Blindspot 2x16 Evil Did I Dwell, Lewd I Did Live
Questa settimana Blindspot torna dopo una lunga pausa che ci aveva lasciati con un cliffhanger sul destino di Nas aggredita da un misterioso assalitore. L’agente, recatasi ad un appuntamento per parlare con la sua fonte di notizie all’interno di Sandstorm, si ritrova in una trappola e viene assalita all’interno della sua auto, riuscendo tuttavia a sfuggire ed uccidere l’uomo che la voleva morta. Non solo Nas riescirà quindi a scampare alla morte, ma tornerà all’FBI con una pennetta USB che contiene un misterioso codice pesantemente criptato che viene affidato nelle capaci mani di Patterson. Nel frattempo Zapata e Reade vengono intercettati da un agente e viene annunciato loro che sono stati selezionati per un casuale test antidroga: la tempistica non potrebbe essere peggiore per Reade, il quale si vede costretto a confessare all’amica di aver fatto uso di droga, una rivelazione che lascerà Zapata stupita. Nonostante Reade, alla fine dell’episodio, scampi al peggio ed il suo test risulti negativo, la sua collega gli imporrà di parlare con Weller e dirgli la verità, minacciandolo di farlo lei stessa nel caso in cui lui non acconsenta a farlo di sua volontà e quando Reade ignorerà il suggerimento dell’amica, Zapata manterrà fede alla parola e andrà davvero da Kurt per parlare del loro collega. Patterson, nel frattempo, riesce a decriptare il contenuto della pennetta che le dà accesso ad un sito FTP. Appena vi entra, Nas riceve una telefonata dalla sua fonte, che le chiedere 500.000 dollari in cambio della rivelazione dell’attuale posizione di Shepherd. Il team decide di organizzare una trappola e alla fine dell’operazione riusciranno a catturare una loro vecchia conoscenza: Cade, il quale ammetterà di essere sempre stato la fonte di notizie di Nas. Cade accetterà inoltre di rivelare loro la posizione di Shepherd in cambio del denaro, ma quando Kurt ed i suoi arrivano sul posto indicatogli non troveranno nessuno. Weller accusa Cade di aver dato loro informazioni fasulle, ma ben presto il team si renderà conto che Cade non è responsabile del fallimento della missione e che ogni loro mossa è controllata. Patterson scoprirà così di avere una cimice nascosta in un dente dai tempi in cui è stata catturata e torturata da Borden e da Shepherd. Usando questa informazione a loro vantaggio, l’FBI organizza un’imboscata che si concluderà con la morte dello psicologo, che si farà saltare in aria pur di non cadere in mano ai suoi ex compagni. Nonostante Weller veda la vicenda come una crepa nei piani di Shepherd, quelli che sembrano messi peggio sono in realtà i membri del suo team: scopriamo infatti che Patterson ha cominciato a ricercare nel dolore un modo per evitare di pensare al trauma subito, Zapata va dal suo superiore per denunciare il suo amico Reade (o almeno così sembra) e due uomini mascherati fanno irruzione nell’appartamento di Oliver colpendo lui e Jane con dei tranquillanti.

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Chicago Justice 1x05 Friendly Fire
Le serie americane hanno un peculiare modo di affrontare il tema della giustizia quando questo va a toccare le Forze Armate, così come dimostra questo quinto episodio di Chicago Justice. La vittima della puntata è infatti un ex Seal, ucciso da alcuni compagni della sua stessa squadra, per aver deciso di scrivere un memoriale che avrebbe esposto se stesso, il suo team e la Marina Militare, rivelando come si era davvero svolta una missione di salvataggio in Ucraina in cui una cittadina americana che i Seal avrebbero dovuto salvare, aveva invece perso la vita a causa del fuoco amico, una verità nascosta da tutti, che Peter Stone ed il suo team trovano sepolta una flash-drive ingoiata dalla vittima prima di morire. Il ruolo più discutibile in questo caso finirà per averlo Mark Jefferies, il capo di Stone, il quale – non per la prima volta – prenderà una decisione discutibile, impedendo a Stone di utilizzare in aula il suddetto video anche quando un Giudice, deliberando contro un’ingiunzione stessa della Marina, gliene aveva concesso l’uso. Per essere un uomo che dovrebbe difendere la giustizia ad ogni costo, le motivazioni del Procuratore di Stato Jefferies, lasciano piuttosto perplessi: secondo lui infatti Stone non avrebbe dovuto esporre l’errore delle Forze Armate perché le loro azioni sono corrette a prescindere. Avendo egli servito in Vietnam ed avendo vissuto gli orrori della guerra, il Procuratore sembra arrogarsi il diritto di imporre scelte arbitrarie senza tenere minimamente conto delle circostanze. Il video in cui veniva infatti esposta la verità non minacciava in alcun modo la sicurezza nazionale, ma era semplicemente un evidente movente per un omicidio e non ammetterlo in aula sarebbe significato per Stone rischiare di perdere il processo e non dare giustizia ad una vittima di omicidio. Le opinioni di Peter e di Mark sono chiaramente opposte sul tema, uno dà la priorità alla vittima, l’altro pensa che le azioni di un soldato non possano essere mai messe in discussione, ma ad avere la meglio, fortunatamente, sarà Stone, che riuscendo ad aggirare il divieto del suo capo riuscirà comunque a far prevalere la verità mettendo senza tuttavia mostrare il video e ottenendo così giustizia.

Chicago P.D. 4x17 Remember The Devil
Nell’episodio di questa settimana il passato di Halstead torna a perseguitarlo e si scopre che l’agente è in realtà sposato con una donna conosciuta quando era sotto le armi, la quale – e lo scoprirà lui stesso – non ha mai firmato i documenti per il divorzio ed è quindi ancora ufficialmente sua moglie. Nonostante Halstead metta in chiaro di non voler ricucire i rapporti con quella che credeva essere l’ex moglie, per quanto affezionato gli sia, la sua relazione con Lindsay subirà un duro colpo ed i due finiranno per lasciarsi alla fine della puntata perché Halstead si renderà conto che il fatto di non aver condiviso prima con Lindsay questa parte così importante del suo passato è sicuramente un sintomo di un malessere nella loro storia d’amore. Il caso della settimana era inoltre particolarmente angosciante, soprattutto quando si scopre che la colpevole di aver rapito ed imprigionato due ragazze condannandole a morire di fame, è una donna di una certa età, che dimostra una noncuranza per la vita umana davvero spaventosa. La donna finirà però per scontrarsi con Voight, il quale dimostrerà di non farsi scrupoli nemmeno nei confronti di una persona anziana, finendo per accoltellarle una mano pur di strapparle le informazioni che gli servono per salvare la vita di una delle sue vittime. La domanda, per quanto in questo caso ci sentissimo solidali con il leader del team dell’Intelligence, è se mai Voight sarà costretto prima o poi ad affrontare il suo atteggiamento violento e decisamente abusivo o se continuerà a fare il buono e il cattivo tempo senza che nessuno gli dica che anche un poliziotto ha delle regole da rispettare.

Criminal Minds 12x17 In The Dark
Nello scorso episodio avevamo lasciato Spencer nel momento in cui veniva aggredito da due detenuti  e all’inizio della puntata di questa settimana abbiamo ovviamente capito che ha avuto la peggio. A scoprire cosa sia accaduto sarà Penelope, che dopo essere andata a fargli visita e averlo trovato in pessime condizioni, si farà raccontare quanto avvenuto. Sensibile come è, tornata alla sede del BAU, Garcia si lascerà andare ad un pianto disperato e a trovarla in lacrime sarà Luke il quale, nonostante le iniziali resistenze della collega, finirà per farsi raccontare l’accaduto e le prometterà che farà di tutto per proteggere Reid, un’impresa che tenterà di portare a termine non appena si renderà conto che Reid ha stretto un rapporto di apparente fiducia con altro detenuto di nome Calvin Shaw, un nome che Luke sembra conoscere molto bene. La situazione di Reid si fa, di puntata in puntata, sempre più disperata, non solo Spencer deve difendere la sua stessa vita, ma il giovane agente deciderà di prendere sotto la propria protezione un compagno di carcere di nome Luis, conosciuto sul bus nel quale è stato portato in prigione, che sembra – se possibile – persino più indifeso di lui. Il resto della squadra poi, che siamo abituati a vedere sempre attiva e pronta a rispondere alle emergenze, sembra comportarsi come se la situazione del loro collega non sia una questione di vita e di morte e piuttosto che darsi seriamente da fare per trovare Mr. Scratch (se davvero, come pensa Spencer, è stato lui ad incastrarlo), appare addormentata in una sorta di attesa degli eventi. Nonostante l’intervento di Luke, che sembra fornire a Reid un minimo di protezione, l’agente sembra affondare sempre di più e non solo, per la fine della puntata, due detenuti finiranno per aggredire e tagliare la gola al suo amico Luis, ma lui stesso verrà costretto a promettere di aiutare a contrabbandare qualcosa all’interno della prigione.

Law & Order: SVU 18x13 Genes
Dopo una lunga pausa Law & Order torna con un episodio che colpisce da vicino Olivia a causa del suo passato. Una donna è vittima di stupro ed il suo aggressore, che ammette il crimine non appena il team giunge a scoprirne l’identità, si difende dicendo che, da figlio di uno stupratore, il suo DNA lo ha segnato, non lasciandogli altra scelta che commettere gli stessi crimini di suo padre. Per difendersi da una condanna troppo severa l’uomo deciderà di denunciare altre persone che, come lui, fanno parte di un gruppo clandestino simile agli alcolisti anonimi, che raccoglie però stupratori o potenziali tali, ed in particolare un uomo che ha già aggredito tre donne, ben noto alle forze dell’orine ma che la polizia non è ancora riuscita ad arrestare. Il creatore di questo gruppo è un uomo che di giorno fa la guardia giurata e la sera si rivende come pastore dopo aver preso un diploma su Internet e cerca di giustificare le azioni dei propri adepti raccomandando loro di non colpevolizzarsi per aver commesso delle azioni che non avrebbero potuto evitare a causa dei loro geni. Dopo un ostacolo giudiziario iniziale, Barba ed Olivia riusciranno tuttavia a far condannare lo stupratore seriale e nonostante Olivia ripeta più volte, nell’arco dell’episodio, che la genetica non può decidere per le azioni di una persona, il fatto che lei stessa sia figlia di uno stupratore e suo figlio Noah, figlio di un riconosciuto delinquente, le crea non pochi pensieri. Si comprende infatti come nella realtà l’agente abbia più volte pensato con preoccupazione a ciò che il suo bambino diventerà da grande e se le azioni di uso padre gli abbiano inevitabilmente segnato la strada finendo per fargli seguire le sue terribili orme o se l’amore incondizionato che prova per lui riuscirà a salvarlo.