Blindspot 2x20 In Words, Drown I
Niente, ci hanno provato, ma l’esperimento Jeller è durato più o meno mezzo secondo del finale di episodio della scorsa settimana, in In Words, Drown I le cose sono tornate già alla normalità e Weller e Jane si allontanano di nuovo dopo che quest’ultima aveva finalmente raccolto il coraggio per raccontare a Kurt la verità sull’assassinio commesso da suo fratello, che le aveva confessato di aver ucciso la madre della sua amica di infanzia Taylor, Emma Shaw. Weller, comprensibilmente, prende malissimo la rivelazione e, proprio quando aveva deciso di tornare a fidarsi di Jane viene di nuovo colpito in pieno volto dalla verità. L’atteggiamento di Jane, non è meno facile da capire, la donna era terrorizzata all’idea di dire al suo collega la verità per paura di perderlo definitivamente e dopo che il loro rapporto sembrava aver preso una piega diversa, aveva deciso di non ripetere gli errori del passato e di essere sincera, pagandone immancabilmente il prezzo. Jane e Kurt, tuttavia, non sono gli unici membri del team che stanno cominciando seriamente a subire le conseguenze di questa guerra senza quartiere contro Sandstorm, in cui hanno racimolato più sconfitte che vittorie: Patterson è sostanzialmente sull’orlo di un collasso nervoso (e come non comprenderla dopo tutto quello che le è successo tra la morte del fidanzato, il tradimento di Borden e la tortura subita per mano di Shepherd?), Reade è fuori dai giochi, mentre cerca di affrontare i suoi demoni personali e Zapata non se la passa certo meglio, convinta che l’FBI debba cominciare ad usare gli stessi metodi di Shepherd se davvero vuole concludere qualcosa e finalmente trovarsi un passo avanti a lei. La sorpresa più grande dell’episodio è che in realtà Zapata, tratta in arresto negli ultimi momenti della scorsa puntata, è in verità coinvolta in un’operazione sotto copertura che la porta all’interno di un carcere femminile per avvicinare una delle detenute Devon (interpretata da Ronda Rousey, campionessa olimpica di arti marziale e guest star dell’episodio) e aiutarla a fuggire per approcciare il suo fidanzato, Parker, che è anche il braccio destro di Shepherd. Non senza difficoltà il piano riesce, ma quanto l’agente si trova di fronte al suo obiettivo, l’uomo la riconosce immediatamente e solo grazie all’intervento di Jane e Weller, Tasha avrà salva la vita e l’FBI riuscirà comunque a segnare un punto a favore dei buoni catturando Parker e la sua fidanzata. Tanto per rendere le cose ulteriormente complicate, a causa di un piccolo taglio ad un dito, Roman ricorderà improvvisamente che a cancellargli la memoria è stata Jane e non Shepherd, come gli avevano fatto sempre credere, e l’episodio si conclude con lui che aggredisce brutalmente la sorella con un coltello da cucina.

Bull 1x20 Make Me
L’episodio di questa settimana di Bull è stato piuttosto interessante: il caso scelto dal brillante psicologo coinvolge un giovane di nome Troy Dickerson accusato di aver ucciso a sangue freddo suo padre con una mazza da golf mentre giocavano assieme, omicidio che per altro viene ripreso da più telecamere. Dopo averlo visitato nell’ospedale psichiatrico dove è chiuso, Troy asserisce infatti di non ricordare di aver assassinato il padre, Bull si convince che sia stato ipnotizzato e quindi manipolato ad uccidere, rendendolo in sostanza innocente. A proporgli il caso di Troy, inoltre, sarà una vecchia compagna di studi che inizialmente sembrerà legare molto con Benny, fino a quando non si scoprirà che, in realtà, Bull l’ha assunta per convincere suo cognato, che sta continuando a comportarsi in modo piuttosto strano, ad entrare in terapia con lei. Tornando al caso, lo scopo di Bull nel selezionare la giuria sarà ovviamente quello di riuscire a convincerli che è possibile manipolare la mente di una persona fino a farle commettere un crimine tanto efferato, soprattutto se questa persona è suggestionabile come l’imputato che, per altro, frequentava una sorta di centro di aiuto all’auto-consapevolezza gestito da padre e figlia, un luogo che ricorda molto un culto. Il collegamento tra Troy e questo centro diventerà ovviamente la chiave di volta del caso, assieme alla scoperta di quale sia il trigger, l’elemento scatenante che, a distanza, ha permesso al vero assassino di usare l’imputato per i suoi scopi. Così veniamo a scoprire che la vera responsabile di tutto è in realtà Rachel, la figlia del fondatore del culto, la quale – essendo in lite con suo padre per motivi di soldi – voleva usare Troy come arma per sbarazzarsi del padre grazie alla particolare suoneria del cellulare che partiva quando lei chiamava Troy, finendo però per fargli assassinare accidentalmente l’uomo sbagliato. La parte forse più divertente del caso è quando l’avvocato di Troy e Bull dimostrano alla giuria quanto potente sia il potere della suggestione, facendogli vedere come siano riusciti a fare indossare a tutti, il giorno dopo in aula, un capo di vestiario di colore rosso. Continua inoltre il B-Romance tra Jason e Benny, dopo che quest’ultimo se la prende con l’ex cognato per aver assunto per lui una psicologa, l’avvocato si renderà conto che Bull è davvero preoccupato per lui e finirà finalmente con il raccontagli il motivo per cui ultimamente è tanto teso, confessandogli che potrebbero perseguirlo per aver fatto condannare un uomo che si è poi rivelato innocente ed ha passato 9 anni in carcere. La reazione di Jason è immediata e gli promette che se davvero si arriverà a quel punto, lui sarà al suo fianco e che prima di colpire Benny, dovranno prendersela con lui.

Chicago Justice 1×11 AQD
Come spesso accade nei casi in cui c’è di mezzo la custodia di un bambino e la battaglia legale tra i genitori diventa una vera e propria guerra senza esclusione di colpi, in AQD assistiamo alla morte assurda di un consigliere investito in mentre attraversava la strada: dopo una breve indagine in cui Antonio e Laura cercano di capire se l’omicidio sia connesso al lavoro dell’uomo, si scopre che l’investimento è stato del tutto accidentale. Alla guida dell’auto c’era infatti una donna, Jane, che stava correndo a salvare la figlia Emma dopo aver ricevuto una telefonata in cui qualcuno ne minacciava la vita, l’indagine che segue porta i nostri due detective fino alla soglia del padre Emma, Ted che – si scoprirà – essere la persona che ha minacciato la vita della figlia e detto alla ex moglie di averla rapita. In realtà le minacce di Ted erano a vuoto, Emma era sana e salva a scuola e l’intento di Ted era solo quello di terrorizzare Jane e punirla per le condizioni di vita in cui era costretto a vivere a causa del vincolante accordo di divorzio che vigeva tra di loro. Convinto che qualcuno debba pagare per la morte del consigliere, Stone decide di accusare Ted di assassinio indiretto, cioè un omicidio commesso durante lo svolgimento di un atto criminale e trova un giudice che accetta questa line d’accusa, ma al momento di discutere in aula il caso, i giurati non riescono a decidersi per la sua colpevolezza ed il giudice si vede costretto a dichiarare nullo il processo. Alla fine sarà Ted stesso a confessare di aver davvero detto alla moglie che avrebbe fatto del male ad Emma, quando Stone decide di accusare di fronte al marito Jane dell’omicidio del consigliere e di strapparla alla figlia gettandola in galera. Ted, per evitare questo dolore alla bambina, sceglie quindi di prendersi tutta la responsabilità del caso, ma in questo episodio – più che la scaltrezza di Stone – gioca un ruolo interessante il rapporto tra i due coniugi, due persone che un tempo si erano amate e che avrebbero potuto evitare tutta questa situazione se avessero accettato di parlare e di venirsi incontro invece che di saltarsi alla gola. Ted, infatti, che aveva perso il suo precedente impiego, faceva ormai ben quattro lavori per mantenere il lussuoso stile di vita della moglie che si era rifiutata di ridiscutere i termini del loro accordo di divorzio ed era giunto ad uno stato di totale disperazione che lo aveva portato a compiere le insane minacce alla moglie, mentre lei era ormai sorda a qualsiasi richiesta l’ex marito le facesse. Un caso davvero triste che ha finito per causare un’innocente vittima.

Chicago P.D. 4×21 Fagin
L’episodio di questa settimana di Chicago P.D. ci racconta la storia di un ex rapinatore di banche ormai in pensione, Spann, che finge di vivere una vita onesta, ma che in realtà ha messo su una ben organizzata banda di minorenni a cui ha insegnato il suo vecchio mestiere. Quando infatti la città subisce diverse rapine a mano armata da parte di un gruppo di motociclisti che colpisce alcune filiali con incredibile precisione e una guardia giurata muore, al team di Voight viene affidata l’indagine che viene tolta dalle mani del Detective Upton, un agente di carattere che riempirà da questo momento in poi e per un certo tempo il vuoto lasciato dall’uscita temporanea di scena di Burgess (l’attrice che la interpreta è in maternità). L’episodio ci dà anche l’opportunità di tornare per un momento sullo stato dell’arte della relazione tra Lindsay e Jay, nonostante i due si siano ufficialmente lasciati, sembrano ancora molto vicini e non si riesce ancora bene a comprendere dove gli autori vogliano andare a parare con la coppia o perché, considerato quanto chiaramente siano ancora attaccati l’uno all’altra, abbiano deciso di separarli in prima istanza. Il riavvicinamento avviene in parte per l’esperienza vissuta da Lindsay che si trova costretta a sparare ad uno dei rapinatori colti sul fatto, per scoprire poi che era solo un ragazzino di appena 14 anni. Lindsey non sarà tuttavia la sola ad essere toccata personalmente da questo difficile caso, anche Voight lo affronterà con un atteggiamento decisamente diverso dal solito tanto da decidere di proteggere uno dei rapinatori che lo aiuterà a smantellare il racket messo insieme da Spann, mettendosi persino contro Mark Jefferies e rifiutando che il minorenne venga usato come testimone per condannare Spann. Il personaggio della detective Upton, nonostante un inizio piuttosto burrascoso, finisce per lavorare molto bene con tutti i membri della squadra e soprattutto a catturare il cuore di Trudy Platt – impresa decisamente non facile – quando le racconta di averla conosciuta, ancora bambina, per avere aiutato lei e suo padre dopo che il negozio di proprietà della loro famiglia era stato rapinato e suo padre aggredito. Trudy, a quanto pare, è l’agente che aveva catturato al tempo il malvivente in questione, mantenendo la promessa fatta ad una bambina terrorizzata per l’esperienza vissuta e per la sorte del suo papà, nonché la persona a cui il detective stesso deve la scelta della sua carriera nelle forze dell’ordine.

Criminal Minds 12x21 Green Light
Con questo episodio e con una sola puntata rimasta per concludere questa stagione (che vedrà l’attesissimo ritorno di Shemar Moore nel ruolo di Derek Morgan) la storyline dedicata al personaggio di Reid si avvia finalmente alla conclusione con una serie di colpi di scena. Il più importante è che Mr. Scratch non c’entra assolutamente nulla con l’incarcerazione di Spencer e che dietro al piano diabolico che lo ha portato quasi alla follia ci sono due diaboliche donne: Lindsey Vaughn, di cui vi abbiamo già parlato la scorsa settimana e che in pochissimi ricorderanno, essendo apparsa nello show tanti anni fa e Cat Adams, che abbiamo invece visto cell’undicesimo episodio della scorsa stagione della serie. Quando, all’inizio della puntata, Reid finalmente rivela a Prentiss di aver visto Lindsey e che probabilmente sua madre è in pericolo di vita, non c’è da stupirsi che anche lei esiti a credergli, soprattutto considerato il comportamento piuttosto instabile del suo collega. Ma il povero Spencer questa volta ha ragione e ha finalmente trovato l’informazione che riuscirà ad aprire uno spiraglio che lo porterà ad uscire di prigione. Il resto della trama è piuttosto – dobbiamo ammetterlo – raffazzonata. In sostanza il BAU, usando la pallottola ritrovata nel corpo di Cassie, scopre che Lindsey, da quando ha lasciato il programma di protezione testimoni, è diventata un sicario che uccide usando la stessa pistola di suo padre, un elemento che, evidentemente, deve essere sfuggito a qualunque poliziotto abbia mai lavorato ad uno degli omicidi da lei commessi e che a differenza dei membri del BAU non ha mai fatto qualcosa di così elementare come cercare di capire se l’arma dell’omicidio fosse stata già usata in altri casi. Ciò detto, grazie a Prentiss, che si presenta davanti al giudice per perorare la causa di Spencer e fare in modo che venga rilasciato prima che qualcuno lo uccida in prigione – il che ci fa legittimamente domandare perché Reid paghi uno stipendio al suo inutile avvocato – l’agente riconquista finalmente la libertà e si rimette immediatamente sulle tracce della madre rapita da Lindsey. Garcia, in tutta questa situazione, rappresenta decisamente la frustrazione di tutti i fan della serie quando decide di presentare la sua lettera di dimissioni dichiarando di essere devastata da quanto successo negli ultimi tempi: prima ha perso il suo cioccolatino (ah, quanto ci mancano le telefonate sconce tra Morgan e Garcia!), poi Hotch ed infine ha dovuto assistere al tracollo mentale di Reid, come non comprendere quindi la sua decisione? In quanto al resto del gruppo, Alvez continua a guadagnare punti, rimanendo l’unico membro della squadra che abbia mai fatto qualcosa di concreto per il suo collega e che continua a farlo anche quando Reid è ormai fuori pericolo, ma decide comunque di punire Shaw per non averlo preso sul serio la prima volta, quando gli aveva imposto di lasciare in pace Spencer. Il resto del team, invece, che sembra finalmente aver ricordato come si indaga su un caso, scopre la connessione tra Lindsey e Cat, che si trova attualmente in prigione, e Prentiss manda Reid e JJ ad interrogarla per riuscire a scoprire dove si trovi Diana Reid e salvarle così la vita.

Law & Order: SVU 18x17 Real Fake News
Come spesso capita con gli episodi di questa serie, anche il caso di questa settimana affronta un tema estremamente attuale e spaventoso: quello delle fake news, le false notizie che vengono diffuse sulla rete e del loro micidiale e devastante effetto. Un deputato si presenta nell’ufficio di Olivia chiedendo il suo aiuto: un sito internet EndlessTruth.com sta diffondendo infatti la falsa notizia che l’uomo sarebbe coinvolto in un traffico di prostituzione minorile gestito all’interno di un ristorante cinese che servirebbe da copertura: il deputato chiede così l’intervento della squadra della SVU per poter provare una volta per tutte la propria innocenza e mettere a tacere delle voci assurde e senza fondamento. Uno dei momenti più spaventosi dell’episodio è quanto un uomo armato di fucile fa irruzione nel ristorante, minacciando di uccidere i presenti se il proprietario non libererà le donne che, secondo lui, tiene prigioniere. Sul luogo sono presenti fortunatamente Fin e Carisi che riescono ad evitare il peggio, ma faticano non poco a convincere il soggetto che le informazioni in suo possesso sono completamente false, persino quando gli dimostrano la veridicità delle loro affermazioni, mostrandogli che il presunto seminterrato in cui sarebbero nascoste le ragazze in realtà non esiste. Considerata la situazione, Olivia deciderà di mettersi in contatto con il proprietario del sito, un sedicente giornalista che si maschera dietro il primo emendamento ed il suo diritto di espressione e che, ancora meno dei suoi lettori, è interessato al concetto di verità, ma si limita semplicemente ad alimentare la rabbia e la paranoia dei suoi lettori guadagnando in termini di click ad ogni visita al suo sito. Nell’indagare sul sito e sulle accuse che rivolge al deputato, Olivia ed il suo team finiranno per scovare un vero sito di pornografia infantile e riusciranno a fermare un traffico di prostituzione che sfrutta giovani ragazze portate in America con l’inganno e la promessa di un lavoro. Ma il vero focus dell’episodio torna ad essere il folle proprietario di EndlessTruth.com, che dopo essere stato costretto dal tribunale e dietro richiesta di Olivia di consegnare il proprio computer, si vendica attaccando sia lei che Rollins, additandole come madri single che probabilmente sono coinvolte anche loro nel traffico di minori ed i cui figli potrebbero in realtà essere il frutto di qualche innocente donna sfruttata dal mondo della prostituzione e costretta a cedere loro i propri figli. Inutile dire che nel momento in cui Benson verrà personalmente attaccata dall’uomo, la sua risposta non si farà attendere e minaccerà l’uomo di rovinarlo e farlo accusare del reato di pedo-pornografia se non lascerà in pace lei e la sua collega. Vistosi costretto a rinunciare alla sue nuove vittime, l’uomo tornerà ad attaccare il deputato – completamente scagionato da ogni tipo di accusa – che finirà per venire ucciso da un folle lettore del sito, proprio mentre pranzava con la figlia nel ristorante cinese.