Blindspot 2x18 Senile Lines
L’apertura di questo episodio differisce decisamente da ciò a cui siamo abituati e ci porta in seno ad una famiglia in cui la figlia adolescente finisce per uccidersi e dovremo aspettare qualche tempo per capire quale connessione questi personaggi abbiano con i protagonisti della serie, fino a scoprire che altri non sono se non vittime innocenti di un altro caso a cui il team sarà portato grazie ad uno dei tatuaggi di Jane. Nel frattempo le acque al quartier generale sono piuttosto agitate, tutti i membri del team sono infatti sotto indagine del Dipartimento di Giustizia, nella persona di Matthew White, che cerca un colpevole per il fallimento dell’ultima operazione contro Sandstorm in cui Shepherd è riuscita a fuggire e diversi agenti hanno perso la vita. L’atteggiamento di White nei confronti di tutti i membri della squadra di Weller è decisamente aggressivo e fa di tutto per incastrarli e coglierli in fallo, il tutto mentre il team continua ad investigare sulla morte di Amber e sulla sparizione della sua famiglia. Dopo aver permesso anche a Roman di partecipare all’indagine, anche se senza pistola e con le sue guardie del corpo sempre alle calcagna Weller continua ad indagare cercando di ignorare la presenza ingombrante di White, ma quando le sue domande si fanno più aggressive, Kurt si renderà conto che l’uomo vuole una vittima sacrificale e decide di prendere su di sé la responsabilità del fallimento dell’operazione. A salvarlo sarà però Nas che lo precederà di poco e ammetterà con Matthew  di essere la persona giusta su cui scaricare la colpa della fallita operazione, così da poter permettere a Weller ed al resto del team di continuare a dare la caccia a Shepherd. Alla fine dell’episodio Reade, che si era risvegliato in ospedale dopo essere stato coinvolto in una rissa in seguito alla sua decisione di lasciare l’FBI, chiama Zapata e decide di affrontare i suoi problemi, guardando assieme a lei la videocassetta trovata a casa del suo ex coach e scoprire se davvero è stato vittima di abusi. Le ultime scene sono però dedicate a Shepherd che si trova a Bangkok e, con un camion pieno di fusti di materiale radioattivo, dichiara che la “Fase 2” è finalmente conclusa e consiglia al suo venditore di tenersi lontano dall’emisfero nord.

Blindspot tornerà negli Stati Uniti con l’episodio 2×19 Regard a Mere Mad Rager, mercoledì 26 aprile sulla NBC.

Bull 1x18 Dressed to Kill
E’ tempo di settimana della moda a New York e Bull si aggira come un bambino in un negozio di caramelle nel dietro le quinte di una sfilata alla quale è stato invitato dal suo amico e collega Chunk Palmer che lavorava nel mondo della moda prima di essere assunto dallo psicologo e nello specifico collaborava con con Nella, la stilista creatrice dei capi la cui sfilata sono andati a vedere, nonché la persona che finirà per essere la vittima dell’episodio. Mentre infatti sfila sulla passerella con l’abito più prezioso della sua collezione, l’ex modella cade a terra morta, lasciando Chunk completamente sconvolto. Pochi giorni dopo l’attuale assistente di Nella verrà arrestato per il suo assassinio e Bull deciderà di occuparsi del caso infastidendo non poco il suo amico, il quale mostrerà di non apprezzare affatto l’iniziativa di Jason, soprattutto perché la interpreterà come una possibilità per l’omicida di una sua cara amica di farla franca proprio grazie ad una persona che ammira. I motivi per cui Bull sceglierà di occuparsi del processo sono tuttavia ovvi a tutti tranne che a Chunk, che sembra non rendersi conto che lo scopo ultimo del suo capo è quello di fare giustizia e impedire che il vero colpevole la faccia franca. Come molti degli episodi della serie anche questo caso finirà per rivelare che Bull aveva avuto ragione. Nell’indagare con il suo team, Bull scoprirà che Nella non avrebbe dovuto indossare quell’abito alla sfilata ed i sospetti si sposteranno su un altro dei suoi collaboratori che si rivelerà infine essere il vero colpevole, infuriato per essere stato licenziato. Anche in questo episodio – come è ormai abitudine dello show – non viene lasciato particolare spazio all’introspezione dei personaggi, né si capisce per quale ragione Chunk passi dall’essere decisamente di sostegno verso Will all’inizio dell’episodio, per poi cambiare completamente parere su di lui una volta che viene accusato di omicidio: il suo lavoro con Bull dovrebbe avergli insegnato a non giudicare mai dalle apparenze, eppure l’ex giocatore di football si lascia trascinare completamente da un istinto che si rivelerà poi del tutto sbagliato. Dopo un ottimo inizio non sorprende che gli ascolti dello show siano in costante calo, pur essendo giunti ormai al diciottesimo episodio, la serie continua a sembrare stranamente immobile, come se non accadesse mai nulla ai personaggi e niente li toccasse, il che impedisce anche al pubblico di legarsi emotivamente ad essi nonostante le ottime performance di tutti i protagonisti. Con la concorrenza spietata che c’è in TV uno show basato solo sul “caso della settimana” non sembra avere un futuro così brillante davanti: un conto è sopravvivere, un altro è avere successo.

Bull tornerà negli Stati Uniti con l’episodio 1×19 Bring it On, martedì 18 aprile sulla CBS.

Chicago Justice 1x07 Double Helix
L’episodio di questa settimana di Justice usa una difesa che abbiamo sentito usare recentemente in un episodio di Law & Order: SVU, il che non sorprende, considerato che entrambi gli show nascono da un’idea di Dick Wolf, ma questo tipo di ripetizioni non ha aiutato necessariamente gli episodi in questione o la difesa degli imputati, che asserivano che il loro istinto a delinquere proveniva dal DNA che condividevano con un genitore assassino/stupratore. Nel caso specifico Stone si trova a dover perseguire la figlia di un serial killer che ha ucciso una donna incinta per strapparle dal ventre il bambino che subirà lo stesso triste destino della madre. Presto si scoprirà che la donna è la figlia di David Zachariah, un feroce assassino la cui condanna ha contribuito a dare, molti anni prima, una spinta alla sua carriera di Stone. Considerato il terribile crimine, l’episodio non è dei più leggeri da vedere, ma la linea di difesa lombrosiana scelta dall’avvocato difensore lo rende forse un po’ prevedibile, nemmeno in una serie televisiva sono infatti mai arrivati ad asserire che esistano persone predestinate a commettere crimini di natura più o meno efferata. La realtà è invece decisamente più triste, la donna ha ucciso perché voleva un figlio suo e non potendolo avere a causa di un incidente occorsale quando era bambina, ha deciso di rubarlo letteralmente ad un’altra persona, scegliendo di autoaccusarsi di un delitto che non aveva commesso per scagionare anche il padre condannato da anni. Quando infatti Stone le chiede, in fase dibattimentale, perché non abbia mai ucciso nessun altro prima di questo crimine, se davvero la sua natura la spingeva a farlo, la donna mente, dicendo di aver in realtà ucciso la donna per il cui omicidio il padre era stato condannato. Nel passato, David Zachariah aveva strappato un accordo a Stone, accettando di dire dove aveva sepolto le sue vittime, in cambio dell’assicurazione di essere perseguito solo per un omicidio, il tutto a patto di non mentire in fase di deposizione. Quando la figlia ammette di aver ucciso un’altra persona nel passato, pur venendo comunque condannata, aprirà un vaso di Pandora, perché il padre presenterà istanza di scarcerazione in seguito alle sue dichiarazioni in aula: fortunatamente Stone riuscirà comunque ad incastrarlo, dicendo al giudice che se davvero Zachariah non aveva ucciso quella particolare vittima, allora aveva mentito, rendendo nullo il loro accordo, motivo per cui può essere estradato nello Stato in cui ha commesso la maggior parte dei suoi delitti (che incidentalmente ha la pensa di morte) ed essere perseguito. Considerato che una parte importante dell’episodio riguardava proprio l’essere madre, facciamo anche una scoperta importante su Laura: la collega di Antonio ha una figlia che le è stata portata via dopo essere stata affidata al padre quando lei, in seguito ad un ricovero per essere stata ferita in servizio, era diventata dipendente dagli antidolorifici. Nonostante i suoi tentativi di riaverla ed il fatto che stia cercando di rimettere in ordine la propria vita, Laura non convince l’assistente sociale con cui va a colloquio e non riesce ad ottenere l’affidamento congiunto della bambina.

Chicago P.D. 4x19 Last Minute Resistance
Non è la prima volta che un membro dell’Intelligence si trova a dover affrontare un caso che coinvolge la propria famiglia e come abbiamo già avuto modo di vedere in passato, le cose cambiano sensibilmente in queste circostanze. Questa volta tocca a Burgess e a sua sorella, che dopo essere uscita con un gruppo di amiche, viene violenta assieme ad una sua amica, che – a differenza di Nicole – morirà dopo essere stata abbandonata per strada dai suoi aguzzini. L’episodio descrive alcuni personaggi davvero raccapriccianti, come l’uomo che organizza seminari per conquistare le donne e che suggerisce ai suoi adepti che pagano fino a 500 dollari ad incontro che quando una donna dice loro di no, in realtà non lo intende veramente e loro devono quindi accettare la sfida e cercare di avere comunque la meglio. Il confine tra l’insegnare ad essere un conquistatore o uno stupratore è davvero sottile, tanto che si scoprirà che i due aggressori di Nicole altri non erano che assidui frequentatori di questi corsi. In difesa della sorella Kim correrà non pochi rischi per assicurare alla giustizia i due malviventi e anche se Marina Squerciati è visibilmente incinta, c’è una certa soddisfazione nel guardarla prendere a pugni l’aggressore di Nicole. Dopo questo episodio l’attrice prenderà una pausa dalla serie per andare in maternità, dedicare quindi al Kim un episodio che coinvolgesse tanto è stato un bel tocco da parte degli autori. Con una certa soddisfazione poi, sul finale dell’episodio, vediamo Voight occuparsi a modo tutto suo del tipo che organizza i seminari, dopo averlo intercettato mentre face jogging, il detective gli consiglia caldamente di lasciare la sua città dopo averlo strangolato quasi a morte.

Chicago P.D. tornerà negli Stati Uniti con l’episodio 12×20 Unforgettable, mercoledì 26 aprile sulla NBC.

Criminal Minds 12x19 True North
Criminal Minds continua a zoppicare anche con quest’ultimo episodio, ma almeno ci fornisce un piccolissimo passo avanti sulla situazione di Reid, Mr. Scratch è stato individuato in Honduras, il che sembra confermare quanto asserito da Spencer, sicuro del fatto che il fuggitivo killer sia dietro alla sua incarcerazione. Sarà la prima volta che vedremo quindi la squadra darsi concretamente da fare per aiutare il loro amico invece di compatirlo ed andarlo a trovare a turno in prigione. La comparsa di Mr. Scratch, che certo non è dovuta al fatto che il BAU si sia messo attivamente a cercarlo, mette in moto una serie di eventi: Prentiss dice a Tara Lewis di andare a sottoporre Reid ad un’altra intervista cognitiva, Stephen Walker fa in modo che il killer venga iscritto nella lista internazionale dei ricercati e Prentiss stessa si reca a Londra per chiedere l’aiuto dei suoi ex colleghi. L’intervista cognitiva con Spencer, inizialmente, non andrà però esattamente come sperato, perché Reid, che si sente colpevole per le azioni commesse all’interno del carcere, ha finito per creare dei falsi ricordi, che lo portano a credere di aver pugnalato lui stesso la dottoressa e quindi di essere davvero colpevole. Il secondo tentativo, dopo avergli fatto confermare per un momento che il responsabile possa essere davvero Mr. Scratch, gli farà invece scoprire che in quella stanza d’hotel con lui e la vittima c’era una giovane donna, della quale ovviamente non sappiamo nulla e che dovrà essere rintracciata nonostante i pochi e vaghi ricordi di Reid. Con il modo in cui l’anima di questo personaggio è stata trattata (o maltrattata) fino ad ora, è lecito domandarsi se quando uscirà dal carcere, Spencer potrà mai tornare ad essere quello di prima, perché per ora propendiamo per il no.

Criminal Minds tornerà negli Stati Uniti con l’episodio 12×20 Grasping for Salvation, mercoledì 26 aprile sulla CBS.

Law & Order: SVU 18x15 Know It All
Con una nuova legge sull’estrazione dei dati e sulla privacy appena passata al Congresso negli Stati Uniti, Law & Order, come ha da sempre fatto, non ha perso tempo a scrivere un episodio che si basi proprio su questo tema portando ovviamente l’argomento all’estremo, ma finendo anche per scrivere un episodio davvero interessante. La squadra è alla caccia di uno stupratore e assassino seriale che sta terrorizzando la città e dopo aver trovato una quarta vittima, Jennifer, riescono – grazie alla pronta reazione di una donna – ad arrestare il colpevole il quale, quasi immediatamente, si auto accusa di aver ucciso le quattro donne, ma la sua strana reazione di fronte alla fotografia della sua presunta ultima vittima, lascerà Olivia perplessa, tanto da decidere di approfondire le indagini. Olivia scoprirà così che l’ultima presunta vittima dello stupratore lavorava ed era fidanzata con un certo David Willard, un uomo che ha sviluppato una applicazione di data mining che nel passato era stata già utilizzata da alcuni stalker per perseguitare le loro vittime, una circostanza per la quale la società di Willard aveva una risposta standard da dare a chi la accusasse dei danni che il suo prodotto causava e cioè che loro fornivano uno strumento e che non erano responsabili di come questo strumento venisse usato, in sostanza la stessa linea di difesa della MRA. Indagando su Jennifer la squadra si imbatte nella sorella Laura, una giovane donna che combatte con la dipendenza dall’alcool, nonché l’unica persona convinta che il fidanzato di Jennifer, David, sia in realtà colpevole della morte della sorella. Indagare però sul ricco ed arrogante Willard non sarà affatto facile, perché l’uomo comincerà ad usare il suo stesso programma per trovare informazioni scottanti sulle persone che stanno verificando le parole di Laura per ricattarle. Nel calderone finirà anche il Procuratore Distrettuale ed amico di Olivia, Barba, il quale non solo si vedrà costretto a ricusarsi dal caso, ma rischierà anche il suo lavoro: verrà infatti fuori che molti anni prima Barba aveva prestato dei soldi ad una sua testimone chiave in un caso, soldi che erano stati usati dalla donna per comprarsi dell’eroina. La donna in questione, dopo essere riuscita  a testimoniare era anche morta poco tempo dopo per overdose e barba aveva continuato ad aiutare economicamente la famiglia. Certamente quanto ha fatto nel passato non è corretto ed è spiegabile perché adesso, venuto fuori lo scandalo, rischi di perdere il lavoro, speriamo comunque che non sia in questo modo così poco edificante che il personaggio se ne vada dalla serie. Alla fine, nonostante tutte le sue macchinazioni, Benson riuscirà comunque ad arrestare Willard grazie ad una registrazione fatta dalla televisione nell’appartamento di Jennifer che ha ripreso l’omicidio.

Law & order: SVU tornerà negli Stati Uniti con l’episodio 12×16 The Newsroom, mercoledì 26 aprile sulla NBC.