Dopo il clamoroso fallimento della missione volta alla cattura del Professor Pyg, il GCPD è nel caos più totale: il capitano Bullock ha dimostrato di non essere in grado di assolvere al meglio al suo compito – oltre ad aver mentito ripetutamente al suo partner – e il sindaco di Gotham City propone a Jim Gordon di prenderne il posto.

Nel frattempo, nei Narrows, le ultime gesta di Edward Nigma e del suo braccio destro Solomon Grundy attirano l’attenzione del Pinguino, che manda un suo sicario a risolvere la situazione, oltre che del trio composto da Barbara, Tabitha e Selina: ne nasce un “tutti contro tutti” che provocherà molti cambiamenti nel fragile equilibrio di questo distretto della città.

Infine, lo stesso Oswald Cobblepot sceglie un suo protégé nel nuovo orfanotrofio aperto da Sofia Falcone.

A Dark Knight: Stop Hitting Yourself è un episodio chiassoso e bizzarro in cui va in scena una rappresentazione degna del migliori teatro dell’assurdo: tra il farsesco, il nonsense e il kitsch, questo è un capitolo dello show che ricorderemo come uno dei più divertenti. Il modo in cui gli autori riescono a partorire una storia che va a combinare in modo così armonico i diversi filoni narrativi generatisi sin dal principio della quarta stagione di Gotham, per quanto sui generis, è molto apprezzabile. Ben intesi: come detto fin dalla recensione della season première di quest’annata, questa serie TV non è nata con la pretesa di essere un prodotto autoriale, ma piuttosto uno spettacolo dedicato a un pubblico quanto mai generalista e disimpegnato, desideroso di godersi una storia semplice e immediata, che in questo caso va a rivisitare in modo piuttosto originale – e a tratti anche discutibile – una mitologia sacra come quella di uno dei personaggi più popolari della cultura pop americana e mondiale, Batman. Tenendo ben a mente questa considerazione aprioristica e sostanzialmente insindacabile, A Dark Knight: Stop Hitting Yourself è un episodio che riesce a soddisfare a pieno ogni premessa e aspettativa.

Allo stesso tempo, oltre al rumore scaturito da una storia che vede svariati personaggi scontrarsi tra loro in modo rocambolesco e molto (auto)ironico, abbiamo anche una parte contenutistica più impegnata, che vede protagonista proprio Jim Gordon: il personaggio principale dello show sta crescendo visibilmente, episodio dopo episodio, assumendo un ruolo sempre più serio e consapevole, di cui il cambiamento di status quo derivante dalla promozione al ruolo di capitano è la più fisiologica delle conseguenze. D’ora in avanti, Gordon avrà in mano sempre più potere, ma anche responsabilità, e sarà interessante scoprire come giocherà le sue carte in una situazione talmente delicata come quella in cui verte la città di Gotham.

Piccola parentesi: la nuova assenza di Bruce Wayne dalla storia narrata in A Dark Knight: Stop Hitting Yourself conferma la (nostra) tesi che vuole la qualità dello show aumentare quando manca il futuro Batman. Inoltre, nell’episodio assistiamo a sequenze di sana violenza – con risvolti insolitamente splatter – che ci hanno divertito.

In questo capitolo della storia, ritorna inoltre la versione femminile di Firefly, uno dei villain più antichi di Batman, creato da France Herron e Dick Sprang sulle pagine di Detective Comics #184 (1952): si tratta di un’iterazione originale creata appositamente per Gotham e mai apparsa nei fumetti DC Comics.