The end of the F***ing World è stata la sorpresa di questo inizio di anno. Con la trasmissione della serie su Netflix lo show inglese ha ricevuto un’immediata popolarità, e in molti si sono appassionati alle vicende dei due giovani protagonisti. Il creatore della serie, che ricordiamo essere tratta dalla graphic novel di Charles S. Forsman, ha rilasciato una lunga intervista nella quale ha commentato le ispirazioni principali dello show.

Vi ricordiamo che qui potete trovare la nostra recensione dello show, e ora la parola a Jonathan Entwistle:

Ovviamente ho sempre pensato che lo show fosse ottimo, ma ammetto di essere rimasto un po’ sorpreso dall’amore che ha ricevuto dall’ampio pubblico, considerando che è una storia un po’ strana. Credo di essere portato naturalmente a interpretare a modo mio Wes Anderson e David Lynch (si riferisce in particolare a Cuore selvaggio, ndr), ma in questo caso quel che volevo fare era imitare il mondo in Fargo di Noah Hawley.

Su cosa lo ha colpito maggiormente della graphic novel:

È molto grezza, nei disegni. È in bianco e nero. A volte ci sono solo James e Alyssa nella cornice e non c’è sfondo. Saper disegnare in quel modo con solo i personaggi e raccontare una storia tramite immagini è essenzialmente la cosa più cinematografica che potresti mai fare, anche se è su carta. Ed è questo che mi ha attratto. Quando l’ho letto, ho pensato: “con appena cinque linee riesce ad essere molto cinematografico” (…) Chuck è un grande fan del cinema, e La rabbia giovane ha avuto un’enorme influenza per lui, anche se ci siamo un po’ allontanati da quel film. Quello sguardo cinematografico è stato ciò che è saltato fuori dalla pagina per me.
Entwistle ha inoltre raccontato di come inizialmente avesse l’intenzione di trarre un film dalla graphic novel. Quindi gli era stato chiesto come prima cosa di trarre un cortometraggio sul quale eventualmente costruire il progetto. Dopo il corto, per qualche motivo il progetto non è andato in porto, ed è stato a quel punto che il creatore e l’autore del fumetto (all’epoca l’opera era ancora incompiuta) hanno pensato di poter trarre qualcosa dallo sguardo cinematografico, che tuttavia poteva andare in televisione.
Su Jessica Barden, interprete di Alyssa:
Circa sette anni fa abbiamo iniziato a fare audizioni per il cortometraggio. (…) Jess ha partecipato al provino e ci ha parlato con un accento russo, senza motivo. Mi ricordo di aver guardato il produttore e aver pensato: “questa ragazza ottiene la parte”. Ha appena trovato un modo per essere completamente fuori, ma al tempo stesso può essere completamente vulnerabile, e questo è com’è una persona. Immagino che sia quasi più matta di Alyssa nella vita reale. Alyssa è una specie di versione conservatrice di Jess, quindi ha funzionato perfettamente per me. Era tutto ciò che il personaggio doveva essere e molto altro, e questo è stato reso ancora più evidente da me quando ha incontrato Chuck e lui ha detto: “sei la ragazza del mio libro.” E questo mi ha fatto capire di aver scelto bene.
Avete visto la serie? Cosa ne pensate?
Fonte: EW