The Sinnerman, nono episodio della terza stagione di Lucifer, non è facile da giudicare, soprattutto se contestualizzato all’interno di una stagione che, pur divertendo, come nella migliore tradizione di questa serie, ha dovuto sacrificare la linearità della sua trama orizzontale per poter accomodare ben quattro puntate (di cui il pubblico ne ha viste solo tre), prodotte e concepite lo scorso anno e che hanno inevitabilmente spezzato il ritmo di questa stagione.

Il risultato di questa lunga attesa, per cominciare a comprendere cosa si nascondesse dietro alla storyline di The Sinnerman, è stato una dilatazione dei tempi che, inevitabilmente, ha aumentato le aspettative. Ed è proprio in termini di aspettative che questa puntata delude, almeno se la si giudica, usando un termine assolutamente non tecnico, “di pancia“.
Di questa misteriosa figura sapevamo fino ad ora molto poco e quegli sparuti dettagli a nostra disposizione erano stati centellinati da Marcus Pierce, un personaggio che negli ultimi tre episodi è sostanzialmente scomparso dal nostro radar con la giustificazione – più che comprensibile, per carità – che si stesse riprendendo dopo essere stato ferito per difendere Chloe durante una sparatoria.
Nonostante le sparute informazioni in nostro possesso il mito di Sinnerman è montato a dismisura in questa stagione, come una figura misteriosa, accattivante e manipolatrice che muove le ruote di un ingranaggio la cui utilità ancora non è chiara né agli spettatori, né ai protagonisti dello show. E’ quindi comprensibile che quando finalmente abbiamo l’occasione di incontrarlo faccia a faccia si resti piuttosto delusi dal suo spetto anonimo.

Dopotutto per mettere sotto scacco il diavolo in persona uno si aspetterebbe di trovarsi di fronte un personaggio tanto grandioso quanto Lucifer, MazeAmenadiel. Nonostante i tre non abbiano abusato dei loro poteri nell’arco della serie e Lucifer, soprattutto, tenda a nascondere le sue potenzialità dietro un atteggiamento scanzonato ed auto ironico, non vi è dubbio che queste tre figure abbiano una presenza ingombrante nello show e potrebbero fare grandi cose (nel bene e nel male) se solo lo volessero e che sono frenati soltanto dalla loro volontà di provare a vivere una vita più umana possibile, piuttosto che prevalere sugli esseri umani.
Per questa ragione, l’idea che Lucifer avesse un degno avversario, ci aveva messo nella predisposizione di spirito di immaginare un nemico grandioso, minaccioso ed imponente, cosa che – invece – non avviene.
La domanda legittima è quindi se la rivelazione del volto di Sinnerman (Kevin Carroll) sia davvero una delusione e la risposta che ci sorge spontanea è un neutro, ni!

A pelle, il personaggio interpretato da Carroll è oggettivamente deludente e apparentemente poco minaccioso, ma è anche altrettanto evidente che quella a cui gli autori ci stanno preparando è una di quelle classiche situazioni in cui si chiede al pubblico di non lasciarsi ingannare dalle apparenze, una caratteristica che ogni fan di questa serie ha fatto sua da tempo: chi avrebbe mai immaginato, dopotutto, di finire per avere un debole per Satana in persona?

The Sinnerman, ovviamente, non è quello che sembra e probabilmente, proseguendo nella storia, Lucifer stesso faticherà ad accettare che un personaggio così anonimo possa costituire per lui un’autentica minaccia. Quindi, seppure l’aspetto dimesso di questo personaggio possa, di primo acchito, deludere, quello che ci affascina è ciò che davvero nasconde.
Dopotutto parliamo di un uomo che conosce la vera identità di Lucifer, anche se non sappiamo come e perché, che è riuscito ad imprigionarlo (anche se per poco tempo, ma solo grazie al ritorno di Maze) e che ha deciso di affrontare apertamente il suo nemico uccidendo alcune persone a cui Lucifer aveva concesso uno dei suoi famosi favori, una mossa piuttosto audace, considerato che le sue azioni lo stanno mettendo contro il diavolo stesso.
Gli autori hanno scelto quindi una strada interessante per introdurci un personaggio che sin dalla fine dello scorso anno ha cospirato nell’ombra, muovendo i protagonisti di questa serie come pedine, a suo piacimento e per i suoi scopi. Il fatto quindi che egli non sembri affatto pericolo come ci aspettavamo è sia una delusione che una sorpresa. Tutto sta, chiaramente, a vedere come la writer room gestirà questa trama da qui in avanti e quanto manipolatore The Sinnerman si rivelerà davvero.

Su un fronte più prosaico questo episodio si concentra sullo stato dell’arte del rapporto tra Linda e Amenadiel (ed il terzo incomodo Maze) e del tenente Pierce e la detective Decker. Che la relazione tra Amenadiel e Linda avrebbe preso una piega romantica non è un grande sorpresa, anche se non vuol dire che non sia gradita, quello che non ci saremmo tuttavia aspettati è che Maze potesse non essere d’accordo con l’idea di vedere la sua migliore amica ed il suo ex insieme e non perché sia gelosa dei due, ma perché i sentimenti che sta provando in quanto nuovo membro della razza umana (o quasi!) la fanno sentire esclusa, una sensazione che comprensibilmente a Maze non piace e che soprattutto non riesce a gestire. Linda, in ultimo, finisce per essere però la persona che ne paga – come sempre – lo scotto, poiché si trova a dover giostrarsi tra il sentimento nascente nei confronti di Amenadiel e la sua amicizia con Maze.

Poi ci sono il Marcus e Chloe.
Il rapporto tra i due non è stato purtroppo esplorato come avremmo voluto e questo, come dicevamo nell’incipit di questa recensione, per la presenza piuttosto saltuaria di Tom Welling in questa stagione, ma che tra i due stia nascendo un sentimento è piuttosto evidente, entrambi sono attratti l’uno dall’altra e soprattutto condividono un’esperienza traumatica: la perdita di una persona cara, collegata al loro lavoro. Il fatto poi che la relazione tra Lucifer e Chloe si stata chiaramente messa in pausa dagli autori, ha contribuito a far aumentare la tensione sessuale tra la detective ed il nuovo arrivato nella squadra, soprattutto quando lui ha cominciato finalmente a lasciarsi andare e a non sembrare più una sorta di cyborg.
C’è da dire che il modo apertamente scanzonato e ironico in cui gli autori stanno gestendo il personaggio, le inquadrature che si soffermano sui suoi muscoli mentre si cambia una camicia in ufficio o sposta un tavolino, il modo in cui si appoggia con noncuranza sulla sua moto e sorride, sono tutti elementi degni di un romanzo rosa da lettura estiva e non ci aiutano particolarmente a percepire Pierce come un’autentica minaccia per Lucifer, nondimeno quella è la direzione in cui stiamo andando, anche se Lucifer stesso sembra non rendersene pienamente conto.
Il protagonista dello show, dopotutto, tende ad essere così autoreferenziale da non accorgersi di ciò che gli succede intorno fino a che non ci sbatte contro il naso, proprio come nel caso di Sinnerman, ed il fatto che non sia geloso del rapporto che sta cominciando ad instaurarsi tra il nuovo tenente e la sua detective, non significa che lo gradirà e per quanto ci concerne, non possiamo dire di non attendere con impazienza il momento in cui questo avverrà.

Ultimo, ma non ultimo, abbiamo Charlotte Richards (Tricia Helfer) nel suo nuovo ruolo di procuratrice distrettuale e quindi alleata della polizia nelle indagini di omicidio.
Tra i personaggi di questa serie, e nonostante le si stata dedicata una puntata, Charlotte resta forse la più sfuggente di tutti, soprattutto per la posizione scomoda in cui si trova e a causa di azioni compiute quando Charlotte non era Charlotte. Il motivo per cui nessuno si fidi di lei è comprensibile, dopotutto parliamo di qualcuno che nel decimo episodio della seconda stagione ha fatto in modo di scagionare l’assassino del padre di Chloe usando Dan e mettendo letteralmente alla sbarra Lucifer e la detective, ma ciò nonostante abbiamo la sensazione che Charlotte sia stata perdonata troppo facilmente.
Se Lucifer e Amenadiel sanno infatti la verità su di lei e che non era responsabile delle sue azioni, non si può dire altrettanto di Dan e Chloe, qualcosa nel suo inserimento in questa stagione continua quindi a non quadrarci e ci dà l’impressione che questo personaggio sia stato accolto in seno al Team troppo facilmente, anche se a giudicare dalle amare lacrime da lei versate in questa puntata, non si direbbe.

The Sinnerman, in conclusione, è un altro solido episodio di questa stagione e, nonostante alcuni dubbi, ci lascia comunque con un gran desiderio di capire quale siano le intenzioni degli autori ed i piani del misterioso cattivo di questa stagione.

Il midseason finale della terza stagione di Lucifer, andrà in onda negli Stati Uniti lunedì 11 dicembre su Fox.