Ci voleva una conferma con il secondo episodio dopo un esordio sufficiente, ma interlocutorio, come quello del pilot. The Gifted risponde in parte a questi dubbi – ma dovrà continuare a confermarsi nelle prossime settimane – giocando sulla totale mancanza di equilibrio degli attori in gioco, sempre braccati o prigionieri. L’episodio, intitolato rX, riprende esattamente da dove si era interrotto il precedente, con la famiglia Strucker separata e priva di punti di riferimento. La regia nel frattempo passa da Bryan Singer a Len Wiseman.

I filoni principali sono tre. Nei primi due vediamo i personaggi che, a diverso livello, sono prigionieri. Si tratta di Reed, catturato dalle sentinelle e interrogato sui poteri dei figli, di Polaris, in prigione e in pericolo di vita, e del resto del gruppo ancora in fuga. La scorsa settimana discutevamo del fatto che, rompendo immediatamente l’equilibrio dei poteri nascosti dei figli, The Gifted si privava di una bella parte del racconto, che poteva bastare a se stessa almeno per un certo periodo di tempo. In realtà questa idea viene in parte recuperata grazie ai flashback. L’episodio inizia proprio così e, dove normalmente una scena di questo tipo sarebbe inutile, qui serve a gettare uno sguardo diverso sui componenti della famiglia.

C’è la contraddizione, su cui la scrittura mette l’accento, per cui nessuno dei due genitori si sarebbe preoccupato per le privazioni subite da mutanti se non fossero stati i loro figli. Addirittura Reed si occupava proprio di ciò. Ora, se Caitlin, grazie ad un momento di confronto con Marcos, viene messa di fronte a questo dilemma, per Reed è più difficile al momento trovare una forma di riscatto. Va detto che le sentinelle in conclusione riusciranno a far leva su di lui solo giocando sui suoi affetti più cari. La vicenda di Polaris in prigione è soprattutto un riempitivo, ma vince a mani basse nel confronto con la storyline simile vista in Inhumans.

Allora grande parte del pericolo si concentra sul gruppo di mutanti che deve confrontarsi con le conseguenze dell’attacco. Fin da subito si stabilisce una connessione tra i poteri, che diamo per scontati, e la perdita di controllo su questi. Al centro di tutto i portali di Blink, e le conseguenze anche interessanti sulla storia. In generale si tratta di costruire una piccola vicenda nella quale i rapporti tra i personaggi, e quindi tra la famiglia e i mutanti, possono sedimentarsi. L’episodio si chiude con un cliffhanger e un riferimento ad un incidente avvenuto negli anni ’60, ma in mancanza di riferimenti chiari sull’universo che stiamo guardando, è anche inutile azzardare ipotesi. The Gifted non offre particolari spunti, e non ha nulla di originale da offrire. Rimane un buon passatempo, ma i margini di miglioramento rimangono un’incognita.