“And who are you, the proud lord said,
That I must bow so low?
Only a cat of a different coat,
That’s all the truth I know.
In a coat of gold or a coat of red,
A lion still has claws,
And mine are long and sharp, my lord,
As long and sharp as yours.
And so he spoke, and so he spoke,
That lord of Castamere”

The Rains of Castamere

Gran bella famiglia gli Stark.
Affiatata, con un elevato senso dell’onore e dell’appartenenza tanto a una determinata casata, quanto a un determinato luogo.
Particolarmente votata all’amore fraterno.
Ci sarà sempre uno Stark a Grande Inverno!”.
Tutta roba che a Westeros conta fino a un certo punto, almeno a giudicare dalla fine fatta dai parenti di Eddard Stark alla fine della terza stagione del kolossal HBO trasmesso da Sky in Italia.
Mi rendo conto che su una buona fetta di pubblico la rettitudine morale di Robb and co. possa esercitare un certo fascino, ma personalmente, con la dovuta eccezione di “Fuck Off” Joffrey Baratheon, trovo inevitabilmente più carismatici i Lannister e le loro macchinazioni ordite dai saloni del palazzo reale di Approdo del Re.
Perché perdere tempo in attività così becere e triviali condotte a fil di spada quando si può comodamente imbastire una congiura, un agguato o una strage ai danni del proprio rivale mentre si sta comodamente seduti dietro una scrivania? Tywin Lannister c’insegna proprio questo.
Bisogna ottimizzare sempre e comunque evitando di perdere inutilmente tempo ed energie.
Oltretutto, per restare in tema di gusti personali, malgrado i pericoli che si possono correre a King’s Landing nel momento in cui viene pronunciata una parola fuoriposto ascoltata dall’ultima persona che dovrebbe udirla, a livello climatico, sole, caldo e mare sono sempre alquanto invitanti.
Senza nulla togliere all’algida bellezza dell’Irlanda del Nord, aver avuto la possibilità di effettuare un tour delle location del Trono di Spade a Dubrovnik e dintorni fra la fine di luglio e l’agosto dello scorso anno è stata un’esperienza particolarmente gradita per la quale ringrazio, a nome mio e della redazione, l’Ente Turistico Croato.
Con l’approssimarsi dell’uscita in home video della terza stagione e col debutto televisivo della quarta sempre più vicino, è finalmente giunto il momento di raccontarvi le mie peripezie alla corte dei Lannister.

Hear me Roar

La giornata comincia con una corroborante colazione consumata in riva al mare presso la baia di Lapad, a quindici minuti di macchina dal centro storico di Dubrovnik. Per quanto, per mia fortuna, sia abituato ad ambienti marittimi di un certo livello paesaggistico considerato che risiedo a cinque minuti da quel paradiso in Terra noto come promontorio del Conero, tutte le volte che mi ritrovo ad ammirare la limpidezza cristallina – e ad “assaggiare” la temperatura gelida – del mare dei miei dirimpettai, non posso che restare ammirato dallo spettacolo.
Terminato di sfamare lo stomaco con le pietanze del buffet e di corroborare lo spirito con la contemplazione dello splendido panorama, raggiungo la lobby dell’albergo, luogo d’incontro con la guida dell’ufficio turistico croato e il driver.
Dopo i convenevoli di rito, mai così sinceri visto il mio amore genuino verso una nazione che ho avuto modo di visitare innumerevoli volte, l’autista – uno di quelli che durante la lavorazione del serial si occupa di condurre da un punto a un altro della zona Peter Dinklage e soci – ci accompagna all’arboreto di Trsteno, situato a circa 20 chilometri da Ragusa. Lungo il tragitto, passiamo nei pressi del porto turistico di Dubrovnik dove vedo, ormeggiata, una caravella. Strabuzzo gli occhi e la guida, compiaciuta, “L’hai riconosciuta subito eh? Sì, è una delle due imbarcazioni ispirate a quelle d’epoca che abbiamo qua e che sono state usate dalla HBO per la scena in cui Dito Corto lascia King’s Landing e in quella in cui Daenerys Targaryen attraversa il mare mentre i suoi draghi volteggiano intorno alla barca”.
Il viaggio parte all’insegna degli auspici più ottimi e, una quindicina di chilometri dopo, arriviano a Trsteno.
Questo incantevole e lussureggiante parco, con i suoi 500 anni di vita, è nato per desiderio della famiglia Gozze (Gucetic) fra la fine del 1400 e l’inizio del 1500 ed è, oggi, l’unico arboreto (con piante originarie della zona e non, portate dai capitani di svariate imbarcazioni su richiesta del nobile prima e nel corso dell’800 e ‘900 poi) situato sulla costa adriatica croata. Eretto in pieno rinascimento da Ivan Marinov Gucetic con lo scopo di trasformare la villa e l’annesso giardino nel centro del pensiero umanistico di Dubrovnkik, l’arboretum, nella sua superficie di 28 ettari, riunisce ora il giardino rinascimentale con la magione signorile, il giardino neoromantico, l’oliveto, la vegetazione del bosco di roverella, di pino alepe e cipresso, nonché la macchia mediterranea.
Nonostante i danneggiamenti subiti durante la Guerra d’Indipendenza Croata degli anni novanta, lo spettacolo che si para d’innanzi agli occhi dei visitatori è difficilmente descrivibile a parole. Anche senza alcun rudimento di agronomia o scienza forestale, è arduo non restare ipnotizzati dall’eterogeneità della flora.
Poi, naturalmente, non bisogna trascurare il “fattore geek”. Camminare lungo i sentieri della rete ortogonale che costituiscono la “passeggiata” all’interno dell’area, equivale a ritrovarsi catapultati nei giardini di Approdo del Re, la sede dei pacati, ma spietati, scambi di opinione fra Lord Varys e Dito Corto; affacciarsi sul padiglione situato d’innanzi alla villa significa sentir rieccheggiare le parole di Lady Olenna e Sansa Stark; scendere i gradoni che conducono in riva al mare vuol dire ripercorrere gli stessi passi di Margaery Tyrell e la già citata Sansa.
Ed è proprio in riferimento a questa scena che la guida mi racconta un aneddoto buffo:
Considera che la HBO viene a girare, in genere, dalla fine di agosto fino alla fine di settembre quando ormai non siamo più in alta stagione, ma qua, comunque, c’è ancora un discreto quantitativo di turisti e di traghetti che fanno avanti e indietro. Il giorno in cui dovevano lavorare alla scena con Natalie Dormer e Sophie Turner, oltre alla faticata di dover fare tutta questa strada con le attrezzature tecniche e le macchine da presa sotto il sole, hanno finito per ultimarla al tramonto perché ogni volta che stavano per ottenere del girato utilizzabile… passava un traghetto o una barca a vela!”.
Indubbiamente, nel periodo in cui la HBO va a girare da quelle parti le temperature sono più miti e non c’è il caldo elevato a complicare le cose, ma non è comunque una situazione all’insegna della comodità.
Personalmente, dopo una lunga passeggiata fatta intorno alle 10.30 di mattina col sole perpendicolare sulla mia testa e con una temperatura di circa 36 gradi, posso dire di aver particolarmente apprezzato il frigo bar della navetta Mercedes che mi ha poi accompagnato nel centro storico di Dubrovnik.

La gallery di Trsteno

Hidden street, Hidden Path

“Aspetta, prima di entrare nella città vecchia, seguimi in questa viuzza. Sono sicura che apprezzerai”.
Dopo una breve tappa all’Ente Turistico di Dubrovnik situato giusto al di fuori della splendida Porta Pile – uno degli accessi agli imponenti bastioni della città – dove ho potuto conoscere la direttrice dell’ufficio che ha organizzato il tour delle location, la mia guida mi rivolge esattamente le parole riportate qua sopra.
In una vera e propria gara di entusiasmo col sottoscritto perché, trattandosi evidentemente di una persona che ama il suo lavoro, non aveva potuto fare a meno di notare le mie ripetute espressioni ricolme di genuino stupore e ammirazione nell’osservare luoghi e panorami conosciuti a menadito grazie alle reiterate visioni degli episodi dello show targato HBO.
La seguo giù per una piccola scalinata quasi invisibile posta nella parte posteriore della piccola piazzetta antistante a Porta Pile.
Una piccola svolta a destra in un vicolo e, dopo pochi metri, i miei occhi si spalancano oltre i limiti di ciò che è normalmente consentito a delle palpebre umane.
Quello che si para dinnanzi a me è un mix spiazzante di sfondi usati per alcuni momenti a dir poco topici di Game of Thrones. Davanti c’è un lungo molto di pietra, lo stesso in cui la povera Ros tenta di mettere in guardia la sprovveduta Sansa Stark sulla pericolosità di Dito Corto.
A destra, il possente Forte di Lovrijenac (le cui mura raggiungono i 12 metri di spessore nelle parti esterne esposte al mare), usato come location per alcune scene di dialogo fra Lord Tyrion Lannister e Ser Bronn.
A sinistra, inondata dal sole e dal riverbero della luce sulle limpide acque del mare adriatico, la spiaggia su cui è stata girata la Battaglia delle Acque Nere.
La guida mi osserva con fare compiaciuto e, prima di accompagnarmi all’interno della Fortezza, sottolinea:
“Immagino che non ci sia bisogno che io vada a specificare cosa è stato filmato in questi posti, vero?”.
Per la serie, giornalisti che si fanno leggere come un libro aperto…

La bianca Dubrovnik

Terminata la visita al Forte di Lovrijenac, ci dirigiamo verso la Porta di Pile per entrare nella città vecchia.
E’ a questo punto che mi viene spontaneo chiedere all’accompagnatrice “Ma perché non tenete esposti tutto l’anno i blasoni dei Lannister sulle antiche porte? Immagino che i turisti apprezzerebbero alquanto”.
Purtroppo però, lei sottolinea come, malgrado l’incremento sostanziale dell’afflusso di visitatori che si recano a Ragusa proprio per motivazioni collegate alla serie, questa parte “imprenditoriale e promozionale” non è ancora sviluppata a dovere. Manca un approccio più “americano” allo sfruttamento di questo “tesoro mediatico”.
La chiacchierata finisce poi in ambiti più faceti e inizia a descrivermi quanto Dubrovnik tenda a diventare un luogo abbastanza surreale quando la troupe della HBO è in città per la produzione del Trono di Spade:
“Delle scene memorabili: vedi orde di turisti in costume e pantaloncini corti che entrano dalla Porta mentre, insieme e accanto a loro, passano dei cavalieri tutti sporchi di trucco, con ferite ed escoriazioni fatte col make up. Quelli della HBO ci provano a chiedere alle persone di non fare le foto, ma è fisicamente impossibile che non accada!”.
Varcata la Porta di Pile, ci dirigiamo verso uno dei punti di accesso alla passeggiata delle mura; nonappena la guida recupera i pass in biglietteria, la mia pressoché totale mancanza di conoscenze in ambito calcistico mi garantisce una pessima figura con l’addetto dell’ingresso. In perfetto italiano mi chiede:
“Ah, sei di Ancona. Ti metto alla prova: quale famoso giocatore di calcio ha origini marchigiane, di Recanati per l’esattezza?”.
Abbozzo un classicissimo sorriso di circostanza e faccio notare che di pallone e dintorni ne so veramente poco.
“Vergognati, che marchigiano sei! Vorresti dirmi che non sai che i nonni di Lionel Messi sono della tua regione? Mi sa che non ti faccio passare…”
Ignoranza calcistica a parte, comincia il tour sulle Mura. La vista, come potete constatare purtroppo solo parzialmente dalle foto, leva il fiato. Il rosso dei tetti spicca sul marmo bianco della città: in buona parte sono stati ricostruiti e ristrutturati dopo il sanguinoso conflitto che ha portato alla separazione delle regioni della Ex-Jogoslavia negli anni novanta. Oltre all’altezza che, in alcuni punti, raggiunge i 25 metri, a colpire è il gargantuesco spessore delle pareti fortificate: varia dai 6 metri delle aree esposte agli attacchi da terra ai 4 dei settori che si affacciano sul mare. Le minori dimensioni di questa parte sono giustificate dall’ulteriore protezione offerta dalla parte rocciosa su cui va inerpicandosi la città. Nella galleria fotografica potrete constatare come lo scheletro della silhouette di Approdo del Re sia ben visibile. Naturalmente i maghi degli effetti speciali inseriscono poi quel tocco fantasy in più con delle aggiunte scenografiche di sicuro impatto.
Parlando di altezza, uno dei punti più scenografici di tutta Dubrovnik è la Torre di Minceta. E’ qui che Daenerys si reca a cercare i suoi draghi, rubati dall’inquietante mago Pyat Pree mentre la Madre dei Draghi è “ospite” a Qarth.
Dopo due ore di passeggiata a cavallo dell’ora di pranzo con una temperatura ormai prossima ai 40° e la luce del sole che si rifletteva ovunque grazie al candore del marmo ci rifocilliamo rapidamente in un ristorante prima di partire per la nuova tappa del tour.
Un particolare che ricordo con estremo piacere di quel pranzo è il ventilatore con nebulizzatore di vapore acqueo che avevo puntato addosso. Idee che andrebbero importate anche dalle nostre parti.
Prima di partire per Lokrum, ci addentriamo nelle strade di Dubrovnik. Curiosando nella nostra galleria fotografica, non faticherete a riconoscere gli scorci delle vie cittadine di Approdo del Re.

La gallery di Dubrovnik

Dracarys e pavoni

Il mio destino e quello della cortesissima e preparatissima guida si dividono al Porto Vecchio di Dubrovnik, nel momento in cui mi accingo a salire a bordo del bus traghetto che fa da spola fra la città e l’Isola di Lokrum.
Questa gemma dell’Adriatico popolata da una numerosa colonia di pavoni estremamente avvezzi alla presenza umana ha fornito gli scenari per la città e il mercato di Qarth nella seconda stagione del serial, più che altro di quei passaggi, come quello ambientato nel bazar appunto, che non sono stati creati digitalmente. A fornire il setting per queste sequenze il giardino botanico e il Forte Benedettino.
Gli interni del Fort Royale sono visibili nella puntata già citata del “ratto dei draghi”. E’ proprio qua che Daenerys dà il benservito a Pyat Pree. Purtroppo, nella nostra galleria fotografica, non troverete immagini di questa location dato che le vie d’accesso, neanche a farci apposta, erano chiuse perché a rischio… d’incendio!
Una volta tornato in città ho concluso il tour delle location con un viaggio di andata e ritorno sulla funivia di Ragusa e ho potuto osservare “Approdo del Re” e “Qarth” da una posizione “insolita”.

La gallery di Lokrum e della funivia

BAD Network ringrazia per il supporto logistico e l’ospitalità l’Ente Nazionale Croato per il Turismo e Jelka Tepsic del Dubrovnik Tourist Board. Per maggiori dettagli sulla Croazia e Dubrovnik ecco il sito ufficiale dell’Ente Nazionale Croato per il Turismo e quello del Dubrovnik Tourist Board.