Torna dopo la pausa invernale Star Trek: Discovery, e lo fa con un episodio che, sulla carta, prometteva di far prorompere in una catena d’orgasmi i fan più affezionati della serie, non fosse altro per il nome dietro la macchina da presa: Jonathan Frakes, il Will Riker di Star Trek: The Next Generation, nonché regista di svariate puntate della medesima serie e dei due film Star Trek: Primo Contatto Star Trek: L’Insurrezione.

Al centro di Vostro Malgrado, questo il titolo dell’episodio in questione, uno stratagemma narrativo già più volte usato nell’universo di Star Trek: il passaggio a una dimensione parallela. Il principio della realtà-specchio, per quanto tuttora fonte di situazioni che spaziano dal comico al tragico, impone una frenata a Discovery in termini di originalità di trama: e, va detto, questo tema tanto caro alla tradizione trekkiana non trova qui una declinazione particolarmente originale.

Vostro Malgrado è, senza dubbio, un episodio serrato e per nulla noioso – forte del sempiterno fascino del mostrare personaggi che ormai conosciamo bene catapultati in una realtà “altra” – ma incapace di conferire ai colpi di scena in esso contenuti (la rivelazione della contaminazione di Tyler, la morte di Culber) il grado di stupore di cui abbiamo goduto in altri momenti di Discovery. Tuttavia, ci sono almeno due ottimi motivi che decretano la riuscita complessiva della puntata in termini di evoluzione dei personaggi.

Il primo è strettamente correlato con la dinamica dell’universo-specchio, e vede Tilly costretta a impersonare il proprio alter ego malvagio, il capitano Killy. Fa piacere osservare il carisma del timido cadetto venire a galla, forzato dalla necessità di esibire una capacità di comando finora rimasta del tutto sopita; onore al merito di Mary Wiseman, che con la sua interpretazione ha sfruttato alla perfezione i piccoli spunti comici delle scene dedicate a Killy, senza tuttavia sfociare mai nel macchiettismo in cui un personaggio come il suo, en travesti, avrebbe potuto facilmente ricadere.

Il secondo è invece del tutto slegato dalla trama circoscritta alla puntata, e riguarda Tyler; sin dalla sua prima comparsa in Star Trek: Discovery, il personaggio interpretato da Shazad Latif è stato sapientemente ammantato di mistero, spingendo gli spettatori a formulare le ipotesi più fantasiose sulla sua reale identità o sulla sua eventuale indole di traditore. Vostro Malgrado mette fine, in un certo senso, alle speculazioni sulla buona fede di Tyler, aprendo però lo sguardo a uno scenario devastante.

Appare infatti probabile che il giovane abbia subito un abominevole innesto, che l’ha reso una sorta di guscio umano per il klingon Voq, ormai scomparso da diverse puntate; l’ipotesi è avvalorata dall’intensa scena tra Tyler e L’Rell, attraverso le allusioni di quest’ultima alle operazioni chirurgiche praticate sull’ufficiale durante il suo periodo di prigionia, che sarebbero state effettuate “insieme”. Dilaniato tra la paura d’essere allontanato dalla flotta e la consapevolezza del suo stato di alterazione, Tyler finisce per spezzare il collo al dottor Culber quando il medico gli impone di abbandonare la missione in cui dovrebbe scortare l’amata Burnham e il capitano Lorca.

Come nel caso di Wiseman, qui il nostro plauso è rivolto a Latif, che ha costruito nel corso delle puntate una figura tragica di grande spessore, tratteggiandola con sensibilità e calibrandone le fragilità senza mai farlo precipitare nel pietismo più piagnucoloso. L’uccisione di Culber segna una pietra di confine per Tyler, e il suo destino appare ormai avviato verso una ben trista conclusione; qualunque sorte il team di sceneggiatori dietro Star Trek: Discovery abbia deciso per lui, il futuro di Tyler costituirà di certo uno dei punti chiave degli ultimi cinque episodi di questa stagione.

In questa prospettiva, ammettiamo che avremmo preferito che lo scambio dimensionale fosse relegato a un’unica puntata, come già le altre serie del franchise ci avevano abituati; per quanto il capovolgimento offra materia di riflessione sulla fallacia del concetto di buoni e cattivi tradizionalmente intesi, trascinarlo oltre rischierebbe di tradire una mancanza di idee che, per uno show alla sua prima stagione, sarebbe preoccupante. Confidiamo quindi che la Discovery rientri nel proprio universo già nel prossimo episodio, continuando a inoltrarsi nello spazio inesplorato del cosmo così come nelle pieghe più oscure dell’animo umano.