Quest’anno, più che mai, la kermesse musicale italiana per eccellenza ha condizionato il palinsesto tv quanto una finale dei Mondiali di calcio. Il Festival di Sanremo ha raggiunto ascolti record e la prima cosa da osservare è che, a dire il vero, è abbastanza prevedibile che il pubblico si sintonizzi sullo stesso canale quando sugli altri, pay tv a parte, non c’è praticamente nulla se non vecchi film e qualche replica. Un bombardamento mediatico ossessivo ci ha tenuti in scacco per tutta la settimana, ogni canale votato interamente a speciali dedicati alla manifestazione canora, uno o più inviati in riviera per ogni programma, perciò non ci possiamo sottrarre dal lasciare in questa rubrica un commento il più oggettivo possibile.

Prima di dedicarci però, anema e core, alle vicende del Festival, possiamo intanto tranquillizzare coloro che fossero rimasti con il fiato sospeso dalla scorsa settimana per le storie tese della famiglia Carrisi&co. Forse è stato svelato il vero motivo dell’allontanamento volontario di Loredana Lecciso da Cellino San Marco, senza dovere richiedere l’intervento di Federica Sciarelli. Da quanto trapelato dalla bocca di Barbara D’Urso, che nei suoi programmi è tornata ampiamente sull’argomento, pare che la compagna di Albano fosse sì scappata a Pavia dal fratello Luca, ma che costui sia, guarda caso, un chirurgo plastico ed estetico e che perciò la fuitina sia stata un’occasione per un irrinunciabile “ tagliando “ stagionale. Tutto è bene quel che finisce bene.

Meno bene invece è andata per alcuni protagonisti de L’isola dei famosi, una delle pochissime trasmissioni sfuggite dall’egemonia sanremese, forse solo perché andata in onda nell’unica sera, il lunedì, immune, o quasi, da ogni contaminazione festivaliera.

Francesco Monte, il presunto consumatore di cannabis, dopo essere stato accusato pubblicamente in diretta tv da Eva Henger, decide di abbandonare l’isola e di tornare in Italia per discolparsi nelle sedi competenti, che saranno per lui il salotto della D’Urso o quello della Panicucci, tanto per intenderci. E proprio dalla Panicucci, a Mattino Cinque, si è analizzata l’imbarazzante questione. Gli ospiti della bionda conduttrice si sono scatenati compatti contro la spiona Henger, colpevole di avere accusato il suo compagno di avventura, senza avere prove che possano dimostrare che abbia detto la verità su di lui.  La Henger è ritenuta una bruttissima persona per avere infierito sul giovane, già più cornuto di un cervo a primavera e che quindi si può ora definire cornuto e mazziato in tutti i sensi.

Non sappiamo come siano andate le cose, gli altri coraggiosissimi concorrenti del reality si sono trincerati dietro il più totale silenzio, segno che forse qualcosina da nascondere c’è. Per gli osservatori del salotto di Mattino Cinque però pare che la Henger non sia credibile, e alcuni lo sottointendono con mezze frasi sempre politically correct, per il suo passato scabroso che, a questo punto, farebbe di lei una bugiarda.

Tale Emanuela Titocchia, di professione attrice, si meraviglia che una donna e madre di famiglia, che ha tanto sbagliato nella vita (evidentemente perché ha fatto film porno) sia così cattiva, ed Enrica Bonaccorti, generalmente donna di buon senso, si sbilancia dicendo addirittura che la delatrice non dovrebbe più essere invitata in tv e aggiunge che l’alcool, nella classifica delle sostanze più dannose, viene prima delle canne. Lory Del Santo insinua il dubbio che magari si trattasse solo di tabacco e che Monte è un signore perché non ha fatto il nome di altri compagni coinvolti nella torbida vicenda. Può essere l’abbia già adocchiato e lo stia candidando come futuro boy friend. Marco Balestri, ora nel ruolo del vecchio saggio maestro di tolleranza, afferma che fare la spia sia peggio che farsi lo spinello. Punti di vista. In realtà, al momento dell’accusa in diretta, Monte aveva ribattuto che il fatto non era pertinente, ma leggendo tra le righe e ascoltando i commenti degli altri isolani, pare che il fattaccio ci sia stato, però, così come in amore anche in guerra, in questo caso quella per conquistarsi il titolo di miglior naufrago, la spia viene messa alla gogna.

E se parliamo invece d’amore, non possiamo tralasciare i concorrenti travolti dalla più cupa disperazione per questioni di cuore finite a schifio. Il pianto inconsolabile in diretta di Bianca Atzei, ancora distrutta per essere stata lasciata pochissimo tempo fa da Max Biaggi, senza spiegazioni, ha di sicuro colpito anche il telespettatore più insensibile. E mentre la cantante singhiozza, dallo studio, la buona Mara Venier prima cerca di consolare la giovane dicendole che prima o poi ci passiamo tutte dal trauma dell’abbandono, che è toccato pure a lei, bla, bla, bla, e poi, zac, gira il coltello nella piaga rivelando alla Atzei che solo qualche giorno prima ha pranzato proprio con il suo Max, che però si è prodigato in belle parole nei confronti dell’ex fidanzata. Roba da appendersi qualche cocco al collo, nel caso della mingherlina Atzei ne bastano un paio, e andare a buttarsi in mare.

Meglio di lei però fa Nadia Rinaldi, in una sorta di racconto degno della trama di Un posto al sole, confessando a tutta Italia che il suo ex compagno, nonché papà della sua bimba, da quando ha lasciato lei, così, all’improvviso, senza un motivo, si è anche completamente dimenticato di avere una figlia e che la piccola ne soffre molto. Nonostante però la storiaccia della Rinaldi batta almeno 10-0 quella della Atzei, non fosse altro per coinvolgimento di minore, il pubblico del televoto butta fuori l’attrice. Per il resto tutto procede come sempre, Filippo Nardi piange anche lui per avere perso il grande amore della sua vita che l’ha lasciato stremata dalle sue innumerevole marachelle, la Cipriani litiga con Amaurys Perez e gli dice che lui le fa schifo. E continua a piovere, pure madre natura, quella vera, non la concorrente, di fronte a tanta miseria umana sta mettendo in atto i suoi sistemi di autodifesa, ma non quanto dovrebbe.

Ma torniamo sulla riviera dei fiori, dove Baglioni and friends hanno spopolato per tutta la settimana.

Perché più che il Festival della canzone italiana, ci è sembrata una grandissima autocelebrazione del cantautore romano che, festeggiando se stesso, ha voluto coinvolgere una serie di amici per un lunghissimo e memorabile show. Il tempo tra una canzone e l’altra si è dilatato all’infinito e sul palco si è succeduta troppa gente, tra attori, attrici, personaggi tv e superospiti, promo a fiction e programmi vari della prossima stagione Rai tanto da farci dimenticare la gara canora, e farci apparire i cantanti, quando appaiono per cantare il loro brano, quasi degli intrusi. Colpa anche di canzoni che non entrano nella testa, ma l’attenzione è tutta per il direttore artistico, i suoi duetti con i suoi brani storici, in cui si mangia in un boccone qualsiasi partner canoro gli si metta in fianco, oscurano tutte le altre esibizioni. Antonacci e Il Volo al suo confronto fanno davvero una magra figura, e anche se il volto di Claudio rimane impassibile, immaginiamo che dentro gongoli non poco. Vero è che i suoi pezzi li può e deve cantare lui, e infatti solo Fiorello ne esce alla grande dal confronto. Bravo, bravissimo, travolgente quasi da risultare strabordante e da ridurre tutti gli altri cantanti un pallido contorno. Fiorello è come una canzone riempipista, comunque vada sarà un successo, è un portafortuna da invitare ad inaugurazioni e prime perché si sa già che farà faville e nella peggiore delle ipotesi è come un piatto pronto che si scalda in un attimo e ti salva magicamente la cena. Ma ora potrebbe fargli concorrenza proprio Baglioni, che con nonchalance e con l’aria indifferente, quasi volesse rimanere defilato, è in realtà pronto per un one man show. E quelli che sostengono che abbia fatto un passo indietro rimarcando che lui è il direttore artistico, o hanno visto un altro programma o si sono addormentati durante le interminabili serate, perché Baglioni alla fine è sempre rimasto sul palco. Michelle Hunziker è brillante, anche se per un attimo non capiamo se siamo a Sanremo, Paperissima o Zelig e il suo decolléte, che sfida spavaldo Newton, ci fa dubitare di ogni legge della fisica studiata a scuola. Siccome non è ammesso trovarle un difetto, notiamo solo che dato che la bionda conduttrice ha salutato dal palco e poi sbaciucchiato il marito seduto tra il pubblico, avrebbe potuto rivolgere un pensierino piccolo piccolo anche alla sua primogenita Aurora che si trovava in platea, in fianco al direttore generale della Rai, Orfeo. Pierfrancesco Favino è stata una trovata perfetta per rispettare la par condicio dell’avvenenza, è un bonazzo, fa impazzire indistintamente tutte le donne, ma non ci è piaciuto il ruolo che gli hanno affidato, avrebbe potuto fare il sex symbol simpatico e disinvolto invece di interpretare la parte di quello fintamente impacciato che però è bravissimo e non lo dà a vedere.

Tra i superospiti pollice verso per Morandi, un personaggio da tempo sovraesposto, negli ultimi mesi lo abbiamo visto davvero ovunque, tra ospitate, fiction, video e duetti con Rovazzi, non si può dire che abbia portato al Festival una ventata di novità, men che meno salendo sul palco con Tommaso Paradiso, immeritatamente osannato in ogni dove e che ha approfittato della visibilità di Sanremo per avvisare, in Eurovisione, che l’indomani sarebbero state aperte le prevendite dei biglietti del suo tour autunnale con i The Giornalisti, di cui è pregiato frontman. Da non credere alle proprie orecchie. Perché Gianni, dopo una vita di onoratissima carriera si presti a queste marchette solo Bossari, esperto di misteri, quando ha un attimo di tempo, ci potrebbe spiegare.

E sarebbe anche bello sapere da dove chiamasse Laura Pausini, in collegamento audio per dimostrare che la raucedine l’ha costretta a rimandare di qualche giorno la sua partecipazione. Il fruscio della telefonata aveva la stessa qualità di quelle fatte dalle cabine negli anni ’80, quando, appena giunti al mare, si chiamava casa per rassicurare che fosse tutto ok.

Per quanto riguarda le canzoni, de gustibus, ma nessun tormentone, nessun motivetto da canticchiare e qualche pezzo che andrà fortissimo ai karaoke, vecchie glorie in cerca di conferme e altre in cerca di riscatto. Cantanti di provata esperienza che stonano, come Roby Facchinetti e Nina Zilli e altri, come Giovanni Caccamo e Renzo Rubino, mitologiche creature sanremesi, che sono pur essendo autori di loro stessi decidono di portare brani al di fuori delle loro possibilità vocali.

Abbiamo faticato a guardare, visti gli orari improponibili, il Dopofestival, solitamente la parte più interessante della kermesse, quest’anno condotto da Edoardo Leo, in compagnia di un gruppo di amici, dal Teatro dell’Opera del Casinò, allestito per l’occasione come un night club. Per tradizione, al Dopofestival arrivano gli artisti che si sono esibiti nel corso della serata in versione relax, come ad un dopolavoro ferroviario. Leo è capace, ma tra coloro che lo affiancano, Sabrina Impacciatore nel ruolo dell’intontita svampita poteva andare bene una sera, anzi, forse mezz’ora, no, cinque minuti, trascorsi i quali veniva proprio da cambiare canale, se ci fosse stato qualcosa d’altro da vedere sulle altre reti.

Carolina Di Domenico ha sempre l’aria della maestrina perfettina e saccente anche alle prese con i giornalisti, presenti in studio e sempre un pochino accigliati.

E proprio in difesa di questa intoccabile categoria, è scesa in campo un’inviperita Eleonora Daniele durante il suo programma del mattino Storie Italiane, dedicato nei giorni scorsi a commenti e collegamenti sanremesi. Si sa che il clima festivaliero mette agitazione, ma alcuni sbroccano proprio, come la sempre bendisposta Eleonora. Ci sono un paio di giornalisti, Giovanni Terzi e l’inviato del Corriere della Sera, Renato Franco, fuori dal Teatro Ariston in collegamento per parlare delle canzoni ma anche del look dei cantanti, gli ospiti in studio sono poco d’accordo con i commenti espressi dai due, ma la Daniele li zittisce perché i giornalisti non si devono contraddire. Prende la parola Nenella Impiglia, scrittrice ed esperta di costume per ribattere a quanto espresso da Franco, e si riferisce a lui chiamandolo “il signore “. La Daniela ha un moto di stizza, riprende immediatamente la sua ospite dicendo che sta parlando ad un illustre giornalista, di dare la definizione corretta del suo interlocutore, che non è un “signore” qualunque. La scrittrice sorride all’inutile e inappropriata precisazione della bionda slavata e precisa che intende “signore” in senso di uomo, nessun tono dispregiativo, ma la Daniele non molla la presa. Il giornalista è più di signore, uno status sociale, ora lo sappiamo.

Ma anche da altre parti si perde un po’ il senso della misura proprio in tema di abiti, trucco e parrucco. A La vita in diretta, la solita Alba Parietti, che tutto sa e tutti conosce ( con quel vizio odioso, tipico anche dei bauscia imbruttiti, di riferirsi a personaggi famosi chiamandoli solo per nome, per dimostrare famigliarità con loro) litiga con Enzo Miccio, l’esperto curatore d’immagine. Lui, in un guizzo di finezza, si complimenta con Noemi, in collegamento con loro, per avere scelto una jumpsuit, alias tuta, nera con scollatura a V e borchie sui fianchi che le ha tolto almeno due taglie, ma la Parietti, continua ad interrompere, come se guidasse lei il programma, cercando di sovrastare i conduttori Fialdini e Liorni, e quando cercano di arginare la sua diarrea verbale puntualizza che lei fa spettacolo da quarant’ anni e quindi parla a ragion veduta.

Dissente su tutto quello che dicono gli altri e quando gli altri ospiti del salotto pomeridiano commentano gli abiti dei componenti della band Lo Stato Sociale, sono tutti d’accordo sul fatto che sembrano degli scappati di casa ma perfetti nel loro ruolo, l’incontenibile Alba invece trova che abbiano uno stile preciso perfetto, e critica l’abbigliamento di Miccio dicendo che lei non si vestirebbe mai come lui. Arriva immediata la risposta di Miccio “Senti bella, parli tu che alle quattro del pomeriggio sei vestita come a Capodanno” e via allo scontro tra due comari imbestialite.  San Remo, quello vero che sta in cielo, la prossima volta, salvaci tu.