Blindspot 2x11 Droll Autumn, Unmutual Lord
Il tema centrale dell’episodio è decisamente la famiglia: Keaton e sua figlia Erin, il terrorista Stepulov e suo figlio malato di cuore, Jane e Roman, Weller ed il suo bambino ancora non nato. Considerato però il nuovo record negativo degli ascolti raggiunto dalla serie con questo episodio ( 5.1 milioni di telespettatori e l’1.0 di rating) la domanda che forse gli autori dovrebbero porsi è, quanto importa al pubblico di questi personaggi? Keaton è l’uomo che ha torturato quasi a morte Jane a cavallo tra la prima e la seconda stagione, cercare quindi di umanizzarlo con la trama del salvataggio della figlia risulta forse una scelta piuttosto discutibile, soprattutto quando il personaggio dimostra di non essere assolutamente pentito delle sue azioni: “era lavoro, scusa Jane, non c”era nulla di personale“, come se questo fosse sufficiente a giustificare la brutalità delle sue azioni. Non parliamo poi di Stepulov che minaccia di uccidere centinaia di innocenti in un attentato dinamitardo se a suo figlio non viene garantito un nuovo cuore, poco importa poi se, pur cercando di accontentarlo, il ragazzo morirà sul tavolo operatorio, perché a quel punto tutti i principi del signor Stepulov andranno a farsi benedire e la sua diventerà una missione di vendetta, con il desiderio di far provare a molti altri genitori il suo stesso dolore, ma anche in questo caso chi è Stepulov e perché esattamente allo spettatore dovrebbe importare della sorte di suo figlio? Poi ci sono Roman e Jane e l’introduzione di un nuovo (decisamente sospetto) personaggio, un profiler della NSA (interpretata da  Li Jun Li) portata appositamente da Nas per analizzare Roman e sbloccare in qualche modo la sua memoria, per poi arrivare alla conclusione che l’uomo è uno psicopatico senza speranza che dovrebbe essere rinchiuso in qualche stanza di un ospedale psichiatrico per gettarne la chiave. Jane resta l’unica a credere nella possibilità di una redenzione per il fratello, esattamente come è successo a lei, è convinta che l’opportunità fornita dalla cancellazione della memoria possa aiutare davvero il fratello, ma il vero problema è che sembra l’unica a crederlo e che, al momento, la sua opinione all’interno della squadra non sembra pesare molto. Infine passiamo a Weller ed Allison, questa forse resta la trama più incomprensibile, soprattutto dopo che gli autori fanno annunciare alla donna il desiderio di trasferirsi in Colorado con il nuovo compagno e, ovviamente, con il figlio di Weller al seguito. se questo era lo scopo finale, che senso ha avuto allora tutta la storia della gravidanza? Perché poi far ritornare Allison dopo che la serie sembrava aver preso la decisione di liberarsi del personaggio per farla poi andare via definitivamente? Possibile che l’esistenza di Allison fosse semplicemente quella di incrinare il già inesistente rapporto tra Jane e Weller? Il problema vero di questa serie, che lo scorso anno è stata acclamata (e a ragione) come una delle migliori della stagione televisiva 2015-16, è che non ha saputo rispondere alle aspettative del pubblico, si è totalmente persa, come se gli autori avessero sparato tutte le proprie cartucce lo scorso anno senza avere un progetto a lungo termine, nonostante Blindspot continui ad essere uno show ad alto contenuto di adrenalina e divertente da guardare, la storia d’amore iniziata con il pubblico lo scorso anno è ormai dimenticata e, considerato la vasta offerta che la televisione ormai offre, Blindspot è la dimostrazione di come si faccia presto a perdere consensi se non si ha un progetto ben definito in testa.

Chicago P.D. 4×11 You Wish
La parte centrale dell’episodio questa settimana è stata certamente il dramma familiare di Erin Lindsay. Dopo che Jimmy si presenta al distretto di polizia per condividere con la figlia appena ritrovata un album di fotografie gelosamente conservato negli anni, Jay decide di usare la tazza di caffè da cui l’uomo ha bevuto per fare un test del DNA, una decisione che avrà inaspettate conseguenze, non tanto per quanto concerne la scoperta che Jimmy, dopotutto, non è il padre naturale di Erin, ma per ciò che accadrà dopo. Una sconvolta Lindsay si precipiterà infatti dalla madre Bunny per rivelarle il risultato del test e la donna, dimostrando come sempre la sua vera natura, inizialmente si dirà incredula e giurerà alla figlia di aver sempre davvero creduto che Jimmy fosse suo padre, poi comincerà a suggerire di non dire all’uomo la verità che, lo ricordiamo, aveva aiutato economicamente Bunny. Erin ovviamente è furiosa e andrà in cerca di Jimmy per dirgli la verità, ma nemmeno l’uomo prenderà molto bene la cosa, tanto da mettere sia lei che la madre sullo stesso livello e minacciarle di denunciarle per truffa se mai gli si avvicineranno di nuovo. Persa la sua gallina dalle uova d’oro e convinta che Voight sia stata il responsabile del test del DNA, Bunny  si precipita da lui e insinuerà che l’uomo possa essere il vero padre biologico di Lindsay, un’affermazione a cui l’uomo reagisce con un epico “ti piacerebbe“, ma che nonostante la sua momentanea efficacia, potrebbe non rivelarsi una bugia. Cosa accadrebbe se Voight, in una rivelazione degna di Guerre Stellari, si rivelasse essere davvero il padre di Lindsay per aver trascorso una notte con Bunny? Come la prenderebbe la ragazza? Sarebbe la perfetta quadratura del cerchio o finirebbe per rivelarsi l’inizio della fine dell’idilliaco rapporto tra i due?

Conviction 1×11 Black Orchid
Hayes e Conner sono definitivamente una coppia e fanno anche di tutto per essere una coppia “normale” che tiene fuori il lavoro dal loro rapporto personale e parla durante la cena di quisquilie come lo sport o il ritrovamento dei resti di Amelia Earhart, solo che Hayes e Conner non sono normali e fortunatamente si renderanno conto molto presto che sarebbe inutile tenere lontano dal loro quotidiano il loro lavoro, perché è per entrambi una parte molto importante della loro vita, la domanda legittima – considerato che mancano solo due episodi alla fine di questa stagione serie – è se questo idilliaco momento durerà fino alla fine o se qualcosa arriverà inaspettatamente a rompere le uova nel paniere della coppia, magari sotto le spoglie del padre di Hayes che così tante volte abbiamo sentito nominare, ma che non abbiamo mai visto. Il caso della settimana, che coinvolgeva particolarmente Tess, appassionata di killer seriali, tratta per l’appunto la storia del serial killer noto come Black Orchid (BOK), un uomo accusato di aver ucciso diverse donne con un colpo alla testa per poi truccarle con un particolare rossetto: quando Tess e Sam vanno insieme a trovare il killer in prigione, dopo che viene scoperto il cadavere di una nuova vittima uccisa secondo le stesse modalità del BOK, appare quasi subito evidente che l’uomo un po’ spaventato e timido che era stato accusato degli omicidi, affetto da un disturbo ossessivo compulsivo acuto, tutto è tranne che colpevole. Ormai quasi tutti i casi che vengono affrontati da Hayes finiscono per rivelare come un innocente sia stato vittima di qualche clamoroso errore giudiziario ed in questo caso la cosa è persino più evidente nella misura in cui Kaplan è talmente preoccupato di dover lasciare la routine della prigione da accusarsi di omicidio in diretta nazionale, lui, che si era sempre dichiarato innocente. Grazie alle indagini del CIU, presto verrà individuato il vero colpevole, che si rivelerà essere uno dei testimoni che aveva contribuito alla condanna del povero Kaplan. Ad affiancare nell’indagine il team, questa volta, troviamo anche un detective della polizia di NY, Cestero, che sembra avere un passato in comune com Max, quando anche lei era nelle forze di polizia e tra i due sembra scattare qualcosa, vedremo se ci sarà tempo per gli autori di affrontare anche questo aspetto del personaggio considerato soprattutto il suo problema di dipendenza dagli antidolorifici che sembra, per il momento, debellato.

Criminal Minds 12×10 Seek and Destroy
Il caso della settimana, che coinvolge una gang impegnata nel devastare case ed uccidere proprietari di immobili nella ricca area di San Diego, è un interessante novità rispetto alla media dei casi presentati nello show, soprattutto perché questa volta i nostri “soggetti ignoti” sono capitanati da una giovane quanto folle ragazza, che verrà poi arrestata con i suoi compari nel tentativo di uccidere i propri genitori. Il che, considerati i casi di recente cronaca, rende il tutto meno assurdo o impensabile della media delle trame della serie. Nonostante lo show continui quindi sul percorso che ha intrapreso nei precedenti 11 anni, non si può non notare che le cose non sono più come prima. Il team non è lo stesso di una volta e il coinvolgimento del pubblico tende di conseguenza a diminuire. Per sua stessa natura Criminal Minds non è mai stato uno show che ha dedicato ai suoi personaggi particolare cura, tranne per qualche rara eccezione, li conosciamo per come sono sul lavoro piuttosto che per le loro vite private o per come reagiscono personalmente ad ogni singolo caso che affrontano, permettendo forse di creare un certo distacco ed un livello di stress minore al momento della loro uscita di scena, ciò nonostante la squadra del BAU senza Hotch, Derek e Reid (assente temporaneo) non è più la stessa, alla lunga probabilmente il pubblico si abituerà alla loro assenza, ma – a nostro avviso – la scintilla si è un po’ spenta e Criminal Minds è diventata una serie da guardare in maniera un po’ meccanica sapendo sempre, puntata dopo puntata, cosa aspettarsi e questo anche nel caso dell’introduzioni di nuovi personaggi.

Criminal Minds tornerà negli Stati Uniti con l’episodio 12×11 Surface Tension il 1° febbraio sulla CBS.

Law & Order: SVU 18×08 Chasing Theo
La difficoltà di essere madri: avrebbe potuto essere intitolato così questo episodio di Law & Order: SVU che si focalizza sulla ricerca da parte del team di un bambino rapito dalla casa di sua madre, una madre evidentemente non molto attenta, che con i suoi festini a basi di droga ha perso il controllo di sé al punto tale da non rendersi conto nemmeno della sparizione di suo figlio fino a quando la sua tata (che poi si rivelerà essere la vera colpevole) non darà l’allarme. Theo, il bambino scomparso, come si scoprirà presto è frutto dell’inseminazione artificiale di una coppia lesbica, la madre naturale, Nadine (Rachelle Lefevre), ha il ruolo della donna un po’ squilibrata e superficiale, mentre la sua ex compagna, una serie professionista, un medico impegnato a costruirsi una brillante carriera, a causa del suo lavoro non ha nemmeno mai ufficialmente adottato il bambino. E poi c’è la sua amorevole tata, la donna che lo ha sempre cresciuto e che finirà con il rapirlo convinta di poter dare al bambino la vita serena che merita portandolo lontano da quella madre inadatta. Per contro abbiamo invece Olivia ed il suo amore totalizzante per il figlio adottivo Noah e per il suo lavoro che la porterà, alla fine di questo episodio, alla decisione di lasciare il compagno Tucker. Già dallo scorso episodio l’uomo aveva annunciato il suo desiderio di andare in pensione, annuncio che aveva messo in crisi Olivia, facendole mettere in questione se no fosse arrivato anche per lei il tempo di dire basta e godersi suo figlio ed il suo compagno, ma la consapevolezza della donna di non voler abbandonare il suo ruolo a capo della SVU le farà mettere piuttosto in questione il suo rapporto con Tucker. Quando l’uomo andrà in pensione come ha deciso, sarebbe infatti difficile per lei dedicargli l’attenzione o il tempo che vorrebbe, soprattutto dovendosi dividere tra il lavoro e suo figlio che per lei avrà sempre la priorità. I due così finiranno per lasciarsi in maniera un po’ nostalgica, ma anche in buoni rapporti, lasciando il pubblico a domandarsi se davvero Olivia Benson sia destinata a camminare nella vita da single o se troverà mai il suo “per sempre“.

Lethal Weapon 1×11 Lawmen
Con l’episodio di questa settimana Lethal Weapon esce un po’ dagli schemi ai quali ci aveva abituati e si focalizza su uno dei personaggi secondari della serie, il capitano Avery. L’uomo finirà per rimanere indirettamente coinvolto in un’indagine dei suoi sottoposti sulla morte di uno Sceriffo della contea di Los Angeles quando gli verrà imposto di tenere a bada Murtaugh e Riggs a meno che non voglia che un antico errore commesso sul lavoro venga esposto. ma cosa avrà mai fatto di così tremendo il Capitano? Presto scopriremo infatti che l’uomo, quando lavorava ancora con Murtaugh, ha fabbricato delle prove per far condannare l’assassino di una bambina di dieci anni che sarebbe altrimenti stato liberato dopo che il laboratorio aveva compromesso le prove forensi che avrebbero dovuto contribuire a condannarlo, la questione morale diventa quindi se sia lecito fare la cosa sbagliata per le ragioni giuste. Secondo Murtaugh la risposta è no, per l’uomo non esistono sfumature di grigio, se le forse dell’ordine non seguono le regole e finiscono per ricorrere agli stessi mezzi dei delinquenti sono perdenti in partenza e, in realtà, anche se un po’ tardivamente e perché messo alle strette, la pensa così anche i Capitano il quale, piuttosto che compromettere un’indagine in corso decide di autodenunciarsi e rassegnare le proprie dimissioni. Questa scelta tuttavia potrebbe causare più danni di quanto preventivato, perché tutti i casi risolti da Avery sarebbero messi in discussione e questa è una possibilità che Murtaugh non si sente di affrontare, soprattutto dopo che il suo ex partner gli assicura di aver fatto solo quel passo falso. Nell’episodio Riggs resta un po’ in disparte rispetto al solito, ma considerato il suo approccio al lavoro, quando viene a sapere la verità si dimostra anche meno drastico di Murtaugh, comprendendo le ragioni del capitano e cercando anche di sostenerlo con il suo collega. Nonostante un calo negli ascolti, la serie ha segnato con questa puntata il risultato più basso di sempre con i suoi 6.4 milioni di spettatori e l’1.4 di rating, lo show continua a convincere, dimostrando quanto efficace sia la chimica tra tutti i membri del cast.