In alcuni momenti di The Gifted emergono lampi di ciò che questa serie, ormai non lontana dalla fine della stagione, avrebbe potuto essere. C’è quella circostanza, sempre esplorata nell’universo degli X-Men, per cui l’accettazione dei propri poteri passa anche tramite l’accettazione di se stessi. Quindi, è anche un rito di passaggio, quel momento necessario nella formazione di un individuo che si vede diverso da tutti gli altri, e che tutti gli altri vedono come diverso, ma che sceglie di venire a patti con le proprie specificità. The Gifted è chiaramente una serie orientata su un target più giovane, ed è strano come questa tematica della crescita tramite l’accettazione dei propri poteri sia rimasta sempre sommersa. Quantomeno outfoX fa qualcosa in tal senso.

La serie si muove sulla scia delle considerazioni emerse nel precedente episodio. Lauren e Andy insieme sono molto più forti di quanto appaiono normalmente, e possono scatenare un’enorme forza distruttiva. Ne consegue che i loro genitori, ovviamente, sono molto preoccupati per la loro capacità di gestire un simile potere, considerato che ancora, soprattutto Andy, faticano a contenere i loro. La prima parte dell’episodio passa quindi così, i soliti dialoghi generici che esprimono e ripetono considerazioni troppo ovvie. Questa serie non riesce mai ad essere affilata e incisiva nelle riflessioni o nel modo di porgerle.

La missione del giorno consiste nel tentativo di salvataggio dei mutanti prigionieri delle Sentinelle. I fratelli Strucker sono molto importanti a questo punto e, nonostante le solite preoccupazioni di Caitlin, si procede con un piano. C’è una seconda parte di azione che riscatta la prima e che ha un senso nel legare finalmente tutti i personaggi allo stesso obiettivo nel breve termine. Qui è determinante l’apporto di Esme, che spinge il gruppo di mutanti all’azione e propone la possibilità di usare gli Strucker. In realtà poi le cose non andranno come previsto, e sia i fratelli che Sonia e Blink verranno catturati.

Non è esattamente un buon episodio, in quella che appare sempre e comunque una serie troppo pilotata, troppo appoggiata su stereotipi da supereroi, e fondamentalmene ancora incapace di trovare una propria identità. La svolta drammatica di fine episodio è una boccata d’aria fresca in tal senso, e proietta il senso degli ultimi episodi della stagione verso una direzione ben precisa.