Kara e Alex tornando a casa, a Midvale, dove trovano la loro madre ad attenderle. Le due sorelle si trovano in un momento delicato delle loro vite: la prima ha perduto Mon-El mesi fa e si è progressivamente allontanata dalla sua umanità, abbracciando la sua natura aliena, mentre la seconda ha lasciato Maggie poco prima del matrimonio, perché desiderosa di essere madre un giorno (desiderio non condiviso dalla sua ex partner).

Il ritorno a casa delle due ragazze funge da pretesto per tornare indietro nel tempo, alla loro infanzia: grazie a un lungo flashback, infatti, siamo testimoni di un’avventura traumatica che le coinvolse in tenera età, quando a seguito della morte di un loro amico, scoprirono un torbido inganno.

Non è insolito che nelle serie TV americane si realizzino episodi a sé stanti, una sorta di spin-off endogeno degli stessi show, e con Midvale è arrivato anche il turno di Supergirl. Il fatto che le due sorelle Danvers lascino momentaneamente alle spalle National City per “leccarsi le ferite” non è altro che un grasso e grosso pretesto che consente agli autori di prendersi un momento per rifiatare, abbandonando le trame principali della nuova stagione, ed esplorare nuovi territori, permettendo allo spettatore di scoprire qualche dettaglio in più sul passato dei due personaggi e sull’evoluzione del loro rapporto.

Il tutto viene realizzato grazie a una delle tecniche cinematografiche più antiche e inflazionate, il flashback. In sé per sé Midvale non è un episodio malvagio, anzi è davvero qualcosa di diverso rispetto a quanto abbiamo visto sinora nello show. Abbandonate le atmosfere più prettamente supereroistiche, la narrazione si trasforma in un’avventura dallo stile rétro: certo, per ragioni anagrafiche non siamo negli anni Ottanta come in Stranger Things, ma anche in questo caso ci troviamo con due giovani protagoniste alle prese con una vicenda fatta di morte e verità nascoste, nella quale la componente sovrannaturale è sostituita da una più consona ai comics di supereroi.

Il tutto è immancabilmente presentato, e qui sta il limite più grande dell’episodio in analisi, con la solita impostazione – talvolta troppo fastidiosa – da teen drama “made in The CW“. Ed ecco che, in alcuni momenti, Supergirl sembra trasformarsi in un ibrido tra The Vampire Diaries e Gossip Girl, di certo ciò che i fan della Supergirl dei fumetti DC Comics non si aspettano, e che probabilmente non gradiscono particolarmente.

Al netto di tutto questo, però, Midvale presenta una storia ragionata e a conti fatti credibile, che strappa la sufficienza e riesce a superare agilmente, in termini qualitativi, il pompatissimo episodio musical della scorsa stagione di The Flash, che vedeva proprio Supergirl come co-protagonista.

Va bene, dunque, esplorare occasionalmente nuova direzioni narrative e provare così a proporre una storia radicalmente diversa rispetto al canone. Ciò che continua a non andare per nulla bene, invece, sono le sequenze iniziali di molti degli episodi della terza stagione dello show, contraddistinte da lagnose canzoni per adolescenti alle quali faremmo tutti volentieri a meno.

In Midvale mancano precisi episodi ai fumetti DC Comics, ma di certo ritroviamo un contesto narrativo molto simile a quello delle avventure del giovane Clark Kent a Smallville, intento a esplorare i suoi poteri anni prima di divenire Superman. La versione originale del personaggio di Supergirl, inoltre, ha davvero vissuto la sua infanzia nella cittadina di Midvale.