sono susseguite senza grossi cambiamenti. La seconda risposta è che non bisogna credere a tutto ciò che c’è scritto nei libri in generale, per esempio nella Bibbia ci sono personaggi che hanno vissuto più di cento anni,ma è realmente così o è una diceria che si racconta da generazioni? Allo stesso modo,  nei miei libri ho voluto intenzionalmente lasciare che la storia del passato di Westeros si perdesse in miti e leggende cosicché essa rimanga incerta.

D: Come fai a rendere i tuoi banchetti così vividi? Sembra quasi di assaporare le pietanze che descrivi.
R: Ho letto molti libri di usi e costumi medievali, mi sono ampiamente documentato riguardo le vere tradizioni dei banchetti e dei tornei perché ho sempre amato questo mondo. Nei miei libri cerco  però di mescolare gli elementi reali con quelli provenienti dalla mia fantasia.

D: Ci parli di “A Dance with Dragons”, il nuovo libro che uscirà il 12 Luglio in UK e USA?
R: Ciò che posso dirvi è che gli eventi narrati avranno luogo contemporaneamente a quelli narrati in “A Feast for Crows” e che ci saranno tre personaggi principali che occuperanno più del 50% del libro, ovvero Tyrion, Jon Snow e Dany e ci sarà spazio per altri personaggi “minori”. Inoltre se qualcuno ha scritto che l’ultimo libro era particolarmente perverso e oscuro, aspettate di leggere questo.

D: Quando ti dedicherai alla stesura di “The Winds for Winter”?
R: Devo prima tornare da questo viaggio, poi finire la scrittura della battaglia delle Acque Nere, guardare le audizioni per i nuovi personaggi della seconda stagione, finire il quarto libro della serie DUNK&EGG. A proposito di ciò, volevo inizialmente chiamarlo “Femme fatale”, ma ho optato invece per Dangerous Women dopo essere stato consigliato dal mio editore perché secondo lui molti non ne avrebbero capito il significato. Dovrò poi partecipare ad una serie di eventi e convention in America per la presentazione di ADWD e infine potrò forse iniziare a dedicarmi a “The Winds for Winter”.

D: Molti hanno definito la tua saga un fantasy per lettori non amanti del fantasy. Quali sono le tue opinioni in merito?
R: Ai tempi, era il 1991, stavo lavorando per Hollywood quando mi venne in mente un racconto e cominciai a scriverlo. Improvvisamente mi si formò la vivida immagine del primo capitolo in cui Bran trova i cuccioli di meta-lupo e fino alla fine dell’estate non feci altro che scrivere abbandonando il precedente racconto. A quel punto però gli impegni di Hollywood mi sottrassero tanto di quel tempo che dovetti abbandonare anche questo. Ci ritornai nel 1994 e, fu l’unica volta in cui ripresi un lavoro abbandonato, l’idea iniziale era quella di scrivere un racconto che non avesse i tipici tratti fantasy quali la magia, draghi e poteri soprannaturali. Al momento di scegliere la copertina del primo libro, l’editore optò per una copertina prettamente fantasy, con castelli, cavalieri, spade e stendardi. Dopo le prime critiche, la copertina della seconda edizione venne stampata di colore grigio raffigurante solo il trono di spade. Alla fine il target è diventato più chiaro e gli amanti del fantasy sono rimasti soddisfatti.

D: Cosa rispondi a chi trova delle incongruenze all’interno dei tuoi libri?
R: Innanzitutto non dico di non commettere errori, cerco di non farne ma è normale che succeda. Spesso mi è stato contestato il fatto che alcune cifre riguardanti eserciti o battaglie varino da libro in libro… Beh, ti posso dire che questi non sono errori ma sono scelte volontarie. Ti faccio un esempio: se vai a leggere nei libri di storia la guerra dei Cent’anni, troverai che a seconda del punto di vista, francese o inglese, i numeri degli eserciti e delle battaglie, se non perfino gli esiti, variano. Questo è un aspetto che non trascuro e ho cercato di ricrearlo all’interno dei miei libri.

D: Come ti vengono in mente i personaggi?
R: Molti scrittori a questa domanda rispondono che i personaggi comunicano con loro oppure altri ricevono ispirazioni divine… Io non so qual è la mia fonte di ispirazione, ma i miei personaggi sono sicuramente frutto di qualcosa fuori dal mio controllo, come l’inconscio.

D: Hai sempre pensato di inserire i draghi nella tua saga?
R: All’inizio potevo scegliere di impostare la saga in tre maniere diverse. Nella prima non avrei inserito nella saga nessun elemento soprannaturale; nella seconda non vedevo i draghi realmente esistenti, ma vedevo una manifestazione psichica dei loro poteri nella famiglia Targaryen, qualcosa che avesse delle caratteristiche Sci-Fi, con capacità di controllare il fuoco e roba simile. La terza, che è quella che ho infine scelto sotto consiglio di Melinda Snodgrass, a cui ho dedicato uno dei miei libri, è stata quella di creare dei draghi in carne e ossa.

Sono poi seguite una serie di domande meno impegnative riguardo le sue preferenze:

D: Qual è il tuo personaggio preferito?
R: Quello che più si avvina al mio modo di essere è Tyrion Lannister, anche se io sono un po’ più alto.

D: Chi vorresti essere tra i tuoi personaggi?
R: Vorrei avere l’arguzia di Tyrion, l’abilità e la bellezza di Jaime e di sicuro mi farebbero comodo i draghi di Dany.

D: Chi porteresti in vita per una giornata?
R: Partendo dal fatto che HBO li ha già portati in vita tutti, di sicuro sceglierei Daenerys, la trovo molto carina, o anche Shae oppure Asha, la cui corrispettiva interprete nella serie mi ha colpito molto.

D: Sai come va a finire tutto?
R: Certo, ma non ve lo dico.

Alla fine delle domande siamo riusciti ad avvicinarlo per fare una foto e scambiare due parole e non sono mancati momenti comici come la sua esclamazione “Holy Shit!” dopo aver appreso che eravamo partiti dalla Sicilia per seguirlo fino in Slovenia. Prima di salutarci ci ha anche rivelato che ha intenzione di venire presto in Italia, addirittura dovrebbe presenziare al LuccaComics insieme al cast dello show, e qualora dovesse essere cosi noi saremo sicuramente li. E voi?

Eugenio Giuffrida e Federico Cirasa