Criminal Minds 12×15 Alpha Male
Con Spencer Reid in prigione non è facile per i membri del BAU dedicarsi ad un nuovo caso, come non è facile per gli spettatori, soprattutto se il “soggetto non identificato” della settimana risulta così poco interessante come quello dell’episodio Alpha Male. Il caso della della settimana porterà infatti il team a Philadelphia, ad indagare su un uomo che sfigura innocenti passati buttandogli addosso dell’acido, grazie soprattutto alle capacità di Garcia, scopriranno che il colpevole prende di mira persone con un’attiva vita sociale che incolpa dei suoi fallimenti sentimentali. Chiuso il triste caso occupiamoci di ciò che davvero preme tutti: l’incolumità di  Reid il quale, portato in prigione, invece di essere messo sotto custodia protettiva, come solitamente accade a ogni membro delle forze dell’ordine che dovesse essere spedito in prigione, viene letteralmente gettato nella fossa dei leoni ed immediatamente preso di mira da alcuni detenuti, nonché da una delle guardie di nome Wilkins, che conosce la sua identità e lo minaccia continuamente di rivelarla ai suoi compagni di cella, azione che farebbe di lui sostanzialmente carne da macello. A salvare la situazione arriverà l’inaspettato aiuto di un altro detenuto, un certo Calvin, un ex uomo di legge che – a differenza di quasi tutta la popolazione carceraria – ha ammesso le sue colpe e sta scontando la sua pena. L’uomo sa decisamente come muoversi nell’ambiente carcerario ed in poche ore riuscirà a tirare fuori Spencer dalla cella comune in cui era stato messo e ad assicurargliene una singola proprio accanto alla sua, oltre a garantirgli di trovargli presto un lavoro all’interno del carcere: nonostante Calvin sembri davvero un’ancora di salvezza per Reid, c’è da domandarsi il motivo per cui abbia deciso di aiutarlo e se l’uomo sia davvero così disinteressato come sembra. Al di fuori del carcere quello che lascia invece perplessi è l’atteggiamento del resto del team, che pur avendo sicuramente le mani legate e non potendo fare molto per il proprio amico, sembra fidarsi forse troppo ingenuamente del sistema giudiziario, soprattutto per essere persone che lo conoscono tanto bene e Reid sembra infatti un po’ troppo abbandonato a se stesso per essere un agente dell’FBI con un curriculum impeccabile come il suo.

CORRELATO – Chicago Justice 1×01 “Fake”: la recensione

Chicago P.D. 4×16 Emotional Proximity
Come abbiamo in parte anticipato nella recensione dell’episodio pilota di Chicago Justice, la puntata di questa settimana di Chicago P.D. è parte di un intendo crossover che ha seguito l’episodio di Fire e preceduto quello di Justice. Tutto il team di Hank Voight è infatti sulle tracce del responsabile dell’incendio del palazzo abbandonato nel quale un folto gruppo di ragazzi aveva organizzato rave party, il piromane si è servito di un oggetto incendiario molto facile da creare per appiccare il fuoco e prima di fuggire dal posto ha anche fatto in modo di bloccare le porte del palazzo per impedire ai ragazzi di fuggire, provocando così 39 vittime.Tra i feriti gravi c’è anche la figlia di Alvin Olinsky, Lexi la quale – a causa delle estese ustioni, non riuscirà a sopravvivere. Peter Stone, insieme ad Antonio Dawson, incontra Voight e lo avvisa che, nonostante il coinvolgimento della figlia di Alvin, quando arresteranno il colpevole, avrà bisogno che le prove siano solide, per poterlo condannare in tribunale. Dopo una serie di buchi nell’acqua, grazie alla testimonianza di una delle persone coinvolte nell’incendio, l’Intelligence ottiene una descrizione piuttosto accurata della persona che ha provocato l’incendio e, durante una veglia in onore delle vittime, arresta un ragazzo che corrisponde perfettamente alla descrizione. Dopo una perquisizione del suo appartamento, vengono trovate anche le stesse placche metalliche con cui sono state bloccate le porte del palazzo per impedire alle persone all’interno di scappare. Quello che evidentemente è il colpevole della strage è quindi nelle mani di Voight, chiuso nella gabbia all’interno del distretto, quando Olinsky compare in ufficio. Le sue intenzioni sono piuttosto evidente, il detective vuole rimanere solo con l’assassino di sua figlia e vendicarsi e quando Hank glielo impedisce non esita a rinfacciargli ciò che lui stesso ha fatto all’uomo che ha ucciso suo figlio, ma Hank è lesto a fargli notare che il caso che coinvolge Lexi è troppo grande e coinvolge troppe persone, perché la morte dell’imputato passi inosservata, il che – ovviamente – ci lascia con una domanda piuttosto frequente per quanto concerne i protagonisti di questa serie: verrà mai un momento in cui le malefatte di Voight verranno al pettine e qualcuno metterà in discussione i suoi metodi?

Chicago P.D. tornerà negli Stati Uniti con l’episodio 4×17 Remember The Devil, mercoledì 22 marzo sulla NBC.