Con la recensione dell’episodio della scorsa settimana di Lethal Weapon ancora, metaforicamente parlando, “calda”, in Born to Run accade qualcosa di decisamente significativo che non possiamo dire averci esattamente colto impreparati. Il rapporto tra Riggs e Karen Palmer sembra procedere al meglio e nonostante uno strano brunch a casa Murtaugh al quale i due vengono invitati mettendo in luce il loro disagio nell’essere identificati come una normale coppia, qualcosa sotto la superficie ribolle. Avevamo già accennato al desiderio di di Riggs di buttarsi il passato alle spalle e provare a vivere normalmente la propria vita, ma l’aver chiuso il caso della morte di sua moglie, evidentemente, non poteva essere sufficiente per raggiungere questo scopo. Riggs ha ancora diversi problemi da affrontare prima di poter riuscire davvero ad andare avanti con la sua vita sentimentale, ma anche l’atteggiamento di Karen non fa altro che confermare come lei fosse la donna giusta al momento sbagliato.
Il fatto che Riggs non riesca ad aprirsi con lei e ad essere sincero circa i motivi per cui uno specifico risvolto del caso a cui sta lavorando lo abbia fatto tanto arrabbiare, finisce per creare tra i due una spaccatura, ma non solo per colpa di lui. Nonostante il suo atteggiamento apparentemente indifferente Palmer vuole infatti dalla relazione con Riggs ciò che ogni donna probabilmente desidera dal suo compagno, cioè qualcuno con cui condividere tutto della propria vita, e viceversa, ma la paura di essere ferita ed il timore che Martin non sia quel genere di uomo le fanno sostanzialmente gettare la spugna troppo presto, finendo per farle sprecare un’occasione.
Riggs ha sicuramente dei problemi e ancora non riesce a vedersi in una relazione stabile in cui mettere tutto di se stesso, ma questo non vuol dire che non lo desideri.

Forse non è necessariamente, sempre evidente, ma questa serie è chiaramente in mano ad autori che sanno come scrivere e lo fanno veramente bene. Il fatto che l’arco narrativo sulla morte di Miranda si sia concluso, come avevamo già accennato in passato, sebbene sia un rischio, non significa che non sia stato ben calcolato, perché Martin ha certamente fatto un passo avanti come personaggio da quando lo abbiamo incontrato la prima volta, ma ciò non significa che sia stato snaturato. Dopotutto il fascino del personaggio risiede nel suo essere vagamente borderline, nella sua incapacità di trovare pace e questa parte di lui, fortunatamente, è rimasta intatta, anche se in questo caso gli è costata la relazione con Karen.

Immagini promozionali di Flight Risk ©2017 Fox Broadcasting Co. CR: Ray Mickshaw/FOX

Bisogna quindi dare credito agli autori non solo per la loro capacità di trattare lo stato d’animo di uno dei protagonisti con un notevole tatto, ma anche per il modo in cui stanno sostanzialmente facendo di lui una sorta di immagine di uomo ideale, certamente un po’ folle, ma anche incredibilmente umano e attento, soprattutto quando ad avere bisogno di lui è una donna. Il modo in cui, per esempio, reagisce alla notizia che una delle persone coinvolte nel caso che lui e Murtaugh seguono, una famosa cantante, sia in realtà vittima di abusi da parte del suo manager, la dice lunga sul rispetto che abbia per il sesso femminile e su come si presenti nella sua veste di moderno cavaliere disposto a tutto pur di proteggere i più deboli, anche quando queste persone hanno commesso parecchi sbagli. Certo, essendo poi Martin quello che è, invece di affrontare la questione attraverso i giusti canali, preferisce prendere a pugni il malcapitato (e chi può dargli torto!) e viene spedito a casa per il suo comportamento, ma questo non rende comunque questo aspetto del personaggio meno interessante, soprattutto quando sembra esserci ancora così tanto di lui sotto la superficie da scoprire. Per essere uno show preponderantemente maschile, Lethal Weapon ha un’animo decisamente femminile e forse è proprio per questo che funziona così bene, perché ha sposato il meglio di questi due mondi ed invece di raccontare l’eterna battaglia tra questi due sessi, ha deciso in pratica di flirtarci.

E a proposito di estrogeni contro testosterone, non si può ignorare come le scene d’azione siano un valore aggiunto per questo show che anche se sembra essersi allontanato dai (costosi) fasti iniziali, riesce comunque a rendere come si deve anche un semplice inseguimento, di quelli stile “vecchio” film poliziesco, arricchendolo con qualche moderno spostamento di camera e giocando con inquadrature dinamiche ed un ottimo lavoro in fase di post-produzione, sicuramente valorizzato dallo splendido palcoscenico fornito dalla città di Los Angeles che contribuisce a dare ulteriore carattere alla serie.

La seconda stagione di Lethal Weapon va in onda negli Stati Uniti ogni martedì su Fox.