Fear the Walking Dead 3×06, “Red Dirt”: la recensione

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Fear The Walking Dead ideata da Robert Kirkman, Dave Erickson AMC
tempo di lettura 3'
Red Dirt si presenta come un episodio totalmente di passaggio ma al contempo riserva delle sorprese inaspettate, nonostante il ritmo ogni tanto rechi qualche sofferenza all’attenzione di chi guarda. Sin dal primo momento in cui Madison e la milizia guidata da Troy fanno ritorno nel ranch distrutti e senza una buona notizia da portare ai propri famigliari, si intuisce che la reazione da parte di tutti sarà negativa e di rifiuto nei confronti delle decisioni del capo Jeremiah. Red Dirt è un episodio che funge da ponte per una guerra imminente e nonostante la prevedibilità di alcune situazioni sarebbe assurdo non ammettere che questa volta, più delle altre volte, si siano venuti a creare legami assurdi e decisamente rischiosi che comunque mantengono viva la vicenda. I protagonisti di Fear the Walking Dead non hanno paura di essere imperfetti o doppiogiochisti e in più sono disposti a tutto pur di sopravvivere. Madison crea alleanze improbabili e mai come prima d’ora il suo coinvolgimento con i personaggi secondari è essenziale e difficile, specialmente perché il rischio che da un momento all’altro qualcosa possa andare storto è alto. Ma il fatto che ci sia questa tensione palpabile è positivo perché nelle scorse stagioni rimaneva in ballo solo molta prevedibilità e questo forse era dovuto a figure meno interessanti.

Jeremiah è fissato in un punto del passato e non ha nessuna intenzione di muoversi e di scrollarsi via di dosso le tradizioni che lo hanno reso l’uomo che è. Il suo rapporto con Nick è particolarmente coinvolgente, nato quasi per sbaglio ma suggellato da una casa che una volta fu luogo dell’inizio della fratellanza, una casa distrutta e ora in ricostruzione nel mezzo di uno sfondo drammatico e sempre più instabile. Alicia d’altro canto ha ancora bisogno di trovare la strada giusta per emergere. Sebbene abbia paura di ammettere ciò che prova veramente, la ragazza ha comunque le idee molto chiare e questa volta sembra essere sulla stessa linea di sua madre o almeno sembra avere il suo stesso spirito visto il desiderio di seguire Jake nella sua impresa di pace. Stesso discorso dicasi per Nick che nonostante abbia ben immaginato le azioni terribili di Troy supporta e comprende le decisioni prese da sua madre, la quale è ormai coinvolta appieno nella gestione del ranch. La sua posizione è cambiata nel giro di poco tempo e principalmente lo si evince nel momento in cui prende anche le veci del padrone di casa, sempre più malato e di conseguenza indeciso sul da farsi.

Walker sarà senza ombra di dubbio un personaggio molto interessante e al momento gli autori lo stanno rappresentando come un nemico per gli abitanti del ranch ma non come un villain effettivo della stagione. Forse è proprio questa la cosa più interessante di tutte: l’ambiguità che non permette al pubblico di dare un’etichetta ben stabilita a ogni personaggio. Quel senso di confusione che aleggia costantemente tra di loro, quel senso di indecisione che li rende sempre meno inquadrabili. Sebbene Madison abbia un piano per il futuro che vede alla base di tutto il ranch, è innegabile che il suo coinvolgimento con la famiglia Otto stia prendendo delle pieghe sempre più enigmatiche ma al tempo stesso interessanti ai fini della storia. Lei è consapevole che al di fuori della recinzione non esistano posti migliori di quello e come un vero e proprio leader sta marcando il territorio per proteggere la sua famiglia. Courtney Hunt, regista dell’episodio, ha saputo costruire questo capitolo “filler” sfruttando tutti gli elementi migliori che fino ad ora ci erano stati messi sul piatto e questo è solo un punto a favore di una terza stagione che, nonostante abbia la stessa struttura di sempre, riesce a entusiasmare i fan grazie a tutte quelle dinamiche che fino ad ora erano inedite.

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