All’inizio della terza stagione di Legends of Tomorrow, ritroviamo i protagonisti esattamente dove li avevamo lasciati: nella battaglia che ha portato alla sconfitta della Legion of Doom, il team di improbabili eroi ha involontariamente provocato una rottura della linea spazio/temporale, evento che ha portato alla nascita di una nuova e follemente entropica realtà. Nel presente, infatti, i dinosauri camminano per una Los Angeles più distopica che mai, e conseguentemente piombata nel caos più totale. La situazione viene – troppo? – rapidamente risolta da Rip Hunter, che appare magicamente assieme alla nuova organizzazione da lui fondata e diretta – il Time Bureau – per rimettere le cose al loro posto e sollevare le Leggende dal loro incarico, a causa dei guai combinati.

Sei mesi dopo, ritroviamo i protagonisti alle prese con le loro nuove vite: messe da parte le missioni supereroiche, Sara e gli altri sono alla ricerca di un difficile equilibrio nella quotidianità dei comuni mortali. Ben presto, il ritorno in scena di Giulio Cesare, giunto nel presente e desideroso di conquistare il mondo, dà loro una nuova occasione di dimostrarsi meritevoli del ruolo di protettori dello spazio/tempo. Riusciranno a sfruttare questa nuova occasione?

Così come per la season première della quarta stagione di The Flash, il cliffhanger conclusivo della scorsa annata di Legends of Tomorrow viene frettolosamente cancellato con il più evidente dei colpi di spugna. Per quanto tali soluzioni non abbiano creato un effettivo danno alla narrazione, appare quantomeno curioso il desiderio di creare un deciso distacco tra ciò che è accaduto in precedenza, e ciò che deve ancora verificarsi.

Al netto di tutto ciò, la terza stagione di Legends of Tomorrow riparte in modo ottimale, continuando la propria marcia su quel binario vincente che ha saputo progressivamente trasformare lo show in uno spettacolo valido, originale e divertente, qualcosa di praticamente antitetico rispetto agli esordi. Il canone narrativo della serie TV oramai è lapalissiano: proporre una storia dal sapore sempre più farsesco, non disdegnando anche sporadiche derive nel nonsense e nel trash, si sta rivelando una mossa vincente, in grado di carpire l’interesse di un pubblico desideroso di spettacoli di pura evasione e che sappiano anche proporre qualcosa di relativamente nuovo in un universo narrativo sempre più stereotipato e ripetitivo. Per onestà intellettuale, però, non possiamo esimerci dal sottolineare come mantenere tale freschezza sarà sempre più arduo e il rischio che Legends of Tomorrow possa facilmente entrare in un circolo vizioso è alto. Staremo a vedere.

In Aruba-Con funziona tutto: dal cast che ha saputo trovare la sua quadra nel lavoro corale – non potendo contare su singole interpretazioni di grande impatto – all’introduzione di nuovi elementi narrativi, il season première è stato in grado di soddisfare le nostre aspettative, proponendo un contenuto semplice, ma valido.

Nell’episodio assistiamo inoltre a un cammeo di Kid Flash, direttamente dalla serie TV dedicata al Velocista Scarlatto dell’Arrowverse, così come fa il suo esordio l’organizzazione nota come Time Bureau, creazione originale di questo show.

Grande protagonista è Giulio Cesare, già apparso in precedenza: nel corso della narrazione ci vengono contestualmente ricordati sia alcuni eventi storici, come l’attraversamento del Rubicone e le Idi di Marzo, che alcune battute della tragedia dedicata al personaggio firmata da William Shakespeare.