I’ll be there for you/when the rain starts to pour…

Per dieci anni queste sono state le parole che hanno accompagnato la trasmissione di una delle più popolari sitcom di tutti i tempi, sottofondo indimenticabile di una opening che vedeva sei ragazzi gettarsi in una fontana, scherzare, ballare e poi infine ritrovarsi tutti insieme su un divano. L’immagine quindi virava sul nero, e l’ultimo episodio di Friends aveva inizio. Erano gli anni in cui Hercules e Xena riscrivevano a colpi di spada la mitologia e la storia classica, in cui Sunnydale era la bocca dell’inferno sulla Terra, in cui un trio di sorelle combatteva i demoni a San Francisco. E in tutto questo Friends c’era ovviamente, e giocava un ruolo di primo piano nel segnare il passaggio di millennio per il piccolo schermo. Lo show creato da Kevin Bright, David Crane e Marta Kauffman per la NBC è una vera pietra miliare della storia della tv, che ricordiamo a dieci anni esatti dalla trasmissione del series finale.

Il nucleo di personaggi storici che gravitavano intorno al Central Perk di New York non avrebbe bisogno di presentazioni. Sei amici, tre ragazzi e tre ragazze, uniti da parentela, dagli studi o semplicemente dal caso, che diventeranno coinquilini, confidenti, amici. E negli anni ci sarebbe scappato anche più di un matrimonio. Si tratta del palentologo nerd-prima-che-andasse-di-moda Ross (David Schwimmer), di sua sorella Monica (Courteney Cox), della bella Rachel (Jennifer Aniston), del contabile (?) Chandler (Matthew Perry), della sognatrice Phoebe (Lisa Kudrow) e dell’aspirante attore Joey (Matt LeBlanc). Tra canzoni improbabili, professioni mai completamente svelate, amori segreti e semplici esperienze di vita, Friends racconta l’esistenza di questo piccolo gruppo di personaggi che affrontano una delle parentesi più importanti e decisive, quella che segna il passaggio dagli studi al mondo del lavoro e alla creazione di una famiglia.

Il successo immediato e inalterato di Friends poggia su un assunto molto semplice: la credibilità e l’immedesimazione nelle situazioni. Che questa possa essere raggiunta da una normale comedy multicamera – di quelle con set ristretti, pubblico in studio e risate registrate – può sembrare un paradosso, eppure era davvero facile entrare in sintonia con il clima di serena idiozia che dominava nel gruppo e quindi sentirsi parte di esso, ritrovarsi in quei momenti. I tormentoni e le battute ricorrenti anche a distanza di anni, i piccoli segreti e le confidenze, i litigi interni e il legame di fronte alle difficoltà esterne: tutto questo raccontato tramite una discreta dose di follia, con dialoghi e situazioni surreali, ma anche con uno slancio sincero e forte che faceva arrivare ogni momento allo spettatore. E d’altra parte non è un caso che tutti gli episodi originali abbiano come prime parole del titolo “The one with…”, ossia “Quella volta che…”, come se tutto ciò che vediamo sia già trascorso e assimilato, diventando l’ennesimo ricordo condiviso della grande storia del gruppo (How I Met Your Mother avrebbe ripreso e sviluppato il concetto).

E tanto per fare un altro riferimento ad una comedy del presente, se il 90% degli spettatori di The Big Bang Theory potrebbe indicare senza troppi problemi Sheldon Cooper come suo preferito, è difficile che lo stesso accada con Friends. Manca il personaggio capace di oscurare tutti gli altri, e al tempo stesso manca l’anello debole. Così su due piedi potrebbe essere Phoebe, ma basterebbe ricordare alcune perle cantautorali lasciate ai posteri come Gatto Rognoso per ripensarci. E a quel punto è un attimo ad aprire il cassetto dei ricordi e tirare fuori, sparpagliati e disordinati, i nostri momenti preferiti, come quella volta in cui Rachel preparò per il Ringraziamento un dessert disgustoso (quello che secondo Ross “sapeva di piedi”), costringendo tutti a uscire dalla stanza inventando scuse, mentre Joey rimaneva al tavolo a mangiare di gusto la poltiglia. Ma anche il passato da obesa di Monica (che si vedrà così in un episodio flashback) o la saccenza di Ross o l’impossibilità di capire quale fosse il mestiere di Chandler.

E quindi di anno in anno la capacità di avere un’identità sempre più definita, passando da ospite di volti famosi (George Clooney e Noah Wyle, che apparvero negli ovvi panni di medici, ma anche Bruce Willis, Julia Roberts, Brad Pitt e molti altri) a fonte d’ispirazione per battute in altri show (in un episodio di Scrubs l’inserviente citava indirettamente Ross e Rachel) fino a diventare fenomeno di culto e artefice di tormentoni (la temibile “friendzone” nasce praticamente da qui). Lasciando spazio alla trasmissione dello spin-off Joey, Friends è infine arrivato al capolinea, inevitabilmente malinconico, esattamente il 6 maggio del 2004. Sembra ieri, e invece sono trascorsi già dieci anni. Nel frattempo la reunion tanto attesa – si parlò anche di un film – è stata smentita più volte, l’ultima solo pochi giorni fa da Courtney Cox e, considerando i soliti esiti di questi revival, forse è meglio così.

http://youtu.be/sLisEEwYZvw

E ora, per celebrare degnamente questo anniversario, la parola passa a voi: quale episodio, scena o evento di Friends ricordate in particolare?