Hildebrandt’s Starling è probabilmente uno degli episodi più avvincenti della stagione sin dal suo debutto, con qualche decisivo passo avanti verso la scoperta dell’assassino e lo spazio per conoscere meglio i protagonisti di questa storia, commissario Roosevelt compreso che, per la prima volta e proprio in questa puntata, ci mostra per l’ombra di quel leggendario spirito che lo portò a diventare presidente degli Stati Uniti anni dopo.

Come abbiamo già avuto modo di accennare nelle precedenti recensioni, il personaggio interpretato da Brian Geraghty era stato fino ad ora il più sfuggente: pur essendo chiaramente deciso a ripulire il dipartimento di polizia di New York dalla corruzione e da uomini come Connor, le connessioni politiche di quest’ultimo gli impedivano di fatto di prendere seri provvedimenti, fino a che il capitano non ha commesso l’errore di prenderlo platealmente in giro al fine di proteggere la famiglia Van Bergen e nello specifico il loro rampollo Willem – l’uomo dai denti d’argento – da un’accusa di omicidio plurimo.
Con nostra grande soddisfazione, l’episodio si conclude infatti con il commissario che strappa il distintivo al suo sottoposto e lo costringe a consegnargli la pistola. Sebbene, ne siamo certi, questa sospensione non durerà probabilmente troppo a lungo – dopotutto la serie necessita un antagonista per il personaggio di Roosevelt e di un rappresentate della dilagante corruzione tra le forze dell’ordine, – è stato comunque soddisfacente vedere il commissario reagire con una fermezza che non gli avevamo ancora visto mostrare.

Per tornare invece all’assassino, tutti gli indizi sembrano puntare appunto contro Willem Van Bergen, un uomo chiaramente attratto dai bambini, che ama far vestire come fanciulle e vittima di una madre despota e deviata essa stessa, che ha evidentemente abusato ripetutamente del figlio.
Il profilo dell’assassino, per dirla in termini moderni, se davvero Van Bergen fosse il colpevole, sembrerebbe quindi essere molto simile a quello immaginato da Sara Howard, ma ardentemente rifiutato da Laszlo.
Il dottor Kreizler, con modi piuttosto aggressivi che, tra l’altro, porteranno ad uno scontro proprio con Sara, è infatti di tutt’altra idea e non pensa che l’omicida, chiunque egli sia, abbia avuto un’infanzia dominata da una figura femminile oppressiva (forse, ci azzardiamo a dire, perché lui stesso sa come ci si sente in quella posizione?). Nonostante gli eventi che si susseguono nell’episodio sembrano creati appositamente per far crollare tutte le certezze di Laszlo, compreso il suo fallimentare colloquio con un assassino di bambini rinchiuso in prigione, e sebbene lui per primo sembri dubitare per la prima volta di se stesso, la sensazione è che il suo istinto non lo abbia tradito.

Considerato che con questo episodio siamo esattamente a metà del cammino della stagione, The Alienist, a questo punto, potrebbe prendere due strade completamente opposte: indicare come il vero colpevole Van Bergen, mostrandoci come il dottor Kreizler ed i suoi arriveranno ad incastrarlo nonostante la sua posizione sociale privilegiata oppure trovare un altro colpevole, qualcuno che corrisponda più da vicino al profilo immaginato da Laszlo, soprattutto ora che lui e John Moore hanno scoperto che l’omicida colpisce solo in occasione delle feste di precetto.

Per quanto concerne lo sviluppo dei personaggi, come dicevamo all’inizio dell’articolo, Hildebrandt’s Starling si è dimostrato terreno fertile, soprattutto per approfondire la conoscenza con Sara, una donna cresciuta dal proprio padre per vivere in un mondo di uomini e che sembra attratta, per motivi molto diversi, sia dal dottor Kreizler, di cui ammira chiaramente l’intelletto, sia da John Moore, l’unico con il quale sembra trovarsi davvero a proprio agio e con cui si concede di far cadere quella maschera di impassibile rigore che la caratterizza.
La scambio adorabilmente ottocentesco tra Sara e John, avvenuto quando lei si allontana furiosa da casa di Kreizler, è probabilmente la scena più leggera eppure ricca di sottintesi, che abbiamo visto dall’esordio della serie e non fa che farci apprezzare ancora di più il personaggio interpretato da Dakota Fanning, tanto coraggiosamente moderna quanto innocente.

Per quanto concerne il dottor Kreizler, è sicuramente un bene che le sue sicurezze abbiano in parte subito uno scossone, soprattutto considerata l’arroganza con la quale ha più volte detto a Sara e John di affrontare i loro problemi psicologici, quando lui per primo, evidentemente, tende a non farlo, ma ciò non vuol dire che il suo intuito lo stia tradendo e che la strada che lo porterà all’assassino non sia più complicata di quello che sembra.

The Alienist va in onda negli Stati Uniti ogni lunedì su TNT.